venerdì 21 marzo 2014

Scopriamo il Siena

            ''LA BARONATA''
 



                             A CURA DI: BARONE FERDINANDO

IL NOSTRO AVVERSARIO:SIENA


Dopo 29 giornate di campionato, la Robur ha conquistato 49 punti sul campo, che significherebbero secondo posto solitario alle spalle del Palermo. Il condizionale è obbligatorio a causa della penalizzazione, che in virtù dell'ultimo deferimento potrebbe addirittura crescere. Tuttavia, per illustrare i risultati prodotti dal lavoro di Beretta e del suo staff tecnico non si può non tenere conto del -7 in classifica.
Se osserviamo le prime 29 giornate, il particolare più interessante è certamente la costanza del rendimento dei bianconeri. Il Siena ha conquistato 3 punti ad agosto, 9 a settembre, 5 ad ottobre, 9 a novembre, 8 a dicembre, 1 a gennaio, 7 a febbraio e 7 in questa prima metà di marzo. Nelle classifiche di rendimento parziali, relative ad ogni mese, i bianconeri non hanno mai occupato una posizione più alta della quarta. Ciononostante, solo il Palermo ha raccolto fin qui più punti sul campo. La costanza della squadra e dello staff tecnico acquista ancora maggior prestigio se si considera che, da agosto ad oggi, sostanzialmente la Robur non ha mai vissuto una settimana “normale”. Deferimenti, penalizzazioni, difficoltà per gli allenamenti, incognite per le trasferte, frequenti cambiamenti nella rosa. Tutti fattori di cui il gruppo guidato da Mario Beretta è riuscito a neutralizzare gli effetti. Un aspetto spesso etichettato come “scontato”, ma che in realtà è la cartina al tornasole per comprendere l’essenza di questa stagione dal punto di vista della squadra.
Altra caratteristica della stagione bianconera è la dicotomia tra casa e trasferta. Al Franchi, i bianconeri hanno conquistato 31 punti, secondi solo al Palermo con 33. Nelle gare interne, i ragazzi di Beretta sono passati in vantaggio per 12 volte (miglior prestazione della categoria), raccogliendo ben 29 punti (miglior prestazione della categoria). In trasferta, la Robur segna un passo da metà classifica. Diciotto i punti conquistati frutto di 3 vittorie, 9 pareggi e 2 sconfitte. Netto il contrasto con il rendimento interno, considerando anche lo scenario del primo gol. Lontano dalle mura amiche, i bianconeri sono passati in vantaggio in 4 occasioni, contro le 8 degli avversari a cui si sommano le due gare terminate sullo 0-0 (Empoli e Crotone). Tuttavia, l’aspetto più interessante delle trasferte bianconere è la resilienza. Infatti, il risultato è stato comunque recuperato fino al pareggio in 6 gare. Inoltre, è bene non dimenticare che in quattro occasioni (Juve Stabia, Brescia, Bari e Ternana) la truppa di Beretta si è addirittura trovata in doppio svantaggio.

I PRECEDENTI:Sono cinque, in tutto, i precedenti tra Avellino e Siena, di cui due al "Partenio" e tre al "Franchi". Nelle due gare disputate in Irpinia, i lupi hanno raccolto un pareggio (1-1 in Serie C1 nella stagione 1993-94) e una vittoria (2-1 nella stagione 1994-95, sempre in Serie C1). L'Avellino ottenne lo stesso score anche nelle gare al "Franchi" andando a vincere per 2-1 nel 1993-94 e a pareggiare, ancora per 1-1, nel 1994-95. Proprio quest'anno, dunque, è arrivata la prima sconfitta dei lupi contro i bianconeri. All'andata, infatti, finì 3-0 per la compagine di Beretta ma non mancarono le polemiche, a causa di alcune decisioni arbitrali che fanno ancora discutere. Da aggiungere che l'artefice di quel ''furto'' fu: Daniele Chiffi della sezione di Padova classe 1994, si ritiene che alcuni rumors abbiamo confermato che il giovane arbitro fosse un dipendente della Gescom società del patron Mezzaroma e che lui è un dipendente. Del resto la partita di andata finì per 3-0 con vantaggio iniziale nel primo tempo di Giacomazzo, nella ripresa Rosina chiuse la pratica.

I CONVOCATI:Seduta di rifinitura questa mattina al Rastrello per il Siena. I bianconeri hanno ultimato la preparazione in vista della partita di domani alle 21 contro l'Avellino. 24 i convocati di Mario Beretta, ovvero tutta la rosa ad eccezione dello squalificato Belmonte, e per scelta tecnica Matheu. Il terzo portiere Bucuroiu giocherà invece con la Primavera. Nella lista anche Spinazzola nonostante la febbre che lo ha colpito in settimana. I convocati sono i seguenti:
Bucuroiu, Farelli, Lamanna; Angelo, Crescenzi, Dellafiore, Grillo, Matheu, Morero; Giacomazzi, Mannini, Pulzetti, Schiavone, Spinazzola, Valiani, Vergassola; Bedinelli, Paolucci, Rosina, Rosseti, Scapuzzi.




FORMAZIONE:Mister Beretta schiera in campo un (3-4-3) con: Lamanna, Dellafiore, Giacomazzi, Ceccarelli, Angelo, Vergassola, Pulzetti, Valiani, Fabbrini, Rosina, Rosseti


GIOCATORI CHIAVE: Il Siena di sicuro ha una formazione di grande rispetto, ma bisogna annotare tre potenziali giocatori che oltre la loro esperienza hanno saputo contribuire(almeno sul campo...) ha dare manforte ad una squadra che naviga tra
Alessandro Rosina
 
''insicurezze societarie e possibile diversi scenari per il prossimo anno. I giocatori sono:
Francesco Valliani

Guilermo Giacomazzi

Simone Vergassola(Il capitano)
Simone Vergassola: ormai indiscussa bandiera e capitano della
robur, Alessandro Rosina, il punto di riferimento e il diamante come ha espresso il presidente Mezzaroma, e Giacomazzi tenace difensore esperto e con all'attivo numerose presenze in serie A.










RECORD E PRESENZE E STORIA:



La “notte di Genova” e il 31 agosto 2003, esordio in serie A sul campo di Perugia con le reti di Ardito e Taddei. La cinquina di
Andrea Ardito

Rodrigo Taddei
Renzo Tambani nel mitologico spareggio a Roma con il Chinotto Neri. L’altrettanto mitologico spareggio, stavolta finito male, a Genova con l’Ozo Mantova, che avrebbe precluso ancora per 40 anni la serie B. I tre presidenti della storia, commemorati con le intitolazioni di settori dello stadio: Danilo Nannini, Vittorio Beneforti, Paolo De Luca. Erbinovi-Manni-Passalacqua e la prima vittoria di sempre sulla Fiorentina, Tore Andre Flo e la prima vittoria in serie A con la Fiorentina. La
Michele Mignani
maglia numero 4 di
Michele Mignani ritirata e consegnata agli annali.
Sprazzi di storia qua e là, pennellate bianconere su una tela che si snoda ininterrotta da 106 anni, da quando una manciata di ragazzi intraprendenti e determinati dette vita all’Unione studio e divertimento. Dal 1904 al 2010: è cambiato il mondo e non una volta. E così la Robur ha assunto mille facce.
L’era pioneristica è uno splendido ricordo che intenerisce, con quelle casacche a quarti bianconeri lanciate sulle strade polverose dai ragazzi appassionati di podismo, ciclismo, motociclismo. Eppure stanno anche lì le radici del luminoso presente del calcio professionistico, del decennio da record
appena passato tra serie A e serie B, di un futuro ancora ambizioso. C’è un ponte invisibile eppure saldissimo che collega quei giovani che amavano lo sport e soprattutto la voglia di stare insieme ai professionisti di oggi, il primo presidente Attilio Calzoni a quello attuale Massimo Mezzaroma.
Su quel ponte sono transitati centinaia di giocatori e dirigenti, migliaia di tifosi, l’attenzione crescente di istituzioni e Banca. Tutti pronti a passarsi il testimone di un sentimento che ha trovato la forza di resistere anche nei momenti più bui. Anche quando sembrava impossibile tornare nell’Olimpo del calcio appena sfiorato a cavallo della Seconda guerra mondiale.
Il primo grande risultato c’era stato nel 1934/35, a un anno dalla nascita dell’Associazione calcio Siena, una volta abbandonati gli impegni multidisciplinari. Dal 1923 si gioca nel campino di San Prospero, dopo gli esordi in Piazza d’Armi. E la Robur è pronta a spiccare il volo verso la B. Dunque, 1934/35: il 7-0 nello spareggio con la Reggiana promuove i bianconeri, che dopo un solo anno tornano in C. Ma il calcio senese è sul trampolino di lancio: nel 1937/38 è ancora serie B e l’anno successivo nella conca del Rastrello viene inaugurato lo stadio dedicato a “Rino Daus”, poi “Comunale”, “Artemio Franchi”, “Montepaschi-Arena”. La serie A sfiorata, la guerra, il campionato misto A/B nel 1945/46 e lo scivolone: il 20 giugno 1948, a Rieti, la Robur gioca quella che resterà l’ultima partita di B per oltre mezzo secolo. Arriva anche la IV serie: anni bui, fino al 5-1 di Roma con il Chinotto Neri, coronato dal titolo di campione di IV serie ottenuto battendo la Reggiana.
Ma il 28 giugno 1959, a Genova, la sconfitta con l’Ozo Mantova preclude ancora la serie B. Sono gli anni di
Danilo Nannini, che si alternerà con Vittorio Beneforti fino agli anni ’80 garantendo la continuità della Società, non senza l’appoggio determinante dei tifosi. In campo Antonio Monguzzi timbra le sue 368 presenze, record imbattuto. I bianconeri però non si schiodano dalla C e anzi sprofondano in serie D.
Bisogna aspettare il 1975/76 per il ritorno in C. Per più di venti anni si naviga tra C2 (poca) e C1 (tanta), con due promozioni entusiasmanti nei primi anni ‘80. Poi una specie di limbo, fino al 2000: presidente
Salvietti, ds Ricci, allenatore Sala, la Robur vola in serie B e spalanca le porte al decennio da sogno. Perché poi arriva l’uomo dei sogni, Paolo De Luca, e il 24 maggio 2003 per la prima volta viene conquistata la promozione in A, con
Paolo De Luca
Papadopulo in panchina. Il resto è la straordinaria storia di sette straordinari anni nella massima serie. Al termine della stagione 2009/2010 l’amara retrocessione in Serie B. Ma l’anno successivo, presidente Massimo Mezzaroma e allenatore
Antonio Conte
Antonio Conte, la squadra conquista di nuovo la promozione in Serie A, dove disputa ancora due campionati prima di una nuova retrocessione in Serie B nel campionato 2012/2013.
Da aggiungere anche Emanuele Calaiò, che è stato un giocatore
L'arciere(Emanuele Calaiò)
chiave nel ''epoca d'oro'' del Siena, l'Arciere infatti ha collezzionato 148 presenze e 46 gol con la casacca bianconera della Robur. 





 TIFOSERIA:
Amicizie: Pistoiese: forte legame, solido gemellaggio che dura dal 1987, ma che si è affievolito negli ultimi anni, dato che le
Pistoiese
due squadre non s’incontrano da diverso tempo. Per molto tempo è stato l’unico della tifoseria senese. Anni addietro, ogni incontro era buono per rinnovare il gemellaggio, come ad esempio nel 95/96 a Pistoia con giri di campo coi bandieroni e 700 senesi al seguito, oltre a cori di reciproca stima e affetto prima, durante e dopo la gara, con qualche coro di scherno all’indirizzo dei comuni nemici pratesi. In Siena-Ascoli 06/07 esposto lo striscione “Fedeli alla linea, onore ai fratelli Ultras Pistoia”, per lo scioglimento di quest’ultimi. Molte le visite reciproche negli anni, ad esempio “Vecchie Brigate Arancioni Pistoia” presenti in Siena-Lecce 02/03; “Ultras Pistoia” presenti in Siena-Verona C.Italia 01/02, Siena-Ancona e Siena-Bari 01/02; Siena-Lazio 03/04, Siena-Lecce e Siena-Perugia 04/05; Siena-Inter, Siena-Roma e Siena-Fiorentina 05/06. Bologna: bella amicizia, sbocciata di recente con l’avvento in curva Robur dei “Vecchi Ultras”, che hanno stretto amicizia con la “Beata Gioventù” del Bologna, e più in generale coi gruppi dell’area dei “Mods” bolognesi. Numerosi gli attestati di stima e affetto reciproco tra i due gruppi (vedi anche sezione “Curiosità”). Pezza dei Vecchi Ultras presente in Bologna-Juve del marzo 2013. I Vecchi Ultras Siena sono stati inoltre ospiti, venerdì 12 luglio scorso, presso un agriturismo di provincia, della prima festa, ben riuscita, del gruppo bolognese Beata Gioventù-Settore Ostile. Udinese: bel rapporto, nato soprattutto tra
Curva Nord Udinese
società e clubs, ma che si può oramai estendere a tutta la tifoseria. Nel 2004/05, tradizione rinnovata poi negli anni a seguire, banchetto in Piazza del Campo con tenuto a mano lo striscione “Il Friuli saluta Siena” (accoglienza ricambiata in Friuli). Chievo: buon feeling, bel rapporto soprattutto a livello di clubs; ogni occasione è buona per cene e grandi bevute. Parma: rapporto nato soprattutto tra i clubs “Danè” Parma e “Fedelissimi” Siena. Sampdoria: buon feeling a livello di clubs.

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Rivalità: Fiorentina: forte odio; acerrima rivalità, particolare,
Curva Fiesole
che ha ragioni più storiche che calcistiche, visto che le due squadre non si erano mai incontrate a livello ufficiale prima del 2004. Affonda infatti le sue radici nelle due storiche battaglie medievali tra le due città, quella di Montaperti del 1260 (esaltata dai ghibellini senesi) e quella di Colle Valdelsa del 1269 (esaltata dai guelfi fiorentini alleati dei colligiani). Negli anni recenti si sono verificate spesso intemperanze tra le due tifoserie. Nel febbraio 2005 (storica vittoria casalinga del Siena con gol di Flo), guerriglia urbana, con botte a Porta Camollia, sassaiola in Piazza Amendola, una birreria devastata, un arresto, un ferito, servizi igienici distrutti, derubato un ambulante, auto danneggiate e altre scaramucce.
Arezzo:
Arezzo
vecchio odio, rivalità storica che ha radici nel Medioevo. La sconfitta di Siena del 1269 di Colle Valdelsa coi guelfi colligiani e fiorentini, portò Siena ad abbandonare lo schieramento ghibellino, diventando guelfa e scatenando le ire degli aretini ghibellini che chiamarono “traditori” i senesi. Dopo aver subito una dolorosa e cruenta sconfitta dai ghibellini aretini nel 1288, Siena guelfa, alleata di Firenze, sconfisse Arezzo ghibellina nel 1289. Arezzo si rifece con tutto lo schieramento ghibellino nel 1315, sconfiggendo i guelfi senesi e fiorentini nella battaglia di Montecatini. Il derby con l’Arezzo è sempre stato molto sentito, soprattutto negli anni ’80, ma le due squadre non s’incontrano a livello ufficiale da tanti anni (a parte qualche amichevole estiva), così l’odio si è nel tempo un po’ stemperato.
Grosseto: rivalità calcistica che si è sviluppata in continuità con quella storica, tra la città del Palio e il capoluogo maremmano, già esistente in epoca
Curva Nord Grosseto
medievale essendo Grosseto sottomessa a Siena fino alla caduta della Repubblica senese. La rivalità, anche di campanile, si è rinfocolata nel 2011, quando il Siena, ormai certo della promozione in A, andò a vincere 3-1 a Grosseto. I grossetani prima della partita inscenarono un goliardico corteo funebre per le vie del centro, aperto dallo striscione “Siena aids”, tra cori e pioggia, con “bara” dell’avversario, scherzando così sui rivali di sempre.
Empoli: forte sentita antipatia, da sempre, da entrambe le parti. Molti
Ultras Empoli
gli episodi di violenza che hanno portato ad arresti e denunce dopo scontri tra le due tifoserie. Gravi tafferugli nell’82/83 a Siena. Incidenti provocati dagli ultras senesi, circa 800, a Empoli nel 2000/01 in una notte di follia: distrutto il treno che li portava in trasferta, ingenti danni, un tifoso senese arrestato, dieci denunciati e tre carabinieri feriti. Nel tragitto dalla stazione allo stadio vennero distrutti motorini, auto e tutto quanto capitava a portata di mano. Scontri con la polizia durante la partita, quando i senesi tentarono un’invasione di campo al 35’ dopo l’espulsione del senese Traversa, all’uscita dallo stadio e anche alla stazione prima di ripartire.
Roma: da quando il Siena è salito per la prima volta in Serie A, i rapporti sono tutt’altro che amichevoli: due volte la partita è stata sospesa per lancio di fumogeni da parte dei
Curva Sud
tifosi romanisti, alcuni feriti da arma da taglio in questi anni e striscioni minatori soprattutto da parte della Sud romanista. In un Siena-Roma (1-2) del settembre 2009, la curva Robur intonò cori offensivi nei confronti del suocero di Daniele De Rossi, Massimo Pisnoli, ucciso l’anno precedente, e dello stesso giocatore della Roma. L’attrito tra i senesi e il giocatore nasce nel 2003/04, quando De Rossi causò un grave infortunio ad Andrea Ardito, allora giocatore senese.
Perugia:
Ultras Perugia
da sempre forte rivalità da ambo le parti, per quello che è considerato una sorta di derby, come testimoniano i numerosi episodi di violenza tra le tifoserie, come successo anni fa, quando vi furono dodici tifosi arrestati per rissa e uno per danneggiamento. Le rispettive curve hanno avuto modo di confrontarsi anche in Serie A, nel 2003/04.
Livorno: rivalità regionale sentita, anche a livello politico, nei confronti della
Utras del Livorno
“rossa” Livorno, sin dagli anni ’50.
Cosenza: scontri tra tifosi delle due squadre fecero saltare un amichevole in programma a Norcia (PG) nell’agosto 2008. Si parla di un agguato dei cosentini ai tifosi del Siena, con calabresi armati anche di spray urticanti. Fermati diversi ultras del Cosenza, ferito un carabiniere. Ischia: anni fa gli ischitani accolsero in maniera piuttosto “calda” i senesi: ne seguirono tafferugli, con petardi, botte, striscioni persi e recuperati e intervento della polizia. C’è da dire anche che gli ischitani sono gemellati coi “nemici” perugini. Spal: striscione rubato loro diversi anni fa, esposto a Ferrara. Prato: vecchia rivalità regionale, che deriva soprattutto dal fatto che i “lanieri” sono acerrimi rivali dei
Curva (Ferrovia) Prato
pistoiesi, gemellati coi senesi.
Ternana: quasi un derby con gli umbri, vecchie ruggini, sassaiola dei ternani al treno in corsa nel maggio ’91. Casertana: scontri tra tifosi diversi anni fa, vecchie ruggini. Frosinone, Carrarese: rivalità soprattutto a livello calcistico.



Vi aspetto Martedì con un nuovo numero de ''La Baronata''





BARONE FERDINANDO.

sabato 15 marzo 2014

Scopriamo il Bari

            ''LA BARONATA''
 


 


                              A CURA DI: BARONE FERDINANDO

IL NOSTRO AVVERSARIO:BARI

Beh.. Che dire stiamo parlando di una società che ha fatto la storia del calcio italiano, e che oggi giocherò per la gloria fino a fine campionato, con un fallimento dietro le porte, la squadra di Alberti non avrà sicuramente più nulla da chiedere a questo campionato, giocherà sicuramente per la gloria, e pure questa squadra non ha poi del tutto deluso le aspettative, mix di giovani, suqadra compatta, ottimo sistema di gioco che a creato non molti grattacapi a parecchie squadre, il modulo di Alberti e il 4-3-3. Il Bari viene da un 2014 cominciato con una sconfitta in casa contro la Reggina per 1-0 e una sconfitta a Brescia il primo febbraio per 2-1, per risalire alla prima vittoria bisogna aspettare la terza di ritorno vittorioso sul Siena per 2-1, per poi collezzionare 6 punti in due partite casalinghe, ecco se noi andiamo ad analizzare questo numeri, il Bari gioca meglio nelle mura del San Nicola, di cui ha ben configurato eccezione la prima, il Bari in totale nel suo campionato ha fatto 32 punti con 9 vittorie, 8 pareggi, ed 11 sconfitte, tra l'altro lo ribadisco molti dei 32 punti sono stati fatti in casa, quindi squadra che non bisogna sottovalutare.
Io poi esprimo il mio parere riguardo il fallimento: sicuramente è un altra decaduta del calcio del sud, un peccato, e speriamo davvero che i galletti troveranno un aquirente che almeno lì sappia riportare dove gli compete, dispiace perchè questo club dopo 106 anni di storia, sicuramente e scontato scomparirà dalla serie B e con ogni probabilità partirà dalla serie D. Un grandissimo in bocca a lupo alla città di Bari.

I PRECEDENTI: Avellino – Si sono incontrati ventisei volte, il Bari e l’Avellino, tra campionato e Coppa Italia. Dal computo dei risultati viene fuori un sostanziale equilibrio, con otto vittorie irpine, dieci successi pugliesi e otto pareggi. Il dato cambia vertiginosamente prendendo in considerazione i soli incontri disputati a Bari. La formazione biancorossa infatti, ha vinto, otto sfide delle dodici totali. Solo due gli exploit dell’Avellino. Due anche i pareggi. Il primo confronto tra il Bari e l’Avellino, in terra pugliese, è datato 19 ottobre 1952. Le due squadre si affrontarono in Serie D e la gara si concluse sullo 0-0.
Nei successivi tre incontri, la compagine barese si impose in tutte e tre le occasioni. Nel 1965-66, in Serie C (2-1, rete irpina di Mujesan); nel 1966-1967, sempre in terza Serie (1-0) e nel 1973-1974, questa volta in Serie B (1-0 sul campo neutro di Pescara). Il primo blitz dell’Avellino al “San Nicola” avvenne nel campionato di Serie B, 1977-1978, quello della promozione in massima Serie. Era il 18 settembre 1977 e l’undici irpino conquistò la Puglia vincendo con il risultato di 1-2, grazie alle reti di Ceccarelli e Gritti. A nulla valse la gioia personale di Pauselli. Nella stagione 1985-1986, il Bari e l’Avellino, per la prima volta, si incrociarono in Serie A e il risultato fu ancora ad appannaggio dei biancoverdi, grazie allo 0-1 firmato da Ramon Diaz che regalò ai supporters irpini la seconda e ultima vittoria in quel di Bari. Da allora, infatti, l’Avellino non è stato più in grado di espugnare il “San Nicola”.
Dopo il pareggio nel campionato di Serie B, stagione 1988-1989 (0-0), il Bari si è imposto nelle ultime cinque sfide, quattro di Serie B e una di Coppa Italia, realizzando dodici reti e subendone una soltanto. Finì 2-1 (doppietta di Valdes e goal di Sardo) nel 2003-2004; 2-0 (Santoruvo e Pagano) nel 2005-2006; 1-0 (Marchese) nel 2007-2008, che segnò la retrocessione matematica in Serie C, poi scongiurata grazie al ripescaggio ottenuto per il fallimento del Messina e impressa nella memoria della tifoseria irpina, per le lacrime di Di Cecco; 3-0 (doppietta di Barreto e Caputo) nel 2008-2009 e il 4-0 nel terzo turno di Coppa Italia, stagione 2011-2012.
Da segnalare l'ultima partita è finita 1-0 a favore del Avellino con rete di Angelo D'Angelo ad inizio ripresa.

I CONVOCATI:Il rientro di Romizi dopo i problemi fisici, quello di Sciaudone dopo la squalifica. Sono le notizie positive che giungono dalla lista dei convocati diramata quest'oggi dal tecnico Alberti. Sono venti i biancorossi che domani alle 15 sfideranno l'Avellino allo stadio San Nicola. Out invece in due: gli squalificati Nadarevic e Delvecchio. Lunga la lista dei diffidati: Guarna, Sabelli, Chiosa, Joao Silva, Beltrame.
L'elenco dei calciatori a disposizione di mister Alberti:
PORTIERI: Guarna, Pena.
DIFENSORI: Sabelli, Chiosa, Polenta, Samnick, Zanon, Ceppitelli, Calderoni.
CENTROCAMPISTI: Romizi, Sciaudone, Lugo, Fossati, Defendi.
ATTACCANTI: Cani, Galano, Joao Silva, Lores, Beltrame, Leonetti.

FORMAZIONE:Il tecnico Barese Alberti dovrebbe schierare in campo la seguente formazione: modulo 4-3-3 con:Guarna; Sabelli, Ceppitelli, Polenta, Calderoni; Sciaudone, Romizi, Fossati; Galano, Joao Silva, Defendi.

PERSONAGGI SIMBOLO:Il Bari nel corso della sua storia ha fatto conoscere molti talenti e alcuni giocatori di grandi prospettive, come non ricordare calciatori come Zvonimir

Boban, David Platt, Angelo Alessio, Sandro Tovalieri, Carmine Gautieri, Florian Radocoiu, Gerson De Paula e tanti altri, ma tra questi spiccano sicuramente anche i giocatori che hanno dato tanto e che sì son conquistati un posto nel cuore dei Baresi: su tutti spuntano inanzitutto i recordman sia nelle presenze e sia nelle reti segnate, per presenze il giocatore che ha fatto più presenze resta senza dubbio Jean Francois Gilet portiere Belga di cui la stessa città di Bari gli diede le chiavi della città,
personaggio dal carisma forte e che a Bari ha lasciato davvero un gran pezzo di vita con l'attivo 353 presenze, poi segue un altro grande giocatore Giovanni Loseto, difensore tenace e parte di quel Bari dal 1982 al 1993, 11
GIovanni Loseto
stagioni con i Galletti 318 presenze e 13 reti. Poi seguono i recordman per quanto riguardo le reti, il giocatore con più reti in assoluto nel Bari resta Luigi Bretti con 70 reti a cavallo tra il 1950 e il 1952, 52
Lui Bretti
presenze e 16 reti per poi ritornare a cavallo tra il 1953 e il 1958 con 156 presenze e 54 gol, altro giocatore simbolo restera l'Ungherese
Mihály Vörös scomparso nel 2008 ed è stato
MIhaly Voros
allenatore, con il Bari lui tra il 1948 ed il 1953 ha segnato 54 gol in 142 partite. Ai tempi di oggi il marcatore che resterà anche nella memoria dei baresi e sicuramente: Gionatha Spinesi 125
presenze e 52 reti, ed Igor Protti 112 presenze e 46 reti, a quest'ultimo la città di Bari l'ha reso cittadino onorario per la
Igor Protti
devozione e per il bene che ha fatto per il Bari.


DOLCI RICORDI: Tra i ricordi dolci non possiamo non parlare di tre ricordi ricorrenti della società pugliese, il primo resterà sicuramente il grande tecnico Eugenio Fascetti,
Eugenio Fascetti
l'allenatore con la panchina più lunga della storia del Bari Calcio (cinque anni e mezzo). Con lui i galletti sono rimasti in Serie A per quattro anni consecutivi (dal 1997 al 2001).
Antonio Cassano, dove è stato ribattezzato ''fantantonio'' per le sue prodezze e la sua concretezza sul
Antonio Cassano
campo di gioco e sopratutto divenne famoso per due cose: la prima il famoso goal nel 1999 in cui Cassano debuttò contro l'Inter e da lì iniziò in salita la sua brilante carriera, la seconda è che il Bari per Cassano quando l'ha ceduto alla Roma fu il giocatore più pagato nella storia dei galletti, infatti venne venduto per 60 miliardi delle vecchie lire. Lo stesso Matarrese dichiaro: ad una cifra del genere non potevo non venderlo.....Aggiungo infine l'ultimo: Emilio Solfrizzi simpatico attore che dai tempi di Toti e Tata a telenorba una televisione del tavoliere, e arrivato fino alla ribaltà del cinema italiano, maggiore consacrazione in ''selvaggi'' dove lui ricorda spesso il suo Bari e quando cita ad una turista: ma come chi è Guerrero la punta di diamante del
Bari, e poi in altri film di cui lui si è reso protagonista portando i vessilli del Bari, da sempre grande tifoso. Ed infine il marchio di cui il Bari è andato sempre fiero e ha reso questa squadra famosa: il trenino, una tipica esultanza che esiste dal 1995 per poi aver ripreso vita nella promozione del Bari del 2009

in serie A, non so quanti se la ricordano, ma io me la ricordo molto ma molto bene del resto una esultanza molto simpatica!













PALMARES:Nel Bari il palmares non è molto ricco, ma sicuramente va riconosciuto il merito per aver vinto una mitropa cup che correva l'anno 1990, attualmente è l'unico
successo internazionale del Bari calcio, poi ci sono all'attivo ci sono: 2 campionati di B di cui l'ultimo conquistato nel 2009 dopo una stagione al dir poco ''spettacolare'' un Bari trascinato da capitan Gillet, Bonucci e Ranocchia difensori, Guberti dei tempi migliori attacco composto da Barreto e Meggiorini, insomma squadra di grande rispetto e di gran carattere che Ventura ha saputo trasmettere alla squadra, poi
Vittoria del Bari nel campionato di B 2008-2009
ci sono 4 campionati di livello di cui 3 di serie C ed uno di Serie C1, ed un campionato di serie D che ai tempi era IV Serie.






TIFOSERIA:Gemellaggi: Salernitana: risale alla stagione 83/84, quando il Bari era appena scivolato in C e la Salernitana frequentava la terza Serie da molti anni. L’amicizia sbocciò nel settembre 1983, allorchè a Bari, nella Nord, le due

tifoserie si trovarono fianco a fianco, come capitava spesso a quei tempi, e fu amore a prima vista, suggellato a Salerno nella gara di ritorno del febbraio 1984, anche allora gomito a gomito con lo striscione storico “Ultras Bari” che venne esposto in curva salernitana. Quando entrarono a Salerno i baresi trovarono la città tappezzata di manifesti enormi che gli davano il benvenuto: non si aspettavano un’accoglienza così calorosa, anche se il rapporto era già sentito da entrambe le parti. Molte le affinità tra le due tifoserie che permisero l’inizio della splendida amicizia: mentalità ultras, ideologie, presenza massiccia in casa e in trasferta, e, non ultimo, il fatto che l’anno prima, i granata, già appagati, contro il Taranto, acerrimo nemico dei baresi, a cui serviva una vittoria per la B, si fecero rispettare sia in campo che fuori. Il rapporto è stato rinnovato più volte in questi anni, con giri di campo coi bandieroni, ad esempio nel ‘02/03, feste, grandi mangiate, ecc. Bellissimo lo striscione salernitano a Bari nel 01/02: “Del Bari fratelli”, che parafrasa un vecchio slogan della Nord barese. Nel 2004/05 esposto lo striscione ”Mai nessuna generazione dividerà la nostra unione…Bari e Salerno in eterno”; nel 03/04 esposti in campo gli striscioni “Bari-Salerno, onore ai nostri caduti” e “La nostra amicizia è nobile fratellanza…al di sopra di questo sporco calcio!!”. “Boys Salerno” e “Ultras plaitano” presenti in Avellino-Bari 07/08. “Selvaggi” e “Sa” esposti in Bari-Napoli 06/07. Stendardo “Nuova Guardia Salerno” in Avellino-Bari 05/06. Salernitani a Bari in Bari-Juve Stabia 11/12, con gli stabiesi che urlavano cori anti Salerno. Presenza barese in Salernitana-Foligno di quest’anno (settembre ’12). Reggina: gemellaggio risalente al 1988, nel nome di Ciccio Lepore e del suo omonimo leader della curva reggina, sull’asse Boys-U.c.n.
Rinnovato negli anni coi caratteristici giri di campo con le bandiere, ad esempio nel 2000/01, a Bari, e nel 03/04. Innumerevoli gli scambi e le visite reciproche. Ad
esempio striscioni “C.u.c.n.” e “Ultras Reggina 1914” in Catania-Bari 09/10, “Boys” e “C.u.c.n.” Reggina esposti in Bari-Lecce 02/03, “Sezione Ultras” e “Reggio Calabria” presenti in Albinoleffe-Bari 08/09, stendardo “Reggio Calabria” in Bari-Sassuolo dell’anno scorso. Bello lo striscione “Reggio ti porta nel cuore..ciao Gianni” esposto dai calabresi in Bari-Salernitana 08/09.
Sampdoria: il gemellaggio ufficiale risale al 2006, quando, a Cremona, lo striscione “Utc” è stato presente sopra quello “Ultras” Bari da trasferta, ma già molti anni prima tra le due tifoserie intercorrevano rapporti d’amicizia. Numerose le visite reciproche, col rapporto che è stato ulteriormente rinsaldato a Bari nell’aprile 2011, con giro di campo coi bellissimi, caratteristici bandieroni delle due tifoserie, e gli striscioni “Onorati della vostra amicizia”, “23-04 il bello di questa partita…il nostro gemellaggio…avanti ultras!”, di marca doriana, e “Oltre ogni risultato, oltre ogni repressione, Bari e Sampdoria uniti nella passione” e “Bentornati Utc”, di marca barese. La Sud doriana espose alcuni anni fa la scritta “Genova dà il benvenuto ai fratelli baresi”. Bellissimo lo striscione “Ci tolgono i rivali ci negano gli amici, questo calcio senza passioni non ha più radici!”, esposto dai baresi in Bari-Sampdoria 11/12. Bello anche il messaggio “Stiamo soffrendo per voi, non perdiamo la speranza (Genova rialzati)”, esposto in Bari-Verona 11/12.
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Ex-Gemellaggi importanti: Lazio: è stato il primo rapporto di amicizia e stima allacciato dai baresi, in particolare con gli “Eagles Supporters Lazio”. Il gemellaggio durò dai primi anni ‘80 all’inizio degli anni ’90 e poggiava su solide basi: lo scioglimento degli “Eagles” e l’avvento degli “Irriducibili” nella curva laziale, gruppo che aveva un altro modo di intendere i gemellaggi, determinarono la fine del bel rapporto. Lo striscione dei “Viking” Bari era presente al San Paolo di Napoli, a fianco dei laziali, nel 1987, negli spareggi tra Lazio, Taranto e Campobasso, per la permanenza in Serie B. In Bari-Lazio 80/81, esposto in Nord lo striscione “Eagles Supporters”, con altri striscioni laziali più piccoli, mentre nell’81/82, sempre nella Nord, erano presenti due striscioni targati “Eagles”. In Perugia-Bari 84/85 esposto lo striscione laziale “C.M.L. del ‘74”. Per contro, negli anni 80, erano pessimi i rapporti coi romanisti. Torino: nasce nell’85 e, pur essendo durato poco, è stato molto intenso, rapporto fortemente voluto, creato e portato avanti dal capopopolo “Florio” e dai suoi ragazzi, per questioni di simpatie personali e per la grande ammirazione verso la Curva Maratona, che in quegli anni era al suo massimo splendore. In Bari-Torino dell’84/85 furono addirittura ospitati in curva Nord con il loro striscione “Ultras Granata”. Nell’88/89 si incontrarono per la famosa Lecce-Torino, ultima di campionato, in cui i granata si giocavano la permanenza in A contro una diretta concorrente e il popolo granata si mosse in 1500 unità alla volta del Salento, per una trasferta storica. Nella stagione 89/90, “Ultras Granata” e “Granata Korps” erano presenti al “Delle Vittorie” in occasione di Bari-Juventus. Nel 90/91 si ripresenta l’occasione per rinnovare l’amicizia, ma dopo accordi presi, all’appuntamento prima dell’incontro qualcosa non va come deve andare. L’amicizia si incrina definitivamente qualche anno dopo per un Torino-Bari, con cori di scherno partiti dalla curva granata. Al ritorno, a Bari, vennero segnalati anche scontri ravvicinati, sotto la tribuna Est, tra una 15ina di granata e ultras baresi. Inter: nasce un rapporto di stima e amicizia conla Nord interista, in occasione di un Inter-Groningen di Coppa Uefa 83/84, giocato a Bari, in cui il vecchio stadio “Delle Vittorie” si strinse calorosamente attorno ai nerazzurri portandoli alla vittoria (5-1) e al passaggio del turno. I “Boys San” interisti apprezzarono molto l’accoglienza che fu riservata alla squadra e, soprattutto, ad alcuni esponenti del gruppo, che, a titolo personale, andarono a Bari e furono ospitati da alcuni ragazzi di fede interista, militanti all’epoca negli Ucn Bari; addirittura, nella partita casalinga a San Siro successiva all’incontro di Coppa, gli interisti esposero lo striscione “I Boys ringraziano i tifosi di Bari”. L’amicizia andò spegnendosi pian piano, raggiungendo il punto più basso con il furto dello storico striscione “Boys San”, sul finire degli anni 90, portato in trasferta a Milano con uno stratagemma insolito e curioso: pezzi dello striscione sono stati prima tagliati, poi ricomposti col metodo della cerniera, visto che tale striscione era ricercato dalla polizia. Lo striscione dei Boys, dopo quella volta a San Siro, fu nuovamente esposto in un Bari-Inter 98/99.  
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Amicizie/reciproco rispetto: Barletta, Andria: decisamente buoni rapporti con queste due tifoserie pugliesi, tanto che si può parlare quasi di gemellaggio. Al trentennale degli Ultras Bari, festeggiato alla grande in un Bari-Rimini 05/06, gli andriesi esposero lo striscione “Andria fiera della vostra amicizia, Auguri U.c.n.” Vicenza: si sta dando continuità a un qualcosa iniziato negli anni ’90; in occasione di Bari-Vicenza del dicembre 2011, alcuni veneti arrivano con un certo anticipo rispetto all’orario della partita, fermandosi a Bari anche il giorno successivo per rinsaldare il rispetto e l’amicizia che da diversi anni li accomuna. Triestina: può valere lo stesso discorso del Vicenza. Parma: bel rispetto; presenti al funerale del “Bagna”, alcuni anni fa a Parma esposero lo striscione “Matteo vive nei cuori ultras”; sempre a Parma, anni fa, mostrarono la scritta “Luca ‘Boys’ vive nei cuori ultras”, mentre i parmensi hanno esposto  “Vappo e Beppe cantan da lassù”, in Parma-Bari 2010/11. Spezia: in Livorno-Bari 09/10 era esposta la pezza “Ultras Spezia 1974”. Martina: buon feeling di vicinato. Casarano: sono oggetto delle simpatie dei baresi, perché da diversi anni esiste una certa rivalità tra casaranesi e leccesi, sfociata anche in duri scontri. Modena: amicizia tra gli Alcool e le Brigate Gialloblù di Modena nei primi anni ‘90. Quando gli Alcool dell’epoca si recarono a Modena per la prima volta, all’ultima giornata del campionato 92/93, ad aspettarli in stazione trovarono alcuni esponenti delle B.G., che guidavano all’epoca la curva. Como: vecchio rapporto, merito esclusivo di alcuni ragazzi degli Alcool e dell’apprezzamento che i comaschi nutrivano nei loro confronti. 
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Rivalità: Lecce: odio acerrimo, cominciato più o meno nei primi anni ‘80, che contrapponela Puglia propriamente detta, al Salento; numerosi gli scontri in



passato. Nel corso degli anni, stranamente, entrambe le tifoserie hanno avuto uno scarso seguito nelle rispettive trasferte, con presenze sempre oscillanti intorno a poche centinaia di persone. La stagione 90/91 fa eccezione: 3000 tifosi baresi a Lecce, con l’unico striscione “Del Bari seguaci”, storico, di grande effetto; derby contornato da gravi incidenti provocati soprattutto dai biancorossi. Incidenti tra baresi e polizia a Lecce nei primi anni 2000, con bandiere targate “Alcool Bari”, col tipico bel boccale di birra, passate in mano leccese in maniera certo non pulita, esposte poi in un Bari-Lecce anni fa, accompagnate dalla beffarda scritta “alla nostra salute”. Lo striscione “Commando Ultrà Curva Nord” sarebbe stato rubato diversi anni fa ai leccesi ed esposto in un Bari-Cesena 89/90, inoltre sono stati rubati alcuni striscioni di “Lecce club”. In Lecce-Bari 06/07 esposti messaggi leccesi quali “BAstaRdI”, “In curva da 30 anni…per ingrossare i tuoi guadagni”, “Sugli spalti e fuori da sempre superiori”, “Sbavate per la figa salentina, vi ritrovate…Nicky a pecorina!!!”, riferito al noto politico gay barese Nicky Vendola, e “Bari (NA)”.
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Striscioni leccesi in Lecce-Bari 07/08: “Gita pagata a Montecarlo, al centenario sul palco con Matarrese, questo è il ‘credo ultras’ barese!” e “Ucn S.p.a.”. Taranto: derby regionale per eccellenza, rivalità accesissima già negli anni 70, agli albori del movimento ultras. In un Bari-Taranto di B 1978/79, i tarantini, al loro ingresso, furono accolti male e vennero a contatto coi baresi, visto anche l’esiguo numero di guardie presenti. Nella stessa partita vi fu un reciproco lancio di oggetti con un altro gruppo di tarantini, posizionati nei distinti laterali, vicinissimi alla Nord barese.
Episodi che all’epoca erano all’ordine del giorno, l’amata domenica, vista la quasi assoluta mancanza di scorte in trasferta. Nella stagione 1987/88 e nel novembre 1988 si ebbero due trasferte “difficili” per i baresi, dove vennero persi gli striscioni “Ultras”, strappato da un settore all’altro, riesposto anni dopo in un Taranto-Salernitana, e “Boys”, metà preso e bruciato nella stessa partita e l’altra metà rimasto in mano barese. I tarantini, in una delle ultime uscite casalinghe, hanno esposto il messaggio “nuove battaglie vecchi nemici, odio eterno a Bari e Salerno”. Foggia: rivalità importante negli anni ‘80; nei derby di quegli anni, accanto a grandi iniziative e coreografie delle due
tifoserie, faceva da contorno uno scenario di violenza davvero notevole, poi la retrocessione del Foggia in C e la promozione del Bari nel massimo campionato, hanno attutito questo odio. Scontri nei primi anni ’80, alla stazione di Bari, nel dopogara. Al ritorno a Foggia, successero altri casini, coi foggiani stamparono manifesti col volto di “Florio”, il capo-ultrà barese d’allora.
Pescara: nella stagione 1988/89 incidenti in diverse situazioni: primo episodio degno di nota, alla stazione di Milano, quando si trovarono, contemporaneamente, i baresi che andavano a Monza, i pescaresi che andavano a Bergamo, e i laziali in viaggio per Como. Secondo episodio, alla stazione di Bologna, dove si trovarono i baresi diretti a Piacenza, e i pescaresi in viaggio per Milano, che si scontrarono in maniera piuttosto dura; dopo il parapiglia gli abruzzesi si ritrovarono senza uno zaino, sottratto da un barese, all’interno del quale c’era addirittura il loro striscione principale “Pescara Rangers: l’impero continua”, ritrovato tra l’altro dalle guardie, sotto la minaccia di non far ripartire il treno dei baresi. Terzo episodio, al ritorno dalla trasferta di Empoli, quando in stazione a Bologna si avvicinarono al gruppo dei baresi una dozzina di sambenedettesi, che chiesero di poter fare il viaggio insieme, visto che all’altro capo del treno c’erano i vagoni dei pescaresi, per muoversi in qualche modo contro di essi; infatti, sia all’arrivo alla stazione di Rimini che a quella di Ancona, vi furono agguati nel primo vagone, con ripetuti lanci di oggetti. Circostanza comunque curiosa, visti gli episodi coi marchigiani di qualche mese prima. Più recentemente, incidenti a Pescara, sia fuori dallo stadio, con le forze dell’ordine, che nel tragitto che portava i baresi in stazione, quando vennero a contatto coi locali. Epilogo non diverso al “San Nicola”, nel 2006, dove andò “peggio” ai baresi, sterminati da nove arresti e molteplici diffide. Incidenti gravi anche nell’84. Napoli: forte odio. Nel 1994 degni di nota gli incidenti a Napoli: prima dell’incontro accoltellato un barese, durante la gara lancio di seggiolini e oggetti di ogni tipo da una parte all’altra, a fine partita autentiche scene di guerriglia urbana. Una macchina di baresi fu accerchiata, col conseguente
furto dello striscione “Ucn Corato”. Brutti scontri con la polizia alla stazione di Campi Flegrei, sotto assedio. Il treno partì intorno alle 19,20 ma, qualche centinaio di metri più avanti, fu azionato il freno d’emergenza, e il convoglio venne fermato, con altri ripetuti scontri con la polizia, prima a Caserta, poi a Benevento. Decine furono i feriti di quella movimentata giornata. Fregata in altre circostanze ai napoletani una bandiera del “C.u.c.b.” (Commando Ultrà Curva B), oltre a uno striscione, del solito gruppo, esposto in Bari-Napoli 2000/01. Inoltre,  rubato lo striscione “Ultrà Napoli sez. Caserta”, esposto in Bari-Napoli 90/91.
Genoa: diversi scontri in passato, ora la rivalità è in chiave pro-Samp, visto il gemellaggio Doria-Bari. Benevento: rivalità piuttosto sentita. Brutti incidenti in terra campana nella stagione 1983/84, in cui i baresi se la videro davvero male. Li assaltarono con catene e altra ferraglia. Eventi di guerriglia urbana anche nel 1975. Inter: vedi sopra, sezione “ex-gemellaggi”. Juve: rivalità recente ma abbastanza sentita; grattato agli juventini lo stendardo “Drughi Svizzera”, esposto in Reggina-Juve 05/06, e lo striscione “Pianeta Juve”, esposto in Bari-Fiorentina 91/92. Palermo: nei primi anni 2000, ai siciliani fu rubato lo striscione “Brigate Ovunque Palermo”, mai esposto, che fu, sembra, poi restituito. Verona: i veronesi un tempo erano gemellati coi leccesi; nel 03/04 fecero passare una macchina di baresi sotto la loro curva, col risultato che un decina di persone la assalirono con aste ed altro, spaccando un finestrino. Un paio d’anni fa bruciata una bandiera veronese. Messina: mega-sassaiola sotto la Sud al vecchio Comunale, nell’83/84. Avellino: tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80 vi
furono sassaiole da parte loro, poi il gemellaggio baresi-salernitani ha compromesso ancor di più i rapporti; rubato a loro lo striscione “Bronx”, esposto in Bari-Avellino 88/89.
Nocerina: intrecci di amicizie e rivalità (il legame Bari-Salerno e i rapporti dei nocerini con alcuni gruppi napoletani) hanno fatto sì che, nel settembre 2011, le due tifoserie, che non si incontravano da diversi anni, cercassero di venire a contatto, con “movimenti” all’esterno dello stadio e lanci di oggetti trala Sud barese e i molossi al seguito, che dettero da fare alle forze dell’ordine.



Vi aspetto la prossima settimana con un nuovo numero de ''La Baronata''





BARONE FERDINANDO.