venerdì 16 maggio 2014

Scopriamo il Modena


           ''LA BARONATA''
                                     


                             
                            A CURA DI: BARONE FERDINANDO

IL NOSTRO AVVERSARIO:MODENA


Beh che dire, se questa squadra avrebbe giocato il girone di andata come quello di ritorno, a quest'ora sì poteva parlare di una squadra che la serie A, l'avrebbe meritata sicuramente, è proprio così, con l'arrivo di Granoche a gennaio e la continua mentalità del suo ariete Babacar, questo Modena se rivelata come una delle squadre più ostiche da battere in serie B, nelle statistiche il Modena è dietro il Palermo e il sorprendente Bari.
La squadra di Novellino che un girone fa ovvero da quando giocò ad Avellino, sembrava spacciata, squadra scarsa, senza una identità di gioco, i soli Babacar e Mazzarani a rendere vivo un attacco, che sembrava spento, mancava qualcosa, a gennaio la musica è cambiata, ottimo investimento sul mercato, ed i risultati sì sono visti: in tutto il girone di ritorno il Modena ha totalizzato 37 punti rispetto ai 22 punti conquistati nel girone di andata, qual'è il segreto che cela dietro questa ripresa così entusiasmante? Sicuramente l'allenatore, Walter Novellino, tecnico sul quale qualsiasi squadra avrebbe puntato, per un eventuale promozione, lui ha saputo valutare i giocatori, ha saputo trasmettere continuità, e nel momento critico ha saputo reagire, anche alle proteste dei tifosi. Andiamo con ordine e andiamo ad analizzare le statistiche dei canarini.

Vittorie in casa: 11
Pareggi in casa: 5
Vittorie fuori casa: 4
Pareggi fuori casa: 9
Sconfitte in casa: 3
Sconfitte fuori casa: 7
Totale: Vittorie: 15, Pareggi: 14, Sconfitte: 10, con 62 reti fatte e 41, media inglese – 18.

STORIA:Storia Modena FC
La nascita del calcio a Modena:
La prima partita di calcio disputata a Modena, si tenne al campo dei giochi della Panaro, la cui sede era dietro le ferrovie provinciali, in via Ricci. Era il 1903 e durante il saggio annuale di ginnastica, alla presenza di autorità e pubblico seduti su di una tribuna scoperta, nasceva il calcio modenese. A quei tempi il gioco del calcio si giocava da scapigliati sulle mura della città, sui prati di periferia, braccati dai contadini, oppure sulle piazzette appartate, fra gruppi improvvisati, ingaggiando sfide che spesso finivano in risse. Lo stadio era ancora lontano, c'erano soltanto dei prati senza recinzioni dove, prima delle partite, si montavano i pali delle porte, si segnavano i limiti del campo, l'area di rigore e il punto magico del penalty con polvere di gesso.

La costituzione delle prime società calcistiche tra studenti modenesi risale agli inizi del 1910. La prima fu la Virides, voluta dal prof. Fioravanti, che raccolse attorno a sè i giovani del Liceo Muratori, ma ebbe breve durata. Quasi contemporaneamente, Luigi Ventura studente di Bisceglie che secondo le cronache fu il primo a portare un pallone di cuoio a Modena riunì insieme a Ugo Mariani gli amici dell'Istituto Tecnico e fondò l'Associazione Studentesca del Calcio. Qualche mese dopo il Collegio San Carlo raccolse la sfida e Luca Mariani fratello di Ugo fondò l'Audax F.B.C.. Nel 1912, forse anche per riportare pace in casa Mariani, dove le rivalità tra Audax e Associazione Studentesca erano anche rivalità tra fratelli, si verificò il grande evento decisivo per le sorti del calcio modenese, ovvero la costituzione del MODENA F.C. La fusione tra Audax e Associazione Studentesca era auspicata da molti sportivi desiderosi di avere un'equipe che rappresentasse degnamente Modena in campo nazionale.

Il 5 Aprile 1912 il Panaro riportò: "Era affisso ieri un avviso sul quale si invitavano i nostri giocatori di football a partecipare a una riunione per deliberare circa la fusione delle due società, Associazione Studentesca del Calcio e Audax F.B.C. L'idea di tale connubbio non ci giunge nuova, l'abbiamo sentita circolare da oltre un anno nei capannelli calcistici, ma non abbiamo mai voluto entrare nel merito della questione per non rompere, come si dice, le uova nel paniere a coloro che tale idea propugnavano. Lo facciamo ora che la notizia ufficiale e la fusione fatta e che la nuova società ha già scelto il suo nome e i suoi colori. Si chiamerà MODENA F.C. e la sua maglia porterà i colori giallo-blu."

I problemi principali da risolvere dopo la fondazione furono due, trovare venti lire per iscriversi al campionato e un campo recintato. Superati a fatica i primi ostacoli, si pensò anche alla squadra, che disputò la prima partita amichevole il 3 Novembre 1912 nel campo di Piazza d'Armi contro il Venezia.

Gli anni '10...

Nella prima stagione, la squadra, i cui punti di forza erano Raffaldini, Cagno Zanasi, Papagna Ventura, l'atletico Secchi e lo scattante Soresina, giocò il campionato di Prima Categoria. Nella Stagione 1913-14 arrivarono Roberts, il primo straniero a giocare nel Modena, e dal Veneto, Pippo Forlivesi, che fu nazionale più volte. Il presidente Sandonnino, con un colpo di mercato, incaricò poi il segretario Gandolfi di prelevare Attilio Fresia a Genova dove era appena sbarcato dall'Inghilterra. Fresia fu forse il più grande giocatore che il Modena abbia avuto, di lui si racconta che con il pallone facesse mirabilie.

Nel periodo 1915-18 durante il periodo bellico la squadra partecipò alla Coppa Federale, sfiorando il successo nel 1916. In squadra c'era già Borgetti, uno dei capostipiti dei grandi portieri moderni. In quel periodo il campo del Modena venne requisito dalle autorità militari per diventare un parco raccolta per bovini.

Gli anni '20...

Nel 1920-21 il Modena disputò la semifinale del campionato con l'Alessandria, perdendo 0-4. Fu un periodo di disordine nell'organizzazione del calcio italiano. Il Modena insieme ad Inter, Venezia, Torino, Genoa ed altre si trovò in contrasto con la F.I.G.C. passando al C.C.I. Comitato Calcistico Italiano. Seguirono anni d'oro per la squadra gialloblu, nel campionato 1923-24 di prima divisione pareggiò addirittura con il Genoa del leggendario De Vecchi, detto il figlio di Dio.

Nel campionato 1924-25 di Lega Nord si classificò secondo ad un solo punto dal Genoa. Passarono alla storia la vittoria a Modena per 5-0 sull'Inter e l'esordio in serie A a 16 anni di Alfredo Mazzoni. Negli anni successivi arrivarono a Modena i primi ungheresi, sia come giocatori che come allenatori. A Modena si comportarono bene il fiorettista Tioschi e lo sfondatore Winkler.

Nel 1927, nel primo Campionato a carattere nazionale, il Modena fu sesto nel girone A, nel 1928 quinto nel girone B. Nel 1929-30 finalmente la serie A si giocò a girone unico da 18 squadre ed il Modena giunse dodicesimo con 30 punti.

Gli anni '30...


ViewImage-2Nel 1931-32 la squadra gialloblu retrocesse in serie B insieme al Brescia. Alla presidenza della società, al Rag. Donati, successe l'Avv. Arangio Ruiz, seguito poi dall'Avv. Cavazzoni Pederzini.

Dal 1933 al 1937 il sodalizio modenese rimase nella serie cadetta. Da ricordare che nel corso della stagione 1936-37 fu inaugurato lo Stadio intitolato a Cesare Marzari, ex gialloblu caduto nella guerra d'Africa. In quegli anni la denominazione di Modena F.C. cambiò in Modena Calcio per seguire le direttive del regime.

Nel campionato 1937-38 vi fu il ritorno in serie A. Alla guida della squadra vi era ancora un ungherese, Nehadoma. Nella stagione successiva il Modena si salvò per un punto. Il 1939-40 fu l'anno in cui comparvero i numeri sulle maglie dei giocatori. In quella stagione anche Dugoni, bandiera dei canarini, aveva lasciato il calcio. La squadra andava rinnovata, ma le casse erano vuote e i risultati non arrivarono, alla fine della stagione i gialloblu erano di nuovo in serie B.

Gli anni '40...

ViewImage-3La stagione 1940-41 fu difficile. La guerra ridusse l'organico della squadra e il Modena dovette ricorrere a sotterfugi per allestire una formazione competitiva, ma alla fine fu raggiunto l'obiettivo del ritorno in serie A. Fu l'anno dei Sentimenti, Vittorio e Lucidio, di Braglia, Notti e Banfi. La stagione successiva non fu altrettanto favorevole, si vendettero per problemi di bilancio Sentimenti e Banfi alla Juventus e vi fu la retrocessione in serie B.

Uniche note positive furono le rivelazioni Maino Neri ed Ermanno Malinverni. Nel 1942-43 nuova promozione con Zironi I soprannominato "La Gazzella", Neri, Malinverni, Braglia e Galli I. Tra il 1943 e il 1945 il Modena partecipò al Campionato Alta Italia nel girone misto Emiliano.

Finita la guerra i gialloblu si ripresentarono in grande spolvero: venne eletto Presidente Adolfo Orsi, Direttore Sportivo il maestro Nello Ugolini ed allenatore "Ghega" Mazzoni. Il 1946-47 fu l'anno delle meraviglie, si arrivò terzi dietro al grande Torino ed alla Juventus.

Nel 1947-48 il Modena si piazzò quinto e quattro canarini Menegotti, Pernigo, Neri e Cassani furono convocati per le Olimpiadi di Londra.

Nel 1948-49 il presidente Orsi si dimise, anche Mazzoni lasciò per altri lidi e vi fu la retrocessione in serie B. Cominciò un periodo difficile, nel quale ritornarono molti modenesi che avevano cercato fortuna lontano, ma che non riuscirono a cambiare le sorti della squadra.

Gli anni '50...

ViewImage-4Nel 1950-51 il Modena lottò per la promozione ma alla fine salirono in serie A Spal e Legnano. Fu l'anno in cui si rivelarono al grande pubblico Sergio Brighenti, Corradi e Ghezzi, che divennero tutti nazionali.

Nel 1951-52 i calciatori migliori vennero ceduti per esigenze di bilancio, come spesso accadeva. Neri e Ghezzi passarono all'Inter, Corradi alla Juventus e si rischiò la serie C.

Nel 1952-53 la squadra scese ancora, arrivò solo decima con l'allenatore Magli, che venne confermato anche per l'anno seguente. Fu la stagione del lancio definitivo del portiere Panetti, che poi venne ceduto alla Roma. Magli restò alla guida della squadra anche nel 1954-55 e la promozione venne sfiorata per un soffio.

Nel 1955-56 l'allenatore Magli andò a Genova, lo sostituirono Todeschini prima e Grandi poi. Nel 1956-57 il bilancio imponeva ancora sacrifici e il Modena non andò oltre il tredicesimo posto. Nel 1957-58 arrivò lo sponsor, si trattava dello Zenit, che mise a disposizione della società ben 100 milioni per tentare la scalata alla serie A. Dopo un buon campionato la squadra chiuse solo settima.

L'anno seguente, nonostante la conferma del sostegno dello Zenit, si dovettero vendere i pezzi migliori ed il risultato fu un mediocre quattordicesimo posto. Nel 1959-60 si ritirò lo sponsor. In panchina tornò Magli, ma una serie di errori di valutazione e una non positiva impostazione della squadra portarono per la prima volta alla retrocessione in serie C.

Gli anni '60...

ViewImage-5Gli anni '60 iniziarono con il Modena in serie C. Intanto anche un pezzo di storia gialloblu, Anteo Tirabassi, massaggiatore ed allenatore delle giovanili fin dalla fondazione del Modena era andato in pensione.

Nel 1960-61 con Malagoli in panchina e grazie ad alcuni acquisti azzeccati, fu riconquistata la serie B. Ma non era finita, nel 1961-62 i canarini tornarono in serie A dopo 13 anni. Uno dei trascinatori fu Pagliari, forse il centravanti più amato dai modenesi, capocannoniere gialloblu che in due campionati segnò 26 reti. Per la serie A furono acquistati molti calciatori, che non sempre si rivelarono all'altezza della categoria. La salvezza fu comunque raggiunta, grazie soprattutto a Cinesinho, nazionale brasiliano, uno dei giocatori di maggior classe mai visti a Modena. Il "Cinese" purtroppo si fermò solo una stagione e nel 1963-64, nonostante il ritorno di Sergio Brighenti con 10 reti e l'acquisto del cileno Toro, fu retrocessione allo spareggio con la Sampdoria.

Per la serie B il presidente Marassi chiamò Maino Neri, che puntava sui giovani per il rilancio. Alla fine i canarini si piazzarono settimi. Intanto tra le nuove leve allenate da Mazzoni, cominciavano a farsi notare Adani, Rognoni e Iseppi che furono lanciati in prima squadra nel 1965-66. I risultati non arrivarono, Neri venne sostituito da Remondini e la stagione si chiuse con il tredicesimo posto. Remondini restò alla guida della squadra anche nel 1966-67, e il Modena terminò con un buon settimo posto.

Gli anni successivi videro una girandola di allenatori nel 1968-69 furono addirittura quattro, Szekely, Malagoli, Remondini e Cavazzuti e si dovette sempre lottare fino all'ultimo per evitare la retrocessione in serie C.

Gli anni '70...

ViewImage-6All'alba degli anni '70 il Modena arrivò a metà classifica del campionato di serie B. Nella stagione successiva, con Spelta capocannoniere, si lottò a lungo per le posizioni di vertice, in panchina sedeva Remondini. Nel 1971-72, dopo avere cambiato tre allenatori, il Modena retrocesse in serie C.
Nel campionato di serie C 1972-73, con una squadra impostata per la promozione, si arrivò solamente settimi, con Giuliano Boscolo autore di 15 reti. L'anno successivo, stessa categoria, fu un campionato onorevole con settimo posto finale.

Nel 1974-75 finalmente vi fu il ritorno in serie B, con Bellinazzi centravanti e Bellotto mediano di spinta, alla guida tecnica era Ezio Galbiati. Nel primo anno di serie B, 1975-76, con Baffo-goal Bellinazzi autore di 13 reti, si raggiunse un buon ottavo posto, dopo aver lottato fino alla terzultima giornata per uno dei tre posti al sole che danno diritto al paradiso della massima divisione.

Nel 1976-77, con Cancian prima e Pinardi poi alla guida tecnica, il Modena si salvò solo all'ultima di campionato battendo il Monza che era in lotta per la serie A.

Nel 1977-78 iniziò una grave crisi societaria, che portò i gialloblu alla retrocessione in C1 e nella stagione successiva, per la prima volta dalla fondazione, in C2.

Gli anni '80...

ViewImage-7L'inizio degli anni '80 vide il Modena nell'inferno della C2. Il ritorno in C1 fu immediato, era stata risolta la crisi societaria, grazie all'intervento dell'industriale Bergamini, che si era avvalso della guida tecnica del debuttante Pace e delle prestazioni di uno dei giocatori più rappresentativi di Modena degli ultimi vent'anni, Stefano Cuoghi.

L'anno successivo fu disputato un campionato anonimo, da ricordare solo i contatti presi con Francesco Farina, che sarebbe stato alla direzione del Modena nei successivi 15 anni. Nel 1981-82 il Modena sfiorò la promozione in serie B, seguirono due annate con sei allenatori.

Nel 1984-85, il primo anno di Mascalaito in panchina, i risultati furono altalenanti e si chiuse la stagione all'ottavo posto. Nel 1985-86 vi fu il ritorno in serie B con il bomber Sauro Frutti, autore di 21 reti, e l'acquisto più significativo della gestione Farina, Sergio Domini. Nel campionato 1986-87, dopo un girone d'andata trascorso perennemente a ridosso delle prime posizioni, si accusò qualche battuta a vuoto nel finale sotto forma di tre sconfitte consecutive dalla 35 alla 37 giornata che permisero alla quart'ultima di portarsi a due lunghezze dai canarini, i quali liquidarono la pratica all'ultima giornata davanti al pubblico amico sconfiggendo, nel padre di tutti i derby, il Bologna con un goal d'autore di Sauro Frutti.

Nella stagione successiva, 1987-88, il Modena non riuscì a rimediare alle cessioni di Longhi e Piacentini al Padova e retrocesse in C1 dopo la drammatica partita-salvezza contro il Genoa. L'anno dopo si giocò un campionato a corrente alternata in C1, con Ferrario prima e Vivani poi sulla panchina.

Gli anni '90...

ViewImage-8L'ultimo decennio del secolo appena trascorso era iniziato con la promozione in serie B con Renzo Ulivieri in panchina, stagione 1989-90. Nella fattispecie i canarini dominarono il campionato, con il portiere Marco Ballotta che stabilì il record per il minor numero di reti subite, solo 9 reti su 34 partite. Furono poi 4 i campionati cadetti disputati dai canarini.

Nella stagione 1990-91, dopo un girone d'andata in cui i canarini totalizzarono solo 14 punti, contrariamente al buon livello di gioco espresso, con conseguente ultimo posto in classifica, si registrò un girone di ritorno disputato con una media-promozione, 22 punti, e soprattutto grazie alla vittoria esterna di Reggio Calabria contro la diretta concorrente Reggina (rete vincente siglata da Paolo Sacchetti dopo un calcio di rigore parato da Francesco Antonioli) i canarini rimediarono una meritatissima salvezza.

All'inizio della stagione 1991-92, dopo la doccia fredda della partenza di Renzo Ulivieri destinazione Vicenza, si cominciò la seconda avventura cadetta con l'esperto Eugenio Bersellini al timone. A metà torneo, col Modena quart'ultimo con 16 punti, si operò il cambio della guardia con l'arrivo di Francesco Oddo che fruttò 20 punti nella seconda parte, con salvezza conquistata matematicamente all'ultima giornata grazie alla vittoria per 2-1 al Braglia contro il Messina. I siciliani retrocedettero in C.

Il 1992-93 inizi con la nomina di un giovane allenatore emergente per la panchina, nella fattispecie, Pierluigi Frosio. Fu questa l'annata disputata con meno patemi, un onorevole 13° posto con salvezza matematica conseguita a poche giornate dalla fine, 33 punti, 16 + 17. Prima dell'ultima giornata di campionato, però, fu ufficializzata a sorpresa la notizia della sua non riconferma.

L'anno 1993-94, con il rientrato Oddo ed il subentrato Vitali, nonostante la squadra sembrasse allestita per un campionato di alta classifica ed in attacco si disponesse di un certo Chiesa, arrivò la retrocessione in C1. Alla fine della stagione arrivarono le dimissioni del presidente Francesco Farina, con Renato Cipollini nominato Amministratore Unico, il Conte degli Albertini ne manteneva la proprietà.

La stagione 1994-95 si concluse con la sorprendente retrocessione in C2 dopo aver disputato i play-out ed essere stati sconfitti dalla Massese.

In realtà per il Modena F.C. il secondo campionato di C2 della sua storia durò poco più di 40 giorni, fino al 30 Luglio 1995, data in cui si riunì il Consiglio Federale della F.I.G.C. a Roma. Per assenza di requisiti amministrativi vennero escluse dai campionati, Barletta, Crevalcore e Siracusa. Al loro posto vennero ripescate in C1, MODENA, Chieti e Turris. Le bandiere ripresero a sventolare, si festeggiava lo scampato pericolo. A questo punto, Mauro Bassinghi venne nominato presidente, con il Conte che manteneva la proprietà. Classifica finale, un undicesimo posto onorevole, dopo che nel girone di andata si era navigato in zona Play-off. Due gli allenatori che si succedettero sulla panchina durante la stagione, Carlo Regno e Mauro Melotti.

Questi furono anni di burrascose vicende societarie, terminati con l'avvento del Presidente Luigi Montagnani. Prima del suo arrivo la società visse momenti sconcertanti, conoscendo addirittura una penalizzazione di classifica per illecito amministrativo nella stagione 1996/97 (Presidente Fiorenzo Gabrielli). Stagioni di frenetici cambi in panchina, da Ferruccio Mazzola a Tomeazzi e Mascalaito, da Regno a Melotti, da Frosio a Bollini, da Fedele a Scanziani e nuovamente Bollini, ossia i tre allenatori che hanno caratterizzato la prima annata di Gigi Montagnani alla presidenza del Modena, 1997-98, conclusa con un dignitoso sesto posto dopo essere stati a lungo in piena zona play-off.

Finalmente la stagione 1998-99 ha riportato un po' di luce nel calcio modenese, è stato, infatti, solo un Lumezzane in salute nei play-off a dire di no ai sogni di promozione dei canarini.

Nella stagione successiva, 1999-2000, dopo un avvio di magro bottino, 9 punti in 10 partite e penultimo posto in classifica, con l'avvento di Gianni De Biasi in panchina nonchè cinque adeguati rinforzi alla riapertura del mercato, il Modena ha condotto a termine un campionato con una salvezza abbastanza tranquilla.

Gli anni dal 2000 al 2004

Nella stagione sportiva 2000-2001 (Serie C/1) Mister Gianni De Biasi ottiene la meritata conferma, con al suo fianco i due collaboratori Vinicio Bisioli (preparatore dei portieri) ed il Prof. Paolo Artico (preparatore atletico). Il Direttore Generale Doriano Tosi, entrato in Società a metà della stagione precedente, allestisce una squadra adatta alla categoria che fa dell’aggressività, dell’intensità e del buon acume tattico le sue armi migliori. Il ritiro pre-campionato cambia geograficamente: Pieve di Cadore la località prescelta. All’inizio della preparazione l’ambiente viene sconvolto dalla morte improvvisa del "Presidentissimo" Gigi Montagnani.
Nonostante il tragico evento la squadra disputa un ottimo pre-campionato ed in Coppa Italia stravince il proprio girone a punteggio pieno (la perla è costituita dalla vittoria per 2-1 sulla Reggiana allo Stadio Giglio, evento che mancava da 50 anni) ed alla decima giornata di campionato si trova al primo posto solitario con 27 punti, frutto di 9 vittorie ed una sconfitta.

Il 19 Novembre è un’altra data purtroppo da ricordare tristemente: al termine della gara di Como (persa 0-1), mentre percorre il corridoio che porta al pullman, Francesco Bertolotti viene colpito da dietro con un pugno sferratogli dal comasco Ferrigno. Cadendo Bertolotti sbatte violentemente il capo sul pavimento. Trasportato d’urgenza all’Ospedale di Lecco gli vengono diagnosticate lesioni cerebrali ed alle ore 23,00 è necessario un intervento chirurgico che gli salverà la vita. Dopo una settimana il calciatore esce dal coma e, aprendo gli occhi, riconoscerà i suoi famigliari.

I canarini attraversano un periodo difficile, durante il quale il distacco sul Como si riduce da +5 a +1, al quale seguirà una pronta ripresa: tutta la stagione sarà caratterizzata dalle varie fasi di questo entusiasmante testa a testa.

Alla penultima giornata di campionato il Modena è di scena al “Morelli” di Brescello, dove al termine di una gara sconsigliata ai deboli di cuore, dopo un costante assedio sotto la porta brescellese, al 97’ Ciro Ginestra trova finalmente lo spiraglio giusto per battere il portiere locale.

E’ la vittoria che vale virtualmente la serie B, ufficializzata all’ultima giornata con la vittoria al Braglia sul Lecco per 2-0 (Grieco e Scoponi i goleador di turno).

Il finale della stagione vede il Modena vincere anche la Supercoppa di Lega battendo il Palermo (2-1 in Sicilia e 3-0 al Braglia).

All’inizio della stagione successiva 2001/02 (Serie B) c’è un’importante novità a livello societario: Romano Amadei, patron della IMMERGAS rileva il 50% del pacchetto azionario della società gialloblu per poi rilevare nel Gennaio 2002 il rimanente 50%, fornendo così alla Società un futuro sicuro e solido. IMMERGAS compare per la prima volta anche sulle maglie da gioco quale sponsor principale.

Il gruppo di giocatori che ha conquistato la serie B viene confermato, con qualche ritocco, mentre la sede del ritiro precampionato è sempre Pieve di Cadore.

Dopo il primo turno di Coppa Italia brillantemente superato (Lumezzane, Cagliari e Reggina gli avversari di girone) la seconda gradita sorpresa è dietro l’angolo. Il MODENA ha un inizio di campionato altrettanto travolgente: col Bari (vittoria 2-0), a Crotone (2-1), col Napoli (4-1).

I canarini conducono un torneo in cui occupano costantemente le prime quattro posizioni, con il vantaggio sulla quinta che aumenta giornata dopo giornata.

Si arriva al 12 maggio 2002, il giorno più lungo, il teatro è lo Stadio “Luigi Ferraris” di Genova, l’avversario è il Genoa. 0-0 il risultato finale poi, tutti a seguire con le radioline gli ultimi cinque minuti di recupero della gara Cosenza-Napoli che è sull’1-1, il tutto sotto la Curva dei nostri tifosi.

Al fischio finale dell’arbitro della partita di Cosenza la gioia generale esplode: dopo 38 anni MODENA è in serie A, il sogno è diventato realtà.

L’inizio della stagione 2002/03 (Serie A) ricalca la dimensione semplice ma organizzata che ha sempre contraddistinto la Società, facendole acquisire l’etichetta di “simpatica società modello”.

Le prime gare amichevoli del ritiro di Pieve di Cadore fanno già vedere le stesse cose ammirate nelle due stagioni precedenti: coesione di gruppo, modestia, umiltà, volontà,cultura del lavoro ed attaccamento alla maglia.

L’inizio del Campionato di Serie A è caratterizzato da una prevedibile sconfitta 0-3 al Braglia con il Milan stellare, mentre la gara successiva regala una giornata storica e memorabile ai colori gialloblu, con i canarini corsari nella "tana della Lupa". All’Olimpico contro la Roma di Capello, Totti, Batistuta, Antonioli, Panucci, fresca di uno scudetto (2000/01) e di un secondo posto (2001/02) i canarini si impongono per 2-1 con Totti, Milanetto e Sculli a riempire la casella dei marcatori.
Poi, altre vittorie convincenti (2-1 col Torino e col Parma, 3-1 a Bergamo, 1-0 a Reggio Calabria, 1-0 col Piacenza) posizionano i gialli al 5° posto in graduatoria dopo 10 giornate.

La Serie A però non ti perdona nulla ed i gialli, come può capitare a qualsiasi matricola, attraversano un periodo critico che li porta quasi alle soglie della zona retrocessione. Nel frattempo Gianpiero Marchetti rileva Doriano Tosi (passato al Parma) nella direzione sportiva.

Il 23 Febbraio 2003 segna la riscossa al Braglia  dei gialloblu con il ritorno alla vittoria (1-0 sul Chievo), alla quale si aggiungono quelle determinanti, sempre al Braglia, sulla Reggina (2-1) e sui cugini d’oltre Panaro del Bologna (3-2). Un pari all’ultima giornata (2-2 al Rigamonti con il Brescia) sancisce la altrettanto storica matematica salvezza dei canarini.

L’inizio della stagione 2003-04 (Serie A) presenta una novità sulla panchina gialloblu: Gianni De Biasi, trasferitosi al Brescia, è sostituito da Alberto Malesani che tanto bene aveva fatto con Chievo, Fiorentina e Parma.

Buono il precampionato: in occasione di una tournèe istituzionale in Romania, i gialli di Malesani (che nel frattempo hanno accolto tra le proprie fila gli ex-comaschi Allegretti, Corrent, Stellini, Music in attesa di Nicola Amoroso che firmerà il 29 Agosto 2003) fermano sullo 0-0 lo Steaua Bucarest (la Juventus di Romania) e sull’1-1 il Bacau (con Nicola Campedelli marcatore in terra straniera).

E’ sfortunata la partenza in Campionato (0-2 a Milano con l’Inter in gol con Bobo Vieri e Materazzi al 86’ e 92’, e l'0-1 al Braglia con l’Udinese frutto di un rigore discutibile trasformato da Pizarro).

Nel frattempo Doriano Tosi torna ad assumere il ruolo di Direttore Sportivo.

Dopo un pareggio ad Ancona (1-1, Kamara), tre vittorie consecutive portano il meritato ossigeno in casa gialloblu (2-0 col Bologna, Amoroso e Kamara, 3-0 ad Empoli, gara giocata in inferiorità numerica dal 11’ e reti di Cevoli-Ungari-Milanetto, 2-0 col Lecce, con Vignaroli e Kamara).

Dopo una sconfitta per 3-0 a Parma, la vittoria torna di casa al Braglia con Allegretti che in contropiede trafigge il Perugia (1-0). Come l’anno precedente il Modena si trova tra le prime posizioni in serie A, conoscendo in seguito una crisi lunga di risultati, dalla quale, rispetto all’anno precedente, la squadra difficilmente riesce a riprendersi. Nemmeno gli acquisti invernali di Marazzina, Makinwa, Domizzi, Grandoni servono per dare la tanto attesa sferzata. I gialli vinceranno in questo periodo, solo in due circostanze (2-1 con l’Ancona e 1-0 con la Sampdoria).

Ma le ultime tre sconfitte consecutive decretano purtroppo una pagina amara della nostra storia, culminata con l’aritmetico ritorno nella serie cadetta dopo due sole stagioni in Serie A.

Dal 2005 ad oggi...

ViewImage-9Si ricomincia la Stagione 2004/05 (Serie B) all’insegna della ricostruzione, come spesso avviene dopo una bruciante retrocessione, tra l’altro materializzatasi proprio all’ultima giornata, e si ricomincia con la clamorosa Spada di Damocle della partenza ad handicap (-4) che si concretizza poco prima dell’inizio del Campionato di Serie B con la sentenza della Commissione Disciplinare della Lega Nazionale Professionisti prima (-5) e poi della Commissione d’Appello Federale che riduce a -4.

L’allenatore è il giovane emergente Stefano Pioli, proveniente da una buona stagione a Salerno (2003/04 la sua prima esperienza in campionati professionistici dopo uno scudetto vinto con gli Allievi Nazionali del Bologna 2000/01).

Ricostruzione si diceva, in effetti le operazioni di mercato vedono svestire la casacca canarina molti giocatori dell’ultima stagione in Serie A (chi per scadenza contrattuale, chi per fine prestito e chi per ragioni di categoria e societarie).

Vestono la maglia gialloblu come nuovi arrivati, Juri Tamburini (dal Vicenza), Ivan Tisci (dall’Avellino), Fabio Di Venanzio (dall’Ascoli), Giorgio Frezzolini (dal ChievoVerona), Olivier Renard (dall’Udinese), Luca Antonini (dal Milan), Flavio Giampieretti (dall’Empoli), Matteo Centurioni (dal Treviso), Armando Perna (dal Livorno), lo svincolato ex-interista Maurizio Ganz (ultima società Ancona), il giovane promettente centrocampista Michele Troiano (dal Monza) ed i graditi ritorni di Rubens Pasino (svincolato dopo il fallimento del vecchio Napoli) e Andrea Fabbrini (di ritorno dal Torino per fine prestito). Il ritiro precampionato vede i canarini dividersi in ben quattro località: Pieve di Cadore, Fanano, Pavullo nel Frignano e Montese.

Dopo una Coppa Italia positiva che inizia sì con una sconfitta casalinga (0-1 con la Triestina) seguita da due vittorie esterne (2-1 a Treviso e 3-1 a Venezia), inizia finalmente il Campionato.

I canarini sono giudicati tra i favoriti della vigilia, ma il fardello psicologico del -4 peserà per tutto il girone di andata. I gialli infatti sono autori di ottimi risultati tra le mura amiche, mentre in trasferta si conta un raccolto magro, rimpinguato dalle vittorie di Torino (3-0 sui granata) e di Treviso (2-1 sui biancocelesti reduci da 5 vittorie consecutive): chiudono il girone di andata a quota 26, quota che al netto della penalizzazione sarebbe 30 in una posizione nettamente più tranquilla. Al mercato di Gennaio 2005 vestono il gialloblu Daniele Amerini (dall’Arezzo), Mattia Graffiedi (dal Siena, via Milan), Emanuele Belardi (dal Napoli via Reggina), ed il giovane Basilico (dal Monza). Compiono il percorso inverso, Olivier Renard (al Napoli), Luca Antonini (al Pescara via Milan), Fabio Di Venanzio (al Treviso). Sino all’ottava giornata di ritorno i gialli si trovano al confine con la zona playout poi, due vittorie consecutive (2-0 sul Catanzaro e 2-1 ad Arezzo) proiettano la squadra di Pioli a +8 sulla zona che scotta. A fine Marzo, la Camera di Conciliazione Arbitrato del CONI restituisce 3 punti ai gialli e sullo slancio i canarini battono il Verona (2-0) al Braglia proiettandosi nel giro di pochissime settimane a ridosso della zona playoff. Proseguono i risultati utili, tra i quali da sottolineare il netto poker (4-0) inflitto al Braglia ai bianconeri del Cesena. Alla terz'ultima giornata viene espugnato il “Cibali” di Catania (1-0), con questa vittoria viene raggiunto il sesto posto in perfetta solitudine (zona Playoff). Alla penultima è di scena al Braglia il Treviso: al 83’ Campedelli trova lo spiraglio giusto per insaccare l’1-0 (che vorrebbe dire playoff matematici) ma in pieno recupero con un missile imparabile Reginaldo gela il Braglia rinviando il tutto alla sfida dentro-fuori di Ascoli Piceno, dove purtroppo i bianconeri marchigiani si impongono per 1-0 relegando i gialli ad un onorevole 7^ posto a quota 61 punti.

Nella Stagione 2005/06 il Modena, forte di un centravanti come Cristian Bucchi, capace di segnare 30 reti (capocannoniere e miglior realizzatore stagionale di sempre del Modena), giunge ai playoff promozione classificandosi al 5° posto. Nelle semifinali, pur non perdendo, viene eliminato dal Mantova (0-0 al Braglia e 1-1 in territorio virgiliano, ma passano i biancorossi in virtù del miglior piazzamento in campionato).

I canarini occupano le prime posizioni sin dalle prime giornate (2° posto alla fine di Ottobre) e dopo una fase centrale a risultati altalenanti in cui vengono risucchiati a metà classifica, da Marzo in avanti centrano un’invidiabile score di 9 vittorie, 3 pareggi, 0 sconfitte. Risultati che valgono il 5° posto finale con tanto di piazzamento playoff.
Tra i risultati annuali di maggior prestigio c’è da segnalare: la vittoria al “Dall’Ara” di Bologna (2-1) sui cugini con Bucchi, Colacone (per i gialli) e Bellucci (per i felsinei) che scrivono il proprio nome nella casella dei marcatori di giornata. Le altrettanto prestigiose vittorie al Braglia nel girone di ritorno contro squadre che lotteranno fino alla fine per la vittoria finale: 2-1 sul Brescia (in rimonta con doppietta del colored Gyan Asamoah, attaccante della nazionale ghanese), 2-1 sul Torino di Gianni De Biasi (Graffiedi ed Asamoah), 2-1 sul Catania (in rimonra doppietta di Juri Tamburini) e all’ultima giornata 1-0 a Bergamo contro l’Atalanta capolista (Bucchi).
Allenatore Stefano Pioli per il secondo anno consecutivo.

Frezzolini; Pivotto, Perna, Centurioni, Tamburini; Amerini, Giampieretti; Campedelli, Colacone (Asamoah), Graffiedi (Tisci); Bucchi: la formazione nel complesso più utilizzata.

Nella Stagione 2006/07, con un organico meno forte a causa la cessione di Cristian Bucchi al Napoli e dopo una partenza abbastanza positiva in Coppa Italia TIM (eliminato al Terzo Turno dal Genoa), il Modena passa dalla lotta per la promozione a quella per evitare la retrocessione. Tuttavia l’obiettivo viene conseguito anche grazie al cambio di rotta avvenuto a Febbraio 2007 quando il D.S. Nereo Bonato affida il timone della squadra al navigato allenatore Bortolo Mutti, alla cui guida esplode il fantasista Alex Pinardi che con 10 centri batte il proprio record personale di segnature stagionali.

Frezzolini; Frey (Antonazzo), Perna, Centurioni (Ungari), Tamburini; Abate, Luisi, Campedelli, Bentivoglio (Gilioli); Pinardi; Bruno (Sforzini): la formazione nel complesso più utilizzata.

Ai nastri di partenza della Stagione 2007/08, il Modena, eliminato al Primo Turno di Coppa Italia TIM dal Bologna (1-2 al “Dall’Ara” con vantaggio gialloblu di Sasà Bruno, pareggio dell’ex-Marazzina e rigore vincente di un altro ex, Davide Carrus), si presenta con un organico in grado di raggiungere una tranquilla salvezza. Dopo una buona partenza (26 punti al termine del giro di boa), però, i canarini si smarriscono in un lungo periodo difficile di ben 15 partite a digiuno di vittorie, durante il girone di ritorno, culminato con la sostituzione di Bortolo Mutti con il redivivo Daniele Zoratto.

La nuova avventura di Zoratto si conclude con la salvezza matematica giunta alla penultima giornata grazie alla vittoria al Braglia per 2-1 contro l’Ascoli.

Nell’economia della salvezza raggiunta spiccano le 18 reti del buitre del Vesuvio, Sasà Bruno, nonché le 9 reti di Alex Pinardi.

Frezzolini; Frey, Perna, Gozzi, Tamburini; Antonazzo, Luisi (Gatti), Bolano (Longo), Gilioli; Pinardi, Bruno (Okaka): la formazione nel complesso più utilizzata.

La Stagione 2008/09 verrà ricordata a lungo come una delle più difficoltose per il Modena. Un’annata iniziata non sotto i migliori auspici di un’estate dominata dall’incertezza dal punto di vista societario. Si susseguono, infatti, anche durante tutto l’anno, voci su possibili acquirenti del Modena F.C. di Romano Amadei, fortemente intenzionato a passare di mano la Società. Il risultato è una squadra che fatica e non poco nella prima parte del campionato. I soli 16 punti del girone d’andata fanno da contraltare ai ben 35 del girone di ritorno, e al 14° posto finale. Una tale inversione di marcia è la somma di vari fattori tra cui il ritorno di Alex Pinardi da un lungo infortunio ed il cambio in panchina con Luigi Apolloni che subentra a Daniele Zoratto alla 23^ giornata.

I numeri sono a volte impressionanti: Modena ancora al palo a 0 punti dopo 5 giornate, solo un totale di appena 16 punti al giro di boa, bilancio opposto nel girone di ritorno dove con 35 punti (per un totale di 51 finali e salvezza diretta) i canarini sono al 3° posto della classifica parziale del ritorno, dietro a Bari e Parma che saranno direttamente promosse.

L’amaro ricordo delle prime 5 partite senza punti è cancellato con un finale di Campionato in cui i canarini vestono i panni della squadra del momento: vittoria 2-0 nel derby di ritorno contro i cugini neroverdi, e dopo la sconfitta di Frosinone che pare accentuare alcune paure, ecco il rush finale: vittorie entrambe esterne per 2-1 a Livorno ed Ascoli, 1-0 al Braglia coi cugini padani del Mantova, sconfitta per 1-4 al San Nicola contro un Bari fresco di promozione in serie A, vittoria 2-1 al Braglia contro l’Avellino e, dulcis in fundo, teatro il “Nereo Rocco” di Trieste: le numerose palle-goal a favore dei gialli si contano col supporto del pallottoliere, ma il guardiano giuliano, Agazzi, risponde colpo su colpo, neutralizzando persino un calcio di rigore ad Alex Pinardi.

Il cronometro corre, impietoso, e quando ormai sembra materializzarsi lo spettro dei playout, ecco invece il miracolo sportivo: ore 17,39 corrispondenti al minuto 84’. Alex Pinardi avanza palla al piede e, in prossimità dell’area, prova il sinistro respinto corto da un difensore alabardato. Alex rifà suo il pallone scaraventandolo in rete e trasformando nel Maracana lo spicchio che accoglie i quasi 500 tifosi gialloblu. Una salvezza che vale uno scudetto vinto.

Come l’anno precedente influiscono altri 18 goals del bomber Sasà Bruno, oltre che quelli dei "ragazzini terribili", Jonathan Biabiany (8) e Andrea Catellani (7).

Frezzolini; Gozzi, Diagouraga, Perna; Giampà, Bolano, Longo (Pedro Oliveira), Tamburini; Pinardi; Bruno, Biabiany (Catellani): la formazione nel complesso più utilizzata.

All’inizio della Stagione 2009/10 vengono confermati sia Luigi Apolloni in panchina che i giocatori di rilievo Bruno e Pinardi, con l'obiettivo di una tranquilla salvezza.

C’è da segnalare l'ingresso in Società, quali azionisti di minoranza, di nuovi soci modenesi che formano la società chiamata GHIRLANDINA SPORT, presieduta dal Presidente della CPL Concordia, Roberto Casari.

L’inizio del campionato è stentato con i canarini sconfitti nelle prime due gare. Alla terza giornata arriva la prima vittoria (2-1 a Salerno), e vi seguiranno un pareggio a reti bianche casalingo con il Lecce ed una serie di risultati altalenanti.

Poi le vittorie prestigiose 1-0 al Braglia con la Reggina (Bruno-goal) ed 1-0 all’Olimpico di Torino contro i granata (1-0 Juri Tamburini).

Sfortunata sarà poi la gara contro il Frosinone capolista (0-3) a cui però seguiranno le vittorie a Piacenza (3-2) ed al Braglia col Vicenza (1-0) e lo 0-0 nel derby col Sassuolo che porteranno la squadra a ridosso della zona-playoff. Dopo le vittorie per 3-0 (a Bergamo vs. Albinoleffe) e 2-0 al Braglia con la Triestina i canarini salgono al 6° posto e manterranno quella posizione per diverse giornate, complice la vittoria per 1-0 al Braglia sul Cesena nella prima partita del 2010.

Da quel momento ci sarà però una serie di risultati poco felici che allontaneranno di fatto la squadra di Apolloni dalle prime posizioni, seppur rimanendo all’ottavo posto per diverse giornate.

Le vittorie contro l’Ancona al Braglia (2-1) e contro la Reggina (1-0 in Calabria) faranno ben sperare l’ambiente in un ancora possibile aggancio agli spareggi promozione, ma i gialloblu entreranno in un lungo periodo avaro di vittorie ed otterrano la salvezza matematica all’ultima giornata al Braglia battendo in rimonta il Gallipoli (da 0-2 a 3-2).
Narciso; Gozzi, Rickler, Perna; Giampà, Bianco, Luisi (Colucci), Troiano, Tamburini; Bruno, Catellani: la formazione più utilizzata.


Per la Stagione 2010/11 è doveroso iniziare con una data: 29 giugno 2010, quando l'incontro tra Romano Amadei e Ghirlandina Sport sancì la cessione a quest'ultima del 49% delle azioni del MODENA F.C. L’intervento di Ghirlandina Sport servì a salvare e mantenere nel calcio che conta il glorioso sodalizio gialloblu, a garantire un futuro serio e solido, scongiurando il pericolo della non iscrizione al Campionato di Serie B.

La Stagione inizia quindi con l’entusiasmo dei nuovi Dirigenti di Ghirlandina Sport (CPL CONCORDIA del Pres. Roberto Casari, WAMGROUP del Pres. Vainer Marchesini, USCO del Pres. Massimo Galassini ed ING. FERRARI del Pres. Pietro Ferrari già Presidente in carica di Confindustria Modena): da Gennaio 2011 Ghirlandina Sport acquisirà la totalità delle azioni del MODENA F.C., divenendone unica proprietaria.

Il confermatissimo Direttore Sportivo Fausto Pari riconferma alcuni anziani, ripescando Leo Colucci (già canarino la stagione passata) e ricorrendo anche all’esperienza di un altro ex-rossoblu quale l’attaccante Claudio Bellucci.

Poi sceglie alcuni giovani con esperienze già recentemente avute nella serie cadetta (Mazzarani, Pasquato, Signori).

Al timone della squadra Cristiano Bergodi, allenatore conosciuto nel modenese per aver guidato i cugini neroverdi nella Stagione 2003/04 e quasi un debuttante nel Campionato di Serie B italiano, in quanto proveniente da un lustro di esperienza nella Lega di Serie A romena dove guida squadre titolate e partecipanti alla Champion’s League (Steaua Bucarest, Cluj). 

Dopo un proficuo ritiro precampionato diviso tra Fiumalbo e Montese, il MODENA inizia la Coppa Italia TIM sconfiggendo al Braglia per 4-1 il Sorrento (squadra di LegaPro che si classificherà 2° nel proprio campionato).

Ai nastri di partenza del Campionato si registrano subito due vittorie casalinghe (entrambe 1-0 con Piacenza e Padova) ed un pareggio esterno (1-1) nel sempre difficile campo del “Del Duca” di Ascoli, che proiettano i canarini al 1° posto.

Successivamente, una serie interminabile di infortuni a catena, tra cui Pasi e Spezzani (legamento crociato), Bellucci (malattia) dopo aver segnato 3 reti in poche apparizioni, mettono parzialmente in ginocchio la formazione gialloblu in quanto falcidiata negli elementi migliori ed in quelli che avrebbero potuto essere degli ottimi rincalzi, facendole passare un periodo di difficoltà nei risultati mentre il gioco di ottima fattura è apprezzato da pubblico e media.

Nella prima partita del 2011 i gialloblu si rimettono in carreggiata sconfiggendo la rivelazione e futura promovenda Novara (2-1 al Braglia) ed espugnando il “Garilli” di Piacenza (2-0).

Successivamente una serie di pareggi esterni e casalinghi, dove si vede il debutto in maglia gialloblu degli acquisti di Gennaio, Ciaramitaro (sfortunato quando dopo 5 presenze s'infortuna al ginocchio che lo terrà lontano dai campi di gioco per 5 mesi), Rullo e il bomber Greco.

Un marzo florido mette il Modena in una posizione di tutto rispetto nella parte nobile della classifica a -4 dai playoff ed a +8 sopra i playout.

Squadra e società, ben sapendo che la Serie B è imprevedibile e non perdona niente scelgono saggiamente la linea del guardarsi alle spalle.

Alcune partite sfortunate dove i canarini vengono raggiunti per due volte in trasferta (Trieste 2-2 e Vicenza 1-1) dopo aver dominato in lungo ed in largo per tutta la durata della gara (gioco ed occasioni) oltre l’immeritata sconfitta casalinga (1-2) con l’Atalanta con vantaggio orobico pareggiato dai gialloblu con vantaggio definitivo degli orobici nel finale di gara fanno vivere settimane di paure apparenti.

I gialloblu mantengono sempre un vantaggio di 4-5 punti sulla zona che scotta, si arriva così al 21 maggio 2011 quando sconfiggendo al Braglia il Portogruaro (3-1) i gialli conquistano la meritatissima salvezza matematica replicando all’ultima giornata in trasferta a Novara (spettacolare 3-2 per i gialli che vale il 10° posto in graduatoria).

Incidono nell’economia del gioco le prestazioni del "nano attacco": Pasquato e Mazzarani (9 centri a testa) e Beppe Greco che arrivato a Gennaio mette a segno 8 reti in 17 presenze.
Un altro numero che allude ad un record particolare: da Dicembre 2010 a Maggio 2011 il Modena rimane imbattuto in trasferta per 11 gare consecutive.

Alfonso (Guardalben); Gozzi, Perna, Diagouraga, Rullo (Tamburini); Giampà, Colucci (Luisi), Signori; Mazzarani; Pasquato (Bellucci), Greco (Stanco): la formazione più utilizzata. (FONTEWEB: MODENA CALCIO.NET)

PERSONAGGIO CHIAVE:WALTER NOVELLINO E LA SUA BIOGRAFIA
Come noto, a sedere sulla panchina del Modena è l’irpino Walter Alfredo Novellino. Il tecnico dei canarini è infatti originario di Montemarano, dove è nato 60 anni fa, il 4 giugno 1953. Nella cittadina altirpina ha vissuto tuttavia soltanto per pochi mesi essendo poi emigrato con la famiglia in Brasile a San Paolo del Brasile. Ritornato in Italia, si stabilì a Milano muovendo i primi passi da calciatore nella Pomense, formazione dell'hinterland del capoluogo lombardo. Nel 1970 l'arrivo nel calcio professionistico con il trasferimento al Legnano, dove rimane per due stagioni, collezionando 37 presenze e 1 rete nel campionato di serie C. E durante questa parentesi il talento di Novellino, centrocampista con spiccate doti offensive, viene notato dal Torino, presso cui tuttavia non trova spazio nella stagione 1972-1973, collezionando 1 sola presenza. E così all'esperienza granata segue il ritorno in C, prima con la maglia della Cremonese e poi con quella dell'Empoli. E ancora il suo
Walter Novellino
talento balza agli occhi di una società di massima serie, questa volta il Perugia che a differenza del Torino decide di investire su di lui, affidandogli per tre stagioni le chiavi del centrocampo. Il giovane Novellino si consacra così nel calcio che conta e nel 1978 si trasferisce al Milan, collezionando 120 presenze con la maglia rossonera fino al 1982, anno del trasferimento all'Ascoli, presso cui rimane per due stagioni. Nell'1984, il ritorno in B con la maglia del Perugia, con cui disputa altri due campionati prima dell'ultima esperienza nel 1986 tra le fila del Catania. Nel suo curriculum anche una presenza con la maglia della Nazionale, unico irpino a detenere questo record insieme a Nando De Napoli, il Rambo di Chiusano San Domenico. Appese le scarpette al chiodo, Novellino ha intrapreso la carriera di allenatore, iniziando dal Perugia e poi passando al Gualdo, con cui ottiene la promozione nel 1994-1995 dalla C2 e alla C1 e sfiora quella in B nel 1995, svanita con la sconfitta nella finalissima di Pescara proprio contro l'Avellino. Ma in B il tecnico di Montemarano ci arriva ugualmente, sedendosi sulla panchina del Ravenna, cui segue l'approdo al Venezia che conduce nel 1998 alla promozione in A e alla salvezza nella stagione successiva. Nel 1999 il ritorno nella Campania natia sulla panchina del Napoli e la conquista della seconda delle tre promozioni in A, cui segue quella del 2000-2001 alla guida del Piacenza. E di un'altra promozione in A Novellino è protagonista nel 2002-2003 con la Sampdoria, presso cui rimane per altre tre stagioni e raggiunge anche una qualificazione in Coppa Uefa. Nel 2007 il ritorno nelle vesti di allenatore a Torino. Dopo un primo esonero viene richiamato alla guida dei granata, venendo poi nuovamente esonerato. Prematuro anche l'esonero che gli viene servito nell'esperienza successiva alla Reggina mentre a Livorno riesce a portare a termine la stagione, per poi rescindere a metà di quella seguente il contratto con il club labronico. Nel marzo del corrente anno l'arrivo sulla panchina del Modena.

I PRECEDENTI:Sono 38 i precedenti tra Modena ed Avellino. 18 vittorie dei canarini, 14 pareggi e 6 vittorie irpine. Nel girone d’andata, al “Partenio-Lombardi” terminò con il
Babacar durante un azione

Mazzarani(Modena) in possesso palla

Il gol di Babacar(Modena) che accorcia le distanze sul 2-1
 
Pisacane(Avellino) gli fa le scarpe a Galabinov(Avellino) dopo il 2-0 dei lupi

 risultato di 2-1 in favore dei campani con le reti di D’Angelo e Galabinov. Babacar tra le file emiliane.

I CONVOCATI:
Questi sono i 22 convocati dal tecnico Irpino Novellino:
Portieri: Costantino, Manfredini, Pinsoglio;
Difensori: Garofalo, Calapai, Cionek, Manfrin, Marzorati, Zoboli, Gozzi;
Centrocampisti: Burrai, Mazzarani, Molina, Salifu, Signori, Nardini, Bianchi, Rizzo;
Attaccanti: Granoche, Babacar, Mangni, Stanco.

FORMAZIONE:Mister Novellino schiererà un (4-4-2) con:
Pinsoglio; Gozzi, Marzorati, Zoboli, Garofalo; Molina, Bianchi, Signori, Rizzo: Granoche, Babacar.

GIOCATORI CHIAVE: Come ogni baronata, scelgo i tre migliori giocatori chiave secondo me, della squadra, in questo caso nel Modena ho scelto i seguenti:
Pablo Granoche, uruguaiano classe 1983 è un giocatore che
Pablo(El Diablo) Granoche
vanta una grandissima esperienza in serie B, è il classico giocatore alla Antenucci, Ardemagni, Sgrigna, Abbruscato ovvero quei giocatori che sono stelle nella cadetteria e stalle praticamente nella serie A, Granoche sì è messo in bella evidenza in questa seconda parte di stagione, contribuendo con le sue reti ad n buon piazzamento per il momento del club emiliano, 12 presenze fino adesso e 6 reti, Il ''diablo'' come è stato nominato, ha un passaporto italiano, ma ha già esordito in nazionale A, una sola volta fu il 2005. giocatore che sa giocare di sponda e gran realizzatore, un giocatore da tenere sicuramente d'occhio. Il secondo è: Khouma Babacar questo ragazzotto senegalese classe 1993, di proprietà della Fiorentina e giocatore preso in considerazione per la sua qualità, anche dal
Khouma Babacar
Ct della nazionale Senegalese, sicuramente è la sua miglior stagione, un curriculum fino adesso che parla da solo: dal 2013
35 presenze e 20 gol. Giocatore che può giocare come prima punta, e che può fungere anche da attaccante esterno. Destro naturale, dotato di un tiro potente, è un bravo colpitore di testa, anche se ancora poco incisivo in elevazione. Il terzo è: Thiago Rangel Cionek, altro ragazzo di buonissime prospettive, passaporto polacco ma nato in Brasile, quest'anno ha raggiunto un
Thiago Cionek
traguardo importantissimo quello di, vestire la casacca polacca, questo classe 1986 è un giocatore su cui hanno puntato molte squadre di serie A e anche all'estero, fa gola il suo modo di giocare, lanci lunghi, ottimo contrastatore di palla, è gioca sia come difensore centrale che come terzino sinistro, sicuramente darà molto filo da torcere da qui in avanti, a molti attaccanti.

TIFOSERIA:
 
Curva Sud Modena
Amicizie/reciproco rispetto: Venezia: rapporto che non è più stretto e idilliaco come una volta. Sbandierate in campo a Venezia e a Modena nel 2004/05. In Laguna sfilò lo striscione
Ultras Venezia
unico “Modena-Veneziamestre” e, in curva modenese, comparvero le scritte “L’orgoglio di essere uniti, la forza di essere amici” e, in dialetto veneziano, “Non ghe xé ostreghe né canestrei…siete i più bei!!”.
Messina: rapporto amichevole un
Curva Sud Messina
po’ raffreddato ultimamente, ma molto forte negli anni ‘90, a dimostrazione che il fenomeno ultras non conosce confini e latitudini.
Sampdoria: non un vero e proprio gemellaggio ma un rapporto di stima e rispetto reciproco, soprattutto in chiave anti-Genoa, tanto che Modena-Sampdoria di due anni fa fu resa
Ultras Doriani
accessibile anche ai doriani non possessori della tessera. Inoltre in curva Sud venne esposto lo striscione, dai colori blucerchiati, “Hasta siempre Giorgio”, storico personaggio del tifo modenese, scomparso diversi anni fa, a cui si riferisce lo dello storico striscione “Noi di San Biagio Giorgio vive”.
Crotone: l’amicizia nasce nel 2001, quando circa cento modenesi furono accolti con cordialità e rispetto in Calabria. Qualche mese dopo, al ritorno, il trattamento venne ricambiato e, da allora, questo rapporto di rispetto e stima reciproca è stato mantenuto, tanto che, prima della gara, negli ultimi anni, alcuni ragazzi crotonesi sono stati ospitati a pranzo dai modenesi che occupano la Tribuna Laterale Scoperta, gli ex-Brigate. L’anno scorso una decina di ragazzi calabresi, quasi tutti appartenenti all’ex-Gioventù Pitagorica, non tesserati, dopo il pranzo, stanchi per il lungo, interminabile viaggio, subirono il torto, da parte di forze dell’ordine e stewards, di vedersi vietare l’ingresso allo stadio: ogni tentativo risultò inutile, pertanto, in virtù dei buoni rapporti che intercorrono coi gialloblù, finirono per trascorrere il pomeriggio nel centro cittadino, insieme agli stessi amici modenesi Siviglia: frequenti le visite che si scambiano coi Biris Norte Siviglia; gli spagnoli si sono visti diverse volte in Italia, con tanto di “pezze”, in questi ultimi anni. Sicuramente una bella amicizia internazionale.
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Ex-gemellaggi: Pistoiese: durava da molti anni, si è definitivamente sciolto in occasione di un Sassuolo-Pistoiese del giugno ’07, quando una delegazione dei “Curva Sud” si presentò a Sassuolo per chiarire definitivamente i rapporti con gli ultras arancioni, visto il rapporto non più “sentito”, che è comunque rimasto buono. Molte erano le visite reciproche, ad esempio lo striscione “Curva Nord Pistoia” era presente in Modena-Inter 03/04. Fiorentina: sciolto all’inizio degli anni 2000, innumerevoli gli scambi di cortesia e le reciproche visite coi fiorentini in passato; in particolare si ricordano quelle del C.a.v. Sesto e del C.a.v. Pistoia a Lucca negli anni 90, e quelle, sempre del Collettivo, a Cosenza e in Mo-Derthona 89/00. Parma: è durato solo sei anni, dal ’78 all’84, sciolto per dissapori (vedi sezione “Cenni storici”). Padova: durò solo un anno, all’inizio degli anni ’80, poi sono stati sempre casini. Verona: risale agli anni ’70. In Vicenza-Modena 75/76 i veronesi erano insieme ai modenesi, in chiave anti-Vicenza. Piacenza: rapporto di simpatia negli anni 90, sono stati poi molto senza incontrarsi (vedi anche sezione “Cenni storici”). Reggiana, Spezia, Livorno, Prato: per questi ultimi quattro vi rimandiamo alla sezione “Cenni storici”.
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Rivalità: Bologna: forte odio; molto sentito il “Derby della Secchia”, così chiamato per ricordare la battaglia della presa
Curva Nord Bologna
della Secchia da parte dei modenesi, nel 1325. Grattati ai bolognesi gli striscioni “Mods” e “Gruppo Alcolico”, esposti rispettivamente in Triestina-Modena 87/88 e Modena-Spal 98/99. In Bologna-Modena 86/87, presente coi modenesi lo striscione “Rangers Prato”, frutto dell’amicizia che intercorreva coi pratesi. Parma: derby emiliano sentitissimo; forte odio, dopo il gemellaggio a cavallo degli anni ‘70-‘80. Incidenti al termine di Parma-Modena
I Boys del Parma
86/87, quando, in aperta campagna, zona San Prospero, il treno che riportava a casa gli ospiti (500-600 unità) venne bersagliato da sassi, che infransero diversi vetri del convoglio, ferendo due giovani modenesi, con uno dei due che rischiò di perdere un occhio. Per verificare quanto accaduto e soccorrere i due feriti, il treno fu costretto ad effettuare una sosta forzata. La Digos di Parma risalì ai responsabili, sette ragazzi, di cui due maggiorenni, che dovettero rispondere di lancio di oggetti pericolosi, danneggiamento aggravato, interruzione di pubblico servizio e lesioni. Rubato ai parmensi lo striscione “U.C.P.”, esposto in Modena-Bologna 92/93. Scontri, anche piuttosto gravi, alcune estati fa nel ritiro modenese di Sestola. Genoa: sentita rivalità. Nel gennaio ’88, in occasione della trasferta di Genova, sui due pullman delle Brigate, allestiti tra molte
Curva Genoana
difficoltà e imprevisti, vennero trovati armi ed esplosivi, con 34 esponenti delle B.G. arrestati e pesantemente puniti, perché ciò suonasse anche da esempio, in quel periodo in cui la violenza dilagava. La trasferta era molto temuta, vista l’accoglienza dell’anno prima, e l’arsenale fu allestito soprattutto per tutelarsi l’incolumità: si respirava un clima teso e carico di paura, probabilmente non ci fu premeditazione, come invece fu scritto dalla stampa di allora. In Modena-Genoa 86/87 esposto lo striscione “We are the cik”, rubato ai genoani. In Genoa-Modena 01/02, che sancì la promozione del Modena in Serie A dopo tanta attesa, esposti dagli emiliani gli striscioni “Solo chi soffre impara ad amare…vi vorremmo insegnare ma pensiamo a godere” e “Vecchio Grifone vai a cagare!”. In Modena-Genoa 01/02 esposto lo striscione “Grifomania”, rubato anch’esso ai liguri. Cesena: forte rivalità emiliano-romagnola. In Modena-Cesena 04/05 i modenesi espongono lo striscione “S.o.s….chiamate lo 030 schiavi dei bresciani” e realizzano una coreografia con la scritta “Guardatevi allo specchio”, con carta argentata color
Curva mare del Cesena(Raffigurati in particolare la Weisse Schwarz Brigaden)
specchio nel mezzo, e sotto “Non siete nessuno”, in risposta alla coreografia dei cesenati all’andata. Gara, questa, in cui i modenesi esposero le scritte “Piadina, ombrellone, salvagente…oltre a questo non contate niente!” e “In spiaggia combattenti ma in montagna assenti: Warriors Summer Beach!?”, con le iniziali a formare l’acronimo W.S.B. (WeissSchwarzBrigaden) Cesena. Nel 2006/07, in occasione di Rimini-Modena, la parte di modenesi che aveva affrontato la trasferta in treno, fu fatta oggetto di una fitta sassaiola alla stazione di Forlì, da parte di ultras cesenati diretti a Bologna, così gli emiliani scesero dal treno e, seppur in netta minoranza, si scontrarono coi rivali, in un corpo a corpo durato alcuni minuti, fino all’intervento dei “blu”. Un ultrà bianconero rimase accoltellato. Recentemente, sei tifosi cesenati (compreso la “vittima”) volevano vendicare l’accoltellamento, ma l’intervento della Digos ha sventato le loro cattive intenzioni e sono stati denunciati. Reggiana: derby emiliano molto sentito, caratterizzato spesso da incidenti; forte odio, anche se un tempo esisteva un gemellaggio (vedi sezione “Cenni storici”). Rubato
Ultras Reggiana
ai reggiani lo stendardo “Ultras”, esposto in Reggiana-Modena 99/00. Violenti incidenti in un campo fuori dallo stadio una ventina d’anni fa. Scontri tra le due tifoserie in un amichevole del 18 agosto 2011, che videro coinvolte una 40ina di persone e che portarono a 22 denunce dopo attente indagini investigative delle due questure. Diffidati infatti 19 modenesi e tre reggiani, smascherati dalle telecamere di un distributore. Como: forte rivalità, alimentata anche dal pugno che Ferrigno (Como) sferrò a Bertolotti (Modena) nella stagione 2000/01 (vedi sezione “Liberi pensieri”). Rubato ai lariani lo striscione “Sbandati”, esposto in Como-Modena 97/98. Esposti dai modenesi a Como nel 2001/02 gli striscioni “Voi il nostro incubo? State sognando” e “Ciao merde”. Vicenza: grattato ai veneti lo striscione “Boys”, esposto in Modena-Parma 86/87, anno di incidenti tra modenesi e vicentini a Vicenza. Significativo comunque lo striscione “Onore alle Brigate”, esposto dai vicentini in Vicenza-Modena 05/06. Monza: rubato ai brianzoli, diversi anni fa, lo striscione “Gioventù Biancorossa”. Spal: rubato ai ferraresi lo striscione “Mods”, esposto in Modena-Spal 1995/96. Brescia: diversi incontri ravvicinati in passato, come ad esempio a Modena alcuni anni fa. Le due tifoserie comunque si rispettano. Nell’87, sotto la neve, sottratto a Brescia ai modenesi lo striscione “Kaos Gialloblù”. Ravenna: grattato ai ravennati un bandierone con la scritta “B”, esposto in Modena-Massese 95/96. Reggina: la rivalità prende corpo soprattutto per l’amicizia che esiste coi messinesi, acerrimi rivali dei reggini. Si ricordano vecchie ruggini tra le due tifoserie fin dai primi anni ’90, che hanno avuto ulteriori strascichi con il ritorno del Modena in B, a partire dal 2001. Nel 2010/11, a Reggio Calabria, nonostante l’accesa rivalità e i precedenti movimentati, sia a Modena che in terra calabra, presenti circa 20 temerari modenesi in Tribuna centrale, senza tessera, che hanno affrontato la lunga trasferta a loro rischio e pericolo, senza la certezza di vedere la partita. Mantova: striscione rubato ai mantovani esposto in Mantova-Modena 88/89. Breve sassaiola a Modena nel 2005/06. Palermo: esposto in Padova-Modena 93/94 lo striscione “E.K.” rubato ai palermitani. In una trasferta a Palermo degli anni ‘90, i tifosi locali volevano impedire a una ventina di modenesi di esporre lo striscione “Brigate”, che, dopo un parapiglia, potette finalmente essere esposto. Bari: striscione “Alcool Bari” rubato, esposto in Andria-Modena 93/94. Catania: inimicizia causata dalla rivalità tra catanesi e messinesi, amici dei modenesi. Verona: gemellaggio negli anni 70 tra le due “Brigate”, ora vi è una fiera rivalità. Scaramucce a Modena nel maggio 2012, danneggiata auto di veronesi all’arrivo allo stadio. Rimini: tafferugli nel 2006 prima di Rimini-Modena. Padova: vedi sezione “ex-gemellaggi”. Spezia: fiera rivalità, un tempo c’era un gemellaggio tra le due tifoserie durato poco. Pisa, Ancona, Triestina, Torino: rivalità, più o meno sentite, sfociate spesso in scontri in passato.
PALMARES: Il modena nel suo vanta di un palmares abbastanza importante. Come trofei di maggiore successo sono sicuramente i due tornei angloitaliani vinti rispettivamente nel 1981 per poi ripetersi l'anno dopo nel 1982, poi per quanto riguarda i trofei nazionali, sicuramente va ricordata la serie B vinta nel 1937-1938 con ex acqueo col Novara nel 1942-1943, una supercoppa di serie C1 ma qui già sì parla di tempi recenti contro il Palermo con gara di andata che finì 2-0 per il Modena a Palermo, e poi grande festa al braglia con il 3-0 che ha messo l'ipoteca alla conquista della coppa. Da ricordare anche l'ultima promozione in serie A che fu nel 2001-2002 alle spalle del Como, in quella occasione venne anche ristrutturato lo stadio Braglia in occasione della serie A.
Vi aspetto fra 7 giorni con un nuovo numero de ''La Baronata''


BARONE FERDINANDO.



venerdì 9 maggio 2014

Scopriamo lo Spezia

                                  ''LA BARONATA''



                               A CURA DI: BARONE FERDINANDO

IL NOSTRO AVVERSARIO:SPEZIA


Se posso permettermi.. Quanti di voi avrebbero scommesso un girone fa sullo Spezia che oggi avrebbe preso parte in maniera ''provvisoria'' della griglia dei playoff? Secondo me nessuno! Infatti i risultati recenti raccolti dai liguri parlano chiaro ed è tutto vero, Devis Mangia ha portato sicuramente quella sicurezza che mancava ai liguri ad inizio stagione, certo non sì può biasimare il lavoro svolto dal suo collega Stroppa, ma i risultati sì sono cominciati a vedere, 32 punti dal 17 dicembre cioè da quel fatidico 4-0 a Varese che appunto ha fatto saltare la panchina a Giovanni Stroppa, il rollino di Mangia è stato sicuramente da incorniciare, merito non solo di un allenatore che ha dato continuità, ma anche ad alcuni acquisti azzeccati nel mercato di riparazione, Giannetti ad esempio è stato un acquisto di vitale importanza, perchè non solo è giovane e molto tecnico, ma è anche un buon rapinatore d'aria, è chiaro che con un solo Ferrari e con la forza di Ebagua lo Spezia aveva bisogno di un reparto offensivo importante. Statisticamente lo Spezia ha un buon rendimento, in casa e fuori casa ha un equilibrio, infatti su 14 vittorie sono state maturate la metà ovvero 7 nelle mura del Alberto Picco e 7 fuori casa, poi da segnalare anche la media realizzativa anche questa molto bilanciata con 40 gol fatti e 43 subiti, - 3 in classifica ma ovviamente non molto esagerata. Da qui a fine campionato ce ne saranno delle belle, e di sicuro lo Spezia può davvero ambire a qualcosa di grande, dal momento che la squadra è stata costruita sopratutto per un piazzamento nei playoff. Andiamo ora a stilare le statistiche totali:

Vittorie in casa:7
Pareggi in casa:7
Vittorie fuori casa: 7
Pareggi fuori casa: 5
Sconfitte in casa: 5
Sconfitte fuori casa: 6
Totale: 14 vittorie, 12 pareggi, 11 sconfitte

CURIOSITA':Lo Spezia vanta nel 2012 di aver centrato il ''triplete'' ovvero di aver vinto: campionato di lega pro, coppa
I tre trofei vinti nel 2012
italia di lega pro, e supercoppa di lega pro. Da quando c'è la demoninazione ''lega pro'' mai nessuna squadra ha centrato questo obbiettivo, roba che gli stessi liguri possono riternersi soddisfatti come i primi.

I PRECEDENTI: In questa partita sembra un paradosso ma ha trionfato un solo risultato ovvero ''x'' ebbene sì, dei tre precedenti compreso anche quello della partita di andata finì 0-0 con segno X. Il primo indizio è dato dai 3 precedenti assoluti in Serie B: tutti pareggi. Il secondo indizio è figlio dei punteggi
Un azione di gioco

Il gol di Mengoni(Avellino)

Esultanza di Alessandro Pellicori
registrati nel 2007-2008 e in questo torneo: fu 2-2 all'andata e al ritorno sei campionati fa, è finita 0-0 alla 17esima giornata nello scorso dicembre.
Insomma, sempre parità e risultati identici da un girone all'altro.
A lasciare un margine di incertezza ci pensano il recente andamento dell'Avellino al Partenio (sconfitta, vittoria, sconfitta, vittoria, con l'ultimo segno "x" registrato il primo marzo) ed il fatto che lo 0-0 sia uscito solo una volta sia per i lupi in casa che per gli aquilotti in trasferta.

CONFRONTI DIRETTI AD AVELLINO (SERIE B)
1 incontro disputato
0 vittorie Avellino
1 pareggio
0 vittorie Spezia
2 gol fatti Avellino
2 gol fatti Spezia

L'ultimo precedente appunto, è finito 0-0 dove non sono
Possente Ebagua (Spezia) durante un colpo di testa

Conclusione non riuscita di Sanmarco(Spezia)

D'angelo che commette fallo su Migliore(Spezia)

Duello Castaldo-Lisuzzo(Spezia)

Continuo del duello.....
mancate le occasioni partita spesso regnata dalla noia, ma al momento buono fu colpito un palo da Ebagua e altri svariati legni.

I CONVOCATI:In vista della sfida di sabato Avellino-Spezia, il tecnico dei liguri Devis Mangia ha diramato la lista dei convocati che prenderanno parte alla trasferta irpina.
Saranno 24 i giocatori convocati dal tecnico Spezzino.
Ecco la lista completa dei convocati:

Portieri: Leali, Valentini, Vozar; Difensori: Madonna, Magnusson, Migliore, Balzanzeddu, Ashong, Lisuzzo, Ceccaroni; Centrocampisti: Schiattarella, Sammarco, Orsic, Culina, Carrozza, Gentsoglou, Seymour, Gabriel, Bastoni, Bellomo,


FORMAZIONE: Questi sono gli undici probabili schierati dal tecnico Devis Mangia, il modulo è un 4-2-3-1 con:
Leali, Baldanzeddu, Magnusson, Lisuzzo, Migliore, Gentsoglou, Seymour, Schiattarella, Scozzarella, Orsic, Ebagua

GIOCATORI CHIAVE: Oggi nella Baronata ho selezionato secondo me i tre giocatori, che a mio preavviso sono molto importanti, Il primo è Giulio Ebagua, classe 1986 nato in Nigeria ma passaporto Italiano, è forte nel gioco aereo ed è
Giulio Ebagua
dotato di un fisico prestante, può svariare su tutto il fronte offensivo, quindi come punta esterna o centravanti. Il secondo da tenere molto d'occhio è: Francesco Migliore classe 1988 Italiano ma possiede anche un passaporto francese è cresciuto nel Olimpique Lyon
Francesco Migliore
e ha giocato col Mons in Belgio, giocatore dotato di buona tecnica e presente nelle azioni pericolose, molto abile nei colpi di testa, il terzo è: Andrea Lisuzzo palermitano classe 1981, ex giocatore del Novara, le sue maggiori presenze sono state con il
Andrea Lisuzzo
Martina Franca e appunto con il Novara. È un difensore centrale dal fisico roccioso, abile con i piedi e di testa, e pericoloso sulle palle inattive.

GIOCATORI SIMBOLO: Ecco come di consueto i giocatori che hanno fatto la storia del club spezzino.
Presenze: Il record di presenze spetta a Osvaldo Motto, con il
Una foto con i recordman di presenze del club ligure
club ligure ha collezionato 409 presenze, il secondo giocatore con più presenze è: Gianluigi Zennaro con i liguri ha collezionato 381 presenze, il terzo è: Giampaolo Bonanni 378 presenze.
Record di reti: Per il record di reti il miglior marcatore storico della storia del club spezzino spetta a: Giovanni
Giovanni Costa
Costa scomparso nel 1985, è considerato un pilastro dei primi albori dello Spezia calcio, con i liguri ha siglato 74 reti, il secondo miglior realizzatore è Massimiliano Guidetti, già più noto dal momento che
Massimiliano Guidetti
appartiene alla storia contemporanea dei marcatori spezzini di tutti i tempi, anche se questo record lo condivide a parità di gol con Giovanni Costanzo, considerato il bomber per eccellenza, infatti è il miglior realizzatore in serie B , nel 1961 morì a causa di una brutta malattia, ma resterà sicuramente un giocatore che ha segnato molto nella storia spezzina e sopratutto nel campionato cadetto.


DOLCI RICORDI:In quel 1944 vinse lo storico scudetto:
Nel 1944, a bordo di una vecchia autobotte modificata, un gruppo di vigili del fuoco, capitanati dall’ex difensore del Genoa, Ottavio Barbieri, solcava le strade del nord Italia per disputare le trasferte del Campionato Alta Italia.
La squadra in questione era quella dello Spezia (allora denominata “VV.FF. Spezia”) che si rese protagonista di una
Lo Spezia vincitore dello Scudetto del 1944 del girone altoitalia
delle più importanti vicende calcistiche del calcio Italiano. Dopo essere approdati alla fase finali del torneo, nel luglio del 1944, gli spezzini arrivano all’Arena di Milano dove si accingono a disputare un triangolare che li vede affrontare il Venezia e il Grande Torino di Vittorio Pozzo. Sfavoriti nei pronostici, l’undici ligure esordisce con un pareggio contro il Venezia e successivamente, contrariamente ad ogni aspettativa, bissa un 2-1 contro i granata arrivando ad un passo dal titolo. Sarà la vittoria del Torino per 5-2 sul Venezia a consegnare allo Spezia il titolo di Campione di Alta Italia.


TIFOSERIA: 
 
La curva Spezzina durante l'ultima di lega pro del 2012 contro il Latina

Amicizie: Savona: vecchio rapporto, maturato nella prima metà degli anni 80. In occasione di Spezia-Carrarese 99/00 i savonesi sono andati a trovarli. Striscione “Ultras Savona” presente in
Ultras Savona
Spezia-Lumezzane 01/02. In Carrarese-Spezia 02/03 esposto lo striscione “Uniti nel dolore per Danilo ultrà Savona”, un amico scomparso prematuramente. Gli Ultras Spezia, negli anni 90, erano direttamente gemellati coi “Dolphins” Savona.
Bari: buon feeling, instaurato soprattutto quest’anno a Bari, nel giorno di Santo Stefano ’13. Gli ultimi spezzini ad entrare dentro lo stadio, lo fanno dopo mezz’ora, proprio per intrattenersi con una delegazione di tifosi e ultras baresi, consolidando così un rapporto di amicizia e rispetto.
Buoni rapporti: Sampdoria, Parma: non c’è più il gemellaggio
Curva Nord Parma

Curva Sud: Ultras Tito Cucchiaroni
(vedi sotto) ma rimangono buoni i rapporti. Centese: almeno negli anni 80/90 esistevano buoni rapporti.
Ex-gemellaggi: Sampdoria: il gemellaggio era vecchissimo (1977); proprio nell’anno in cui i pisani ebbero alcuni incidenti con gli spezzini. Il campionato successivo, con il Pisa in B, gli spezzini andarono a Genova in occasione di Sampodoria-Pisa e “caricarono” i pisani insieme agli Ultras Tito e da qui nacque il duraturo rapporto, che si è man mano deteriorato, specie tra i gruppi “Ultras Spezia” e “Riviera Blucerchiata”. L’amichevole Spezia-Sampdoria del 2006, giocata un sabato pomeriggio al “Picco” e un’altra amichevole, disputata nel ’09, hanno sancito la rottura, ormai definitiva, anche se rimangono, ovviamente, le amicizie personali. Parma: è stato il primo gemellaggio dei “Boys Parma”, allacciato nel gennaio ’78, esattamente dai “C.U.S.” Parma. L’amichevole di Salsomaggiore Terme, dell’agosto ’07, ha decretato la fine del gemellaggio. Già da un anno i rapporti si erano deteriorati tra i “Boys” e una parte della curva spezzina, situazione che rendeva il rapporto non troppo sereno. Nessuno si è poi più mosso per ricucire lo strappo e da qui è nata la decisione di porre fine al gemellaggio. A Salsomaggiore, nonostante i soliti saluti e lo scambio di stima e amicizia, non c’è stata nessuna festa, nessun coro reciproco. Prima della partita, mentre i ragazzi dei vari gruppi discutevano tra loro, si respirava da ambo le parti un aria rammaricata e dispiaciuta per quello che era successo, tutti consapevoli che ormai la situazione era irrimediabile. Gli striscioni “Fossa” dei livornesi e “Boys” Parma si poterono vedere in una gara degli anni ’90 a La Spezia, visto che tutt’e due erano amici dei locali. Livorno: campionato di C2, girone A, 11 dicembre ’83: Spezia e Livorno tornano ad affrontarsi dopo 6 anni e al “Picco” i tifosi amaranto si presentano coi consueti canti contro i pisani; la curva di casa gradisce unendosi al coro e in un attimo siamo allo scambio delle sciarpe. Nella partita di ritorno gli amaranto festeggiano la promozione davanti al loro pubblico, con 5 giornate d’anticipo e i liguri sono ospiti graditi. Per tre anni le squadre si perdono di vista, anche per sistemazioni in gironi diverse della C1. Nell’86 lo Spezia, avendo il campo squalificato, gioca contro la Lucchese all’Ardenza. Qui i gruppi organizzati bloccano la strada una ventina di minuti, dando vita a un bellissimo incontro a metà strada, suggellato dal consueto scambio di vessilli. Una foto dell’epoca ritrae lo striscione “Ultras” Spezia con lo striscione “Teppisti Livorno”, tenuti in mano da alcuni ragazzi fuori dallo stadio. Dopodiché il vetro comincia pian piano a incrinarsi. In un Livorno-Spezia 87-88, dopo un gol degli aquilotti al 2° della ripresa, un gruppetto di ultras sbotta mandando a quel paese tutta Spezia: siamo all’incidente diplomatico. Al ritorno rivince lo Spezia, il Livorno è messo male, i rapporti sembrano essere salvi, ma niente sarà più come prima. Nel 1989, in Spezia-Napoli di Coppa Italia a Livorno, i tifosi di casa, appena retrocessi hanno poca voglia di unirsi ai cori e i più restano a casa. Poi il Livorno fallisce e per ritrovarsi ci vuole un Livorno-Cittadella al “Picco”, nel 2000, dove uno dei leader delle B.a.l. Livornesi grida al megafono che lui degli spezzini non ne vuol sapere, diffidando i compagni allo scambio di sciarpe. A gemellaggio ormai finito le squadre si ritrovano da avversarie nel 2000/01, per giocarsi, l’anno dopo, la promozione sul filo di lana. Varese: gemellaggio nato in campo neutro, a Como, nel campionato 90/91, quando i Boys Varese si unirono agli spezzini. L’anno dopo, in occasione di Spezia-Varese, venne rafforzata l’amicizia con un bel giro di campo fatto coi bandieroni, uno scambio amichevole di sciarpe e con due striscioni recanti le scritte “Gemellati oggi…amici per sempre” e “1990-91 – 2000-2001 la nostra amicizia oltre ogni ostacolo”. Il gemellaggio, che sembrava uno dei più sentiti del panorama italiano, è stato sciolto per problemi interni alla curva varesotta, alcuni anni fa, praticamente dopo lo scioglimento dei “Boys”. Per Livorno-Varese di qualche anno fa, si presentarono nel settore ospiti, fianco a fianco ai varesotti, con tanto di striscioni dei gruppi esposti. Modena: vecchio gemellaggio tra le Brigate Gialloblù Modena e gli Ultras Spezia, deterioratosi nel tempo e rotto definitivamente nei primi anni 2000. Ora fiera rivalità. Atalanta: vecchia amicizia-gemellaggio, targato anni 70-80.
Rivalità: Lucchese: acerrima, forte e storica rivalità, risalente addirittura agli anni 70/80. La partita tra le due squadre è
La storica curva della Lucchese
sempre stata ad alto rischio, causa la rivalità tra le due tifoserie. Incredibili scene di violenza degli ultras bianchi contro 200 ospiti toscani in uno Spezia-Lucchese di diversi anni fa. Anche “La Domenica Sportiva” documentò, a milioni di spettator,i che i lucchesi, sfidando un clima intimidatorio, furono accolti da 10 quintali di strame di cavallo sparsi sulle gradinate. Inoltre, lancio di numerosissime biglie di acciaio verso i toscani al loro ingresso allo stadio, nonostante la scorta di polizia e carabinieri. Scene di guerriglia aperta dentro e fuori lo stadio, annunciata però nel corso di tutta la settimana avanti la gara, aperta da un volantino-proclama: “Domenica tutti in Ferrovia, partecipate al massacro lucchese”. Le forze dell’ordine forse sottovalutarono e non prevenirono il problema. Biglie, tondini di ferro, pietre nascoste dentro e fuori lo stadio, ecc., raccontano di una guerriglia organizzata, studiata a tavolino. Le due tifoserie si sono trovate divise nello stadio da una debole barriera metallica e le f.d.o. sono dovute intervenire, caricando duramente col manganello, per sedare l’aggressività degli spezzini. Violenti corpo a corpo, anche dopo la gara, tra f.d.o. e locali, che avevano programmato anche assalti al treno lungo la linea. La zona intorno alla stazione ferroviaria è stata teatro di battaglia. Esasperati e impauriti dai lanci di blocchi di cemento, alcuni appartenenti alle f.d.o. hanno perso la calma, diversi sono rimasti feriti, tra cui il vicequestore. Altre cariche vennero effettuate in città, colpendo anche imprudenti curiosi. Bilancio: 5 fermati, subito rilasciati; due identificati per lo strame. In Lucchese-Spezia 2001 di Coppa Italia si registrano incidenti. Sei tifosi denunciati e due arrestat, poi condannati a sei mesi di reclusione con la condizionale e daspati. Nei tafferugli lievemente contusi due agenti e danneggiate alcune auto della polizia. Problemi anche alla stazione di Viareggio, dov’era in transito un treno coi tifosi spezzini. Gravi incidenti anche in uno Spezia-Lucchese giocato nel campo neutro di Livorno nel 2000/01. Due poliziotti e due rossoneri finiti all’ospedale, ripetuti lanci di sassi, diverse auto danneggiate a colpi di spranga, insulti continui. Dal treno speciale, giunti alla stazione di Avenza (Ms), gli ultras spezzini lanciano di tutto: braccioli, portalampadi, lampadine, bottiglie. Per paura un ingegnere 61enne viene colto da infarto. Per tutta la settimana c’erano stati insensati proclami di violenza, da una parte e dall’altra, ed era facile intuire cosa sarebbe successo. Fino al termine della gara la situazione era sotto controllo. I gruppi erano ben divisi, con gli spezzini in Nord e i lucchesi in curva Sud. Dopo la fine, il questore di Livorno (già vicequestore a Lucca) viene colpito alla testa da un sasso, partito, sembra, dalla Tribuna coperta. Fuori, poi, i primi scontri, con le forze dell’ordine che fanno partire un colpo di pistola in aria. Poi creano un cordone che accompagna gli spezzini al treno speciale. Nel tragitto, però, qualche frangia ultras riesce a scappare e prende di mira le auto dei lucchesi, colpite con sassi e spranghe. Feriti due lucchesi che vanno in prognosi riservata. In un Lucchese-Spezia del 2003 nasce un parapiglia sul vialone che porta dallo stadio alla stazione dei treni. Alla vista del corteo di spezzini, un gruppo di locali intona cori di scherno cercando il contatto. Le forze dell’ordine però fanno da cuscinetto: intervengono energicamente e riportano la calma. I liguri riprendono la marcia verso la stazione con, per trofeo, una bandiera rossonera strappata ai fans lucchesi. Sulla via del ritorno, solito caos alla stazione di Viareggio, presidiata dalle f.d.o. Gli striscioni “Warriors” e “Brigate” lucchesi sono finiti nel tempo in mani spezzine. A Lucca, nell’86, gli Ultras Spezia esposero uno striscione rubato ai lucchesi. In Spezia-Lucchese 04/05 esposta la scritta “Dopo Raisat il festival di Sanscemo, questo il futuro rossonero…fate ridere”. Carrarese: fortissima rivalità, odio acerrimo di campanile, derby sentitissimo, ricco di incidenti specie negli anni ’80-’90. In seguito agli incidenti del dopo partita di un vecchio Spezia-Carrarese, fermati 12 giovani, di cui tre arrestati e gli altri denunciati, quasi tutti
Curva Carrarina con uno sfottò agli eterni rivali dello Spezia
minorenni, che hanno dovuto rispondere di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Denunciato un 16enne per detenzione di coltello a serramanico. A nulla servono le buone intenzioni della vigilia. Al termine del derby, gli ultras spezzini, a centinaia, senza apparente motivo, danno battaglia: nei pressi della stazione formano uno sbarramento nel tentativo di bloccare i tifosi ospiti. Nel blocco, però, finiscono le f.d.o.; due gruppi si sciolgono; un terzo, invece, all’angolo di un cinema, nel momento in cui stava uscendo la gente, soprattutto bambini, bersaglia i tutori dell’ordine con grosse pietre, loro rispondono
Articolo di giornale sull' alto rischio tra le due tifoserie
con lacrimogeni che rompono l’assembramento. Altro scontro in una piazza cittadina dove le f.d.o. devono usare manganelli e lacrimogeni. Alcuni giovani, inseguiti, finiscono in questura. Alcuni carraresi, che sarebbero stati picchiati, preferiscono farsi medicare nella loro città. I tifosi apuani hanno cercato di “vendicare” gli incidenti dell’andata, bloccando anche i binari per impedire la partenza del treno spezzino. Ci sono volute alcune cariche dei carabinieri per disperdere i più violenti. Eloquente lo striscione “Chi semina vento raccoglie tempesta spezzino bastardo attento alla testa”, in bella mostra durante la partita. In un Carrarese-Spezia del 2002, prima della gara, gli oltre mille ultras spezzini danneggiano il treno su cui viaggiano, creando non pochi problemi nel tragitto stazione-stadio. Dal lungo corteo, guardato a vista dagli agenti anti-sommossa, partono a più riprese brevi sassaiole; alcuni vandali si staccano dal gruppone infrangendo vetrine e causano così gravi danni agli esercizi situati lungo il corteo. Durante la gara, sotto il rettilineo, prolungato corpo a corpo tra tifosi ospiti e di casa, sedato solo dall’arrivo delle f.d.o. Dopo la gara ancora scontri e incidenti, con oltre 500 agenti mobilitati apposta, che possono fare ben poco per evitarli; almeno 4-5 auto incendiate (spaccato il vetro e lanciati fumogeni all’interno), cariche della polizia e cinque feriti, “ordinarie” scene da guerriglia urbana, sassaiole contro gli agenti, cassonetti rovesciati. La città visse una serata da incubo, segnata dai cori trucidi e violenti dei tifosi, dall’acre odore dei lacrimogeni, dal traffico in tilt per ore. Un bandierone “Cuit Carrarese” finì nel tempo nelle mani spezzine. Pisa: fortissima rivalità, vecchio odio acerrimo. In Pisa-Spezia 00/01, scontri furibondi all’Arena Garibaldi, con pisani e forze dell’ordine, e a San Rossore, coi livornesi di ritorno da Carrara. Una vera guerra, con 50 persone refertate all’ospedale S.Chiara di Pisa. Tafferugli tra pisani, che cercano
Curva Nord Pisa
il contatto con gli spezzini e f.d.o., nel prepartita, ma il peggio avviene verso fine gara, quando i circa 1500 spezzini, irritati dall’arbitraggio (3 espulsi fino a quel momento, 5 totali a fine gara nello Spezia), cominciano a divellere seggiolini e lanciarli verso il campo e le forze dell’ordine, che rispondono lanciando lacrimogeni in curva. Poi escono dallo stadio indisturbati e si scatena la guerriglia. Chi tenta il contatto coi pisani, chi con le f.d.o. e chi si abbandona ad atti teppistici: auto distrutte, motorini gettati a terra e persino raid all’interno di case private. Un poliziotto viene raggiunto al volto da una mattonata, perdendo tutti i denti superiori: è il ferito più grave. Un 26enne spezzino viene arrestato per danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Una volta sul treno che li riaccompagna a casa, fatti pochi chilometri, a San Rossore, qualcuno tira il freno d’emergenza. Passano pochi minuti e, in direzione opposta, arriva il treno dei livornesi, provenienti dalla trasferta di Carrara; anche loro tirano il freno d’emergenza, e scoppia il finimondo, una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi: lancio di pietre, bottiglie, lattine, suppellettili, pistole lanciarazzi usate come vere armi. Alcuni giovani rimangono feriti. Altri problemi alla stazione di Viareggio con nuovo lancio di oggetti dai finestrini. Ne fanno le spese un poliziotto e una donna, per fortuna feriti in modo leggero. Il bilancio, fatto il giorno dopo la battaglia di Pisa, è disastroso, a cominciare da quello economico: le Ferrovie, tra danni e ritardi, avrebbero perso qualcosa come tre miliardi di lire (!). La maggior parte dei sostenitori aquilotti prendono le distanze dagli atti di vandalismo. Il presidente dello Spezia, Angelo Zanoli, a “La Domenica Sportiva” afferma che non si può colpevolizzare una città intera per un gruppo di teppisti. Nel successivo Livorno-Spezia esposto dai padroni di casa lo striscione “San Rossore: la fuga dei mille”, riferendosi agli scontri che gli spezzini, di ritorno da Pisa hanno avuto coi livornesi che venivano da Carrara. Un 19enne tifoso pisano venne aggredito a bastonate da un gruppetto di spezzini, ai primi anni 2000, arrivati a Genova da La Spezia, per assistere alla partita Sampdoria-Pisa. Il giovane se la cavò con una contusione alla testa guaribile in una settimana. I suoi amici scapparono, lui rimase indietro e venne colpito. Uno degli aggressori del giovane venne arrestato perché trovato in possesso di un coltello a scatto a lama lunga, più due pistole lanciarazzi. Incidenti piuttosto pesanti anche in un Pisa-Spezia del 2004, con cinque giovani, tre spezzini e due pisani, denunciati per incidenti avvenuti dopo la gara. I cinque, identificati grazie alle videoriprese, sono ritenuti responsabili di aver lanciato pietre, bottiglie e cartelli stradali contro le forze dell’ordine, senza mai venire a contatto coi poliziotti, ad eccezione di uno spezzino, denunciato anche per violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. In Spezia-Pisa 03/04 esposto lo striscione “Pisa merda, Leffe da giugno 2003 la birra più indigesta”, in riferimento ai Playoff persi dal Pisa con l’Albinoleffe nel 2003, facendo un gioco di parole con la birra “Leffe”. Striscione pisano nella stessa gara: “Del doriano bastardo: fratello, del lucchese ridiolo: gemello”. In Spezia-Pisa 99/00, Serie C2/a, pomeriggio difficile contrassegnato dal lancio di oggetti da parte degli ultras liguri, dirottati dalle autorità locali nella curva più piccola, per lasciare la curva più capiente ai pisani. Risultato: partita sospesa per il ferimento di un guardalinee e di un giocatore del Pisa, con gara sospesa 10 minuti, e 0-2 a tavolino con squalifica del campo. Inizialmente venne chiesto addirittura dagli Ultras ai giocatori di non scendere in campo, ma vista l’impossibilità di questa scelta, in base alle conseguenze negative che avrebbe avuto la società, gli spezzini optarono per la sospensione. Quella scelta costò 30 diffide con obbligo di firma. Da sottolineare che la mattina prima della partita i liguri si trovarono in 800 per occupare la curva: la polizia era schierata e ci furono degli scontri. Striscione dei “Fieri Fossato” Sampdoria esposto in curva Ferrovia in Spezia-Pisa 04/05 e i pisani che rispondono con “Curva di conigli gradinata di infami” e “Se c’incontrate non ci pensate, o scappate o ne toccate”. Nel ritorno della finale di Coppa Italia di Lega Pro, nell’aprile ’12, i pisani espongono lo striscione “Spezzino ‘ultras’ servo dello stato”. Genoa: antica, forte e sentitissima rivalità. Momenti di paura in Spezia-Genoa del 2006: alcuni tifosi genoani, nei pressi dello stadio, sparano ad un pullman alcuni razzi bengala, per fortuna senza conseguenze. Pochi minuti dopo gli agenti lanciano un lacrimogeno per disperdere un gruppo di spezzini, che attende il passaggio dei supporters rossoblù. Tafferugli anche all’ingresso della stazione tra forze dell’ordine e ultras dello Spezia. Il bilancio finale è di 15 feriti e di quattro spezzini arrestati. Stendardo genoano in Genoa-Spezia di Coppa Italia 06/07 esposto nel settore ospiti. Esposte in Genoa-Spezia 05/06 alcune bandiere doriane e una pezza genoana con scritto “Zena”. Nei distinti, uno striscione genoano recitava “Welcome to Liguria”. Un amichevole Spezia-Genoa, nel 2000/01, finisce con una rissa sugli spalti e un’invasione di campo. La gara finisce al 25° della ripresa quando, nel pieno della bagarre sugli spalti, l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi. Livorno: un tempo c’era il gemellaggio (vedi sezione “ex-gemellaggi”), ora una fiera rivalità. Sono stati condannati a sei mesi di reclusione cinque ultras dello Spezia che, nell’ottobre 2005, furono responsabili di una sassaiola e del lancio di bottiglie contro un pullman di tifosi del Livorno, nell’area di servizio “Tugo Ovest”, sulla Parma-Spezia. I tifosi, appartenenti al gruppo “Fronte del Porto”, sono stati in realtà condannati ad una multa di quasi 7mila euro che l’indulto ha cancellato per tutti, tranne che per uno di loro. Le due tifoserie, provenienti da trasferte diverse, si incrociarono per caso in quell’autogrill. I cinque imputati furono riconosciuti da tre agenti della polizia di Brescia, che erano stati assegnati di scorta al convoglio di spezzini provenienti da Lumezzane. Nel Livorno-Spezia (1-5) dell’ottobre ‘12, esposte dagli spezzini le pezze “Livornese fascio carogna” e “Okaka…purgali tutti”. Cesena: le due tifoserie, pur sulla carta rivali, soprattutto per le amicizie dei romagnoli, in passato non avevano mai mostrato astio particolare. L’anno scorso, in notturna, invece i cesenati, giunti a bordo di pulmini, in un parapiglia nel prepartita feriscono leggermente alla testa uno spezzino, gesto che alza, come ovvio, la tensione della gara. Molti i cori ostili dentro lo stadio, coi liguri che cantano più volte “vi romperemo il c…”. Al termine della gara, vinta dai liguri 1-0, i padroni di casa cercano il contatto coi rivali, che vengono tenuti dentro l’impianto fino a mezzanotte e mezzo. All’estreno, le forze dell’ordine caricano per tenere lontano gli spezzini dagli ospiti. Ma sulla strada del ritorno i pulmini ospiti vengono infranti da sassi e mazze, riportando seri danni. Reggiana: forte e vecchio odio, visto anche che gli emiliani sono gemellati coi pisani, fortemente odiati dai liguri. In uno Spezia-Reggiana (0-2) di C1, 1988-89, coi reggiani ormai matematicamente promossi In B, si verificano incidenti piuttosto gravi. Gli animi si scaldano nel prepartita, quando alcuni reggiani compiono un incursione nella curva dei locali, fermati poi dall’intervento delle forze dell’ordine. Ma le ostilità riprendono nel secondo tempo, quando gli ospiti segnano il primo gol. Qualcuno brucia qualche bandiera reggiana, poi il secondo gol fa degenerare la situazione: volano sassi, mortaretti e altri oggetti. A fine partita, fuori dallo stadio, polizia e c.c. hanno il loro daffare per contenere le scaramucce degli ultras delle opposte fazioni, riversatisi in mezzo alla strada, armati di bastoni, fumogeni e mazze. Ci sono dei “contatti” e due persone alla fine vengono medicate in ospedale. Gli uomini della “squadra mobile” a tarda sera denunciano a piede libero una decina di persone, sia spezzini che reggiani, e sequestrano bastoni, aste di bandiera e rudimentali mazze. Gli incidenti avranno poi un antipatica coda: viene aggredita, sembra giorni dopo, una coppia di giovani sposi di Reggio Emilia, da parte di ultras spezzini. Costretta a fermarsi nel traffico cittadino, la loro macchina viene circondata e danneggiata con vari oggetti da diversi ragazzi, che rivolgono pesanti apprezzamenti alla donna. A questo punto i due coniugi escono dall’abitacolo arrabbiati, ma vengono subito circondati. Uno dei ragazzi, armato di un oggetto contundente, avrebbe vibrato alcuni colpi allo sposo, procurandogli contusioni e abrasioni al volto, al dorso e ad un braccio, costringendolo alle cure ospedaliere. Disordini in entrambe le gare del 2000/01. In un Reggiana-Spezia 01/02, i reggiani espongono il vecchio striscione parmense “Boys ’77”. Larga rappresentanza di parmensi, con gli striscioni “Boys” e “Settore Crociato”, al fianco degli amici spezzini. Alessandria: ad Alessandria, nell’86, con lo stadio pieno, anche perché le due squadre, in C2, sono in testa alla classifica, c’è aria di derby lontano da Marassi, infatti i grigi di casa sono gemellati coi genoani, gli spezzini coi doriani. All’arrivo degli spezzini (almeno 300 tra ultras e “normali”) si scaldano gli animi, visto anche che i liguri tirano fuori lo striscione “Non scappate per favore”, riferito agli incidenti dell’anno prima. I grigi non si fanno pregare e provano la carica, radunandosi nella propria curva con aste di plastica dura, e attraversano i distinti andando verso gli ospiti. Si scontrano con le forze dell’ordine, che riportano la calma. Coreografia dei grigi con nel mezzo lo striscione “spezzini infami”, riferito anche questo agli scontri dell’anno precedente a La Spezia, quando i bianconeri caricarono i grigi e da lì nacque una forte rivalità, destinata a durare per diverso tempo (ora è poco sentita). Tornando al derby dell’86, i grigi mostrarono al centro della Nord lo striscione genoano “Fossa Rasta” (amicizia nata agli albori degli anni ’80). Il dopogara è caratterizzato da diversi tentativi di scontri tra le due tifoserie, ma non ci furono feriti gravi, solo molte auto danneggiate dai due gruppi e diversi arresti. Danni anche al treno, distrutte alcune carrozze. Napoli: un napoletano arrestato, uno spezzino denunciato, un’auto della Digos assaltata a sassi e bottigliate dagli ultras locali, scaramucce e scazzottate tra componenti delle opposte tifoserie prima e dopo la partita, con due supporters napoletani medicati al pronto soccorso. E’ questo il bilancio degli incidenti di Spezia-Napoli 2006/07: quasi un bollettino di guerra. Uno spezzino di 35 anni, pluridiffidato, è stato notato dalla Digos mentre prendeva a bastonate, con l’asta di una bandiera del Napoli, un giovane napoletano. Mentre veniva portato in questura per essere denunciato, una trentina di ultras spezzini hanno lanciato pietre e bottiglie contro la vettura della polizia. Prima della partita piccoli diversi agguati a tifosi partenopei che andavano allo stadio. In Napoli-Spezia dello stesso anno, in tarda serata, tre tifosi spezzini (per loro tre giorni di prognosi) sono rimasti feriti nei pressi dell’autogrill “San Nicola”, poco distante dalla città partenopea. Due sono stati accoltellati alle braccia, il terzo è stato colpito al volto da supporters napoletani. Scontri si sono verificati anche dopo il match di Supercoppa del 2006. Juventus: al ritorno da Torino, stagione di Serie B 2006/07, i pullman della tifoseria spezzina si fermano al primo autogrill e trovano il pullman della Juve del gruppo “Tradizione”, che viene accerchiato e per 10 minuti ne impediscono la ripartenza, dopodiché riparte tra gli applausi ironici degli spezzini. Pare che qualche juventino abbia preso calci e schiaffi dentro l’autogrill. In precedenza, lancio di oggetti, da e verso il settore ospiti dentro lo stadio. Da segnalare poi scaramucce in vari autogrill intorno a Genova fra spezzini e genoani-napoletani. Torres: Scontri fra tifosi spezzini e di Sassari si verificarono in un Torres-Spezia dell’aprile 2004, in mattinata, fuori dallo stadio. Verso le h. 9 si presentano nei pressi dello stadio circa 200 supporters liguri. Verso le 12, nel piazzale antistante lo stadio, un gruppo di ultras sardi sembra si diriga verso gli spezzini per parlamentare, indispettiti dall’atteggiamento ritenuto provocatorio, a loro dire, dei tifosi ospiti, molti con aste e bastoni nei pressi dello stadio. Dalle parole si passa ai fatti in un attimo: iniziano violenti corpo a corpo tra le due fazioni, poi i sardi, forse anche in numero minore, iniziano ad arretrare; la rissa si trascina fino a sotto il settore di casa. Lo scontro dura una 20ina di minuti, fino all’intervento delle forze dell’ordine, poco presenti fino a quel momento, considerata la presenza e l’atteggiamento dei liguri. Le tensioni proseguono però dentro lo stadio, con continui lanci di pietre e torce tra il settore ospiti e quello attiguo. La polizia, adeguatamente rinforzata, riesce poi a riportare la calma, e riprende in mano la situazione. La scintilla è scoppiata quando alcuni leader dei due gruppi stavano trattando e chiarendosi, ma dalle retrovie dei tifosi sardi sono piovuti verso gli spezzini alcuni sassi, che hanno causato la pronta e immediata reazione, con violente cariche. Per l’acredine derivante da quella occasione, poi, in uno Spezia-Torres del 2005 altri gravi incidenti, soprattutto tra spezzini e f.d.o. All’arrivo dell’80ina di tifosi sardi, un centinaio di ultras dello Spezia cerca ripetutamente lo scontro. Per circa 20 minuti, fuori dallo stadio è una vera e propria battaglia, con lancio di lacrimogeni da parte della polizia per sedare gli incidenti. Pesante il bilancio: diversi feriti anche tra i carabinieri, tra cui il Dirigente della Divisione Anticrimine della questura. Incidenti anche in Curva Ferrovia e altri problemi a fine partita: tifosi della Torres scortati fino alla stazione e gruppi di liguri nuovamente a cercare lo scontro. Nel giro di un anno Spezia-Torres diventa così una partita ad alto rischio, da segnare in rosso. Infatti, anche all’andata, alla prima giornata, a Tempio (il campo di Sassari è inagibile), altri violenti incidenti prima e durante la gara, con pullman degli ospiti attaccato con sassi e razzi, e altri incidenti più tardi, con cariche reciproche vicino allo stadio e f.d.o. in chiara difficoltà. Massese: rivalità vecchia e sentita, di confine, campanilistica. Derby infuocati specialmente negli anni
Ultras Massese
70-80. Bologna: rivalità non molto sentita. Diversi anni fa (intorno al ’90), andando a Rimini, hanno trovato 10 pullman di bolognesi che, vista la netta inferiorità numerica, li lasciarono andare. Como: esposto striscione degli “Ultras” Como in Como-Spezia 00/01. Nelle mani degli spezzini sono finiti nel tempo altri striscioni “minori” comaschi. Singolare il caso del dopo Spezia-Como del 2000/01, con lancio di vasi sul corteo dei lariani da parte di semplici cittadini. Cremonese: vecchia rivalità anni 70-80. Fano: scontri tra le due tifoserie durante la gara di Playoff 2009 disputata al “Picco”. Molto caldo il finale di partita, nonostante il 3-0 degli aquilotti. Una ventina di sostenitori spezzini, alcuni a volto coperto, tendono un’agguato al pullman dei sostenitori del Fano, prendendolo a bottigliate. Danni solo alla carrozzeria del pullman: nessun tifoso è rimasto ferito. Un 24enne viene arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Verranno in seguito emessi tre Daspo, di 5 anni a due ragazzi e di 2 a una ragazza. Pistoiese: rivalità sentita fin dai primi vecchi derby. Alcuni scontri tra tifosi delle due fazioni avvengono al termine di Pistoiese-Spezia del 2004. Sembra che una ventina di ultras arancioni abbiano teso un agguato ad un gruppo di “cani sciolti” tifosi spezzini, venuti con le proprie auto, in una via vicino lo stadio. I due gruppi si affrontano e scontrano violentemente per alcuni minuti, a colpi di cinghie e aste. In seguito all’intervento delle forze dell’ordine viene riportata la calma e divisi i due gruppi. Dopopartita bollente in un Pistoiese-Spezia del 2005, con sassaiole dei tifosi spezzini e quattro poliziotti feriti. Contro la polizia viene lanciato di tutto: pietre, bastoni, cestini dei rifiuti. Gli spezzini, subito dopo la partenza del loro convoglio, hanno lanciato contro le f.d.o. addirittura un estintore. Poi, subito dopo Montecatini, hanno tirato il freno d’emergenza e fatto scorta di pietre. Ed ancora. Alla stazione di Pescia sono state lanciate pietre contro una delle vetrate, andate in frantumi. Triestina: Rivalità acuita dalla corsa alla Serie B, alcuni anni fa, ma risale a diversi anni fa il furto dello striscione “Blach & White Warriors” da parte dei triestini. Nel 2000, per evitare problemi, con la città assediata, le f.d.o. fecero passare i triestini dalla Litoranea e prendere l’autostrada a Lepanto. In Spezia-Triestina, semifinale Playoff del 2002, dopopartita movimentato per i 600 tifosi ospiti. Dopo il triplice fischio qualche centinaio di ultras spezzini, furibondi per l’eliminazione dopo essere stati a un passo dalla promozione diretta, sfogarono ovunque la loro rabbia, dirigendosi in particolare verso il settore dei triestini, bruciando loro pure un furgone. Numerose fioccarono poi le diffide. Tensioni e incontri ravvicinati tra le opposte fazioni anche a margine della partita Spezia-Triestina 2011/12, nei pressi di viale Amendola. Vengono avvistati una ventina di triestini a piedi, così nasce uno scontro duro ma leale, col solito repertorio di cinghie e bottiglie, in assenza di forze dell’ordine, tra due gruppi entrambi antitessera. Dopo un’iniziale resistenza, gli ospiti sono costretti a ripiegare. In settimana poi, i media daranno risalto allo scontro. Empoli: rivalità antica ma mai esasperata quella tra empolesi e spezzini. Le due tifoserie erano gemellate coi parmensi; ora che i liguri non lo sono più, in occasione di Spezia-Empoli 12/13, si respira aria di tensione e a farne le spese sono alcuni empolesi giunti a La Spezia in macchina, che vengono sospresi dai liguri nel prepartita, con alcuni danni alle auto. Prato: vecchia rivalità, poi i pratesi sono gemellati coi reggiani, amici dei carraresi. In Prato-Spezia 2011/12 tensioni e scontri tra gruppi delle due fazioni a margine della gara, all’esterno dello stadio. Bilancio di nove denunciati e qualche contuso. Spal: vecchia, ruvida e sentita rivalità, risalente agli anni ’70, teatro di scontri anche piuttosto pesanti. Gli spallini si sono rivisti al “Picco” nel 91/92, dopo tanta attesa. Padova: incidenti al termine di Padova-Spezia del 2006, che sancì la promozione in B degli spezzini, con sette persone delle forze dell’ordine contuse. Tre arresti tra gli spezzini, tra cui uno processato per direttissima. Nell’86 andarono a Spezia una 50ina di padovani che, pur uscendo maluccio, accettarono, onore a loro, lo scontro. Successe un finimondo, gravi scontri. Teramo: si narra siano stati messi in fuga nel ’98 sotto la loro curva. Pro Patria: i bustocchi sono gemellati coi sassaresi, rivali dello Spezia, per cui la rivalità con loro è logica conseguenza. Viareggio: scontri per Viareggio-Spezia di Coppa Italia Lega Pro 2009. Momenti di tensione già durante il match, poi, a fine partita, i tifosi dello Spezia sono fatti uscire per primi, facendo attendere molto quelli di casa. Fuori dallo stadio alcuni tifosi dello Spezia, arrivati in treno, aggrediscono due tifosi del Viareggio, refertati con 7 e 10 giorni di prognosi. Brescia: nel settembre ’12, per Spezia-Brescia, serata movimentata, coi supporters liguri che presidiano il territorio e nel pregara intercettano i mezzi bresciani, che escono malconci dopo il lancio di sassi e bottiglie. I lombardi sono circa 280 e, al coro degli spezzini “dal pullman quando scendete?” rispondono con “se volete caricare siamo qua” e “dal pullman scendiamo dopo”. Al termine dell’incontro gli ultras locali si portano sul viale esterno allo stadio, insultando i rivali, con quest’ultimi che dall’interno del proprio settore, cercano di uscire con la forza e riescono a sfondare un cancello vicino all’uscita. Scontrandosi però poi solo con le f.d.o. Volano qualche torcia e aste, tre carabinieri rimangono lievemente feriti. A La Spezia, nell’ottobre scorso, forze dell’ordine che blindano lo stadio. Ospiti tesserati: 4 pullman, ben controllati, ma qualche problema per i 36 ragazzi del gruppo “Brescia 1911”, non tesserato, che, intercettati a pochi chilometri dal capoluogo ligure, vengono tutti identificati e rimandati a Brescia, quando il più per loro sembrava fatto. Padroni di casa ovviamente all’erta, ospiti tenuti a bada, ma questo non impedisce gli sfottò dall’una e dall’altra parte. Verona: due tifosi spezzini vengono arrestati al termine di Verona-Spezia, Playout di Serie B 2006/07, che vedono la squadra ligure salvarsi. I due, di 41 e 34 anni, vengono processati per direttissima con l’accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e uso di oggetto atto a offendere. Le forze dell’ordine erano intervenute per evitare, nel corso della partita, il contatto tra le due fazioni. Rimini: scontri in un Rimini-Spezia del 2000, specie con la celere e a metà anni 90. Modena: scontri nel 2000/01, con contatti sotto la curva dei gialloblù. Attimi di tensione nell’ultimo Spezia-Modena dell’ottobre 2013, quando, a fine gara, i modenesi aprirono un cancello di un portone che collega il settore ospiti ai Distinti. Vicenza: vecchia rivalità anni 70-80. Arezzo: screzi nel 2000/01.

PALMARES:Il palmares dello Spezia, è abbastanza ricco come citato in alto oltre lo scudetto del 1944 nel girone ''altoitalia'' Lo Spezia in maniera brillante, ha saputo portare a casa dei prestigiosi trofei, 9 titoli nazionali, e 4 trofei nazionali, i quattro trofei sono titoli ovviamente recenti, come le due coppe italia di
Un azione durante Spezia - Ternana


Vittoria della Coppa Italia di Lega Pro

Altra immagine della vittoria della Supercoppa Di Lega Pro

Vittoria della Supercoppa di Lega Pro

Vantaggio Spezzino contro la Ternana
lega pro vinte nel 2004-2005(allora serie C) e la più recente nel 2011-2012 dove ha battuto in finale il Pisa. Poi gli altri altri due trofei sono le supercoppe di lega, la prima vinta nel 2006 ai danni del Napoli il 18 maggio del 2006 allo stadio San Paolo partita finita 1-1, e la seconda già con la demoninazione di ''supercoppa di lega pro'' vinta nel 2012 contro la Ternana per 2-1. Quella del 2012 è stata una grandissima annata, nono solo per il campionato vinto all'ultima giornata beffando il Trapani, ma in più anche la vittoria della coppa italia e della supercoppa, quindi anche lo Spezia può dire di aver raggiunto il ''triplete''.

Vi aspetto fra 7 giorni con un nuovo numero de ''La Baronata''


BARONE FERDINANDO.