venerdì 4 aprile 2014

Scopriamo il Palermo

                                       ''LA BARONATA''


                                    A CURA DI: BARONE FERDINANDO

IL NOSTRO AVVERSARIO:PALERMO

Ragazzi! Qua stiamo parlando di una squadra che non ha neanche bisogno di essere analizzata perché , sì commenta da sola, e pensare che ad inizio campionato la gestione ''Gattuso'' non aveva portato buoni risultati, inizi pareggiando col Modena, perdi in coppa italia contro il Verona, vinci a Padova per poi riperdere in casa contro l'Empoli, ma poi arriva un signore chiamato Giuseppe Iachini il rollino di marcia cambia in maniera assurda, e che rispecchia il vero Palermo come giustamente sì aspettava Zamparini all'inizio di stagione, andiamo con ordine: Palermo squadra che ha un gruppo solido, giocatori di categoria seconda il Siena per qualità e di budget elevati, ottima organizzazione, e sopratutto come citato pocanzi ottimo tecnico, il tecnico: Giuseppe Iachini un curriculum che parla da solo, il profeta della serie B colui che ha portato Sampdoria, Brescia in serie A e quindi s' può considerare un esperto alla Ventura oppure perché no alla Edy Reja, da quando sta col Palermo questi sono i numeri: dal 28 settembre esordio con la Juve Stabia fino ad oggi ha fatto: 53 punti, e quindi ha quasi dato una ipotetica certezza che a tutti gli effetti, sarà il Palermo come era da pronostico a vincere questo campionato. Le statistiche apparte quella di Iachini sono le seguenti: inanzitutto il Palermo è imbattuto da ben 13 turni un turno in meno rispetto al Latina che ha fatto 14 risultati utili consecutivi, l'ultima sconfitta risale al 21 dicembre 2013 dove ha perso per 1-0 sul campo del Carpi, da lì il suo rollino di marcia è stato devastante, anche se nel periodo di gennaio e febbraio ha un po inciampato e ha perso parecchi punti sopratutto con le piccole dove il Palermo esce con fatica con alcuni risultati non da capolista. In casa il Palermo ha collezionato 10 vittorie, 4 pareggi, e 2 sconfitte(Empoli e Latina), fuori casa il rollino è stato di 8 vittorie, 5 pareggi, e 3 sconfitte(l'ultima a Carpi nel girone di andata), in totale: 18 vinte, 9 pareggi, e cinque sconfitte di meglio a lei soltanto il Siena che ha il record di sconfitte che sono solo 4.

I PRECEDENTI:Palermo-Avellino mancava dal palinsesto della Serie B da dieci anni. Esattamente dalla 26esima giornata del 2003-2004 quando fu 1-1 con reti di Toni per i rosanero e di Stroppa per i biancoverdi.
Alla fine di quel torneo le due squadre presero strade diametralmente opposte: la Serie A per i siciliani, l'ex Serie C per i campani.
L'Avellino mai ha vinto al
Barbera in cadetteria. Anzi, conteggiando anche i precedenti nella ex Serie C dal 1978-1979 in poi, al massimo ci sono scappati 3 pari su 13 confronti.
Più in generale, osservando anche i match del
Partenio, l'Avellino non batte il Palermo in campionato dal 1998-1999, 2-0 alla 15esima giornata in C1 girone B.
I rosanero in casa sono in serie positiva da 9 gare, l'ultima battuta d'arresto risale al 21 novembre, 1-2 col Latina.
I biancoverdi nel 2014 hanno colto un solo successo fuori casa, ma pesante perché arrivato contro la seconda in classifica, l'Empoli.
Da ricordare inoltre che il match di andata giocato all'ora di
Hernandez dopo lo 0-2


una ripartenza sull fascia

azione che ha portato il vantaggio sul Avellino

Lafferty abbracciato dopo il vantaggio
pranzo è finito 2-0 a favore dei rosanero con gol di Lafferty nel primo tempo, e di Abel Hernandez verso lo scadere del secondo tempo, partita dominata dal Palermo e un Avellino che timidamente è entrato in partita creando pochissime azioni che non hanno impensierito più di tanto Sorrentino.

I CONVOCATI:Mister Iachini ha diramato la lista dei convocati per il match del Barbera. Ecco i nomi:
PORTIERI: Fulignati, Sorrentino, Ujkani.
DIFENSORI: Andelkovic, Daprelà, Lazaar, Milanovic, Munoz, Pisano, Terzi, Vitiello.
CENTROCAMPISTI: Barreto, Bolzoni, Di Gennaro, Maresca, Ngoyi, Stevanovic, Troianiello, Vazquez, Verre.
ATTACCANTI: Belotti, Dybala, Lafferty.

FORMAZIONE:Iachini vuole svoltare sul 3-4-1-2. Un modulo più offensivo per riportare Vazquez nel suo ruolo più naturale, il trequartista. Davanti a lui due punte: Dybala e Belotti sono in vantaggio su Lafferty. In mezzo non dovrebbe esserci Maresca, alle prese con dei guai muscolari. Sugli esterni Pisano e Lazaar duellano con Stevanovic e Daprelà.
La formazione è la seguente:
Sorrentino; Munoz, Terzi, Andelkovic; Pisano, Bolzoni, Barreto, Lazaar; Vazquez; Dybala, Belotti

GIOCATORI CHIAVE:Il Palermo ha sicuramente una rosa molto importante e ha dei talenti che meriterebbero la piazza più ambita che è la serie A, di questi ne ho scelti cinque chiave, sul quale secondo me il Palermo ne ha bisogno e stanno dando dei frutti sperati dal presidente Zamparini ad inizio stagione, il primo è il nazionale Uruguaiano Abel Hernandez (assente nel
Abel hernandez
match contro l'Avellino) ma va giustamente ricordato, classe 1990 attaccante da piedi buoni, 107 presenze e 30 gol fino adesso con la maglia rosanero, considerato un giocatore di lusso per questa categoria, Hernandez ha rifiutato molti club di prestigio al costo di risalire subito in serie A e quindi rispettare anche il suo contratto che lo lega con i siciliani. Altro giocatore considerato un lusso per la serie B è Edgar Barreto paraguayano classe 1984, centrocampista nonché capitano dei rosanero, al Palermo dal
Edgar Barreto
2011 fino ad ora ha collezionato 88 presenze e 3 gol, giocatore dotato di un buon scatto e di una buona tecnica di gioco. Poi altri giocatori che a mio avviso sono il fulcro di questa squadra sono: Kyle Lafferty classe 1987 e nazionale Nord irlandese, ricorda molto
Kyle Lafferty
Toni per altezza, fiuto del gol, abile nei dribbling, in prestito dal Sion fino adesso 28 presenze e 9 reti, poi abbiamo Francesco Bolzoni classe 1989 dove ha esperienza anche in serie A ha giocato tre stagioni col Siena, è
Francesco Bolzoni
adesso colonna portante del centrocampo del Palermo cinico, determinato, ottima rapidità nel segnare e servire palla al centro, giocatore dotato di un ottimo dinamismo, Andrea Belotti attaccante molto giovane classe 1993 17 presenze fino ad ora e 8 reti non male per un debuttante in serie B, giocatore preso dal Albinoleffe che tra il 2011 e il 2013 ha segnato 14 reti in 39
Andrea Belotti
partite in lega pro. L'ultimo giocatore chiave resta il portiere, qua mi soffermo perché è un portiere che non è una certezza e di più, la saracinesca per eccellenza, Stefano Sorrentino(Cavese) classe 1979 molta esperienza sopratutto all'estero dove ha giocato con AEK Atene e Recreativo Huelva per poi
Stefano Sorrentino
tornare in Italia nelle file del ChievoVerona dove gli ha giocato tra il 2008 e il 2013 per poi passare al Palermo. Il suo curriculum parla che è un ''abile'' pararigori, ottimo istinto nel buttarsi, molto agile, è una sicurezza dal momento che il suo punto forte sono i salvataggi impossibili, sa cambiare posizione nel caso in cui si trova dietro una difesa composta da tre o quattro uomini: nel primo caso è più vicino allo porta che nel secondo caso.











GIOCATORI SIMBOLO:Il Palermo come tante altre squadre ha avuto i suoi giocatori simbolo nel corso della sua storia, e come di consueto, andiamo a vedere le presenze e gol:
Presenze: Il maggior numero di presenze e che detiene quindi il record è Roberto Biffi in 11 anni di tra il 1988-1999 ha
Alberto Malavasi


Antonio De Bellis

Enzo Benedetti

Roberto Biffi
collezionato 319 presenze segnando 15 reti, altro giocatore che lo segue è Enzo Benedetti tra il 1955 e 1965 in dieci anni ha collezionato 273 presenze senza segnare un gol, il terzo che segue è Antonio De Bellis lui se diviso in due parti, la prima parte col Palermo colleziona 133 presenze tra il 1957 e il 1961, poi breve parentesi al Venezia con 79 presenze tra il 1961 e il 1964, per poi tornare al Palermo nel 1964 fino al 1971 dove chiude la sua carriera con 124 presenze, quindi in totale è il terzo recordman di presenze della storia con un totale di 258 presenze, ultimo della lista: Alberto Malavasi tra il 1957 e il 1965 colleziona 223 presenze e segna 11 gol.
Record di reti: Per quanto riguarda il record di reti, il cannoniere più prolifico della storia del Palermo resterà Fabrizio Miccoli che tra il 2007 e il 2013 in 165 presenze ha
Fabrizio Miccoli
siglato 81 gol e record assoluto, a sua volta Miccoli pagherà anche dei presunti impicci tra lui e associazioni mafiose, sul quale lui è stato d'occhiato, lascia Palermo in mal modo e adesso gioca nel Lecce, a Palermo ha lasciato il segno molti lo ricordano come il ''messiah'' della situazione, ma per altri è un perfetto ''traditore'' non degno di tale maglia, ma a noi ci interessa quello che ha fatto sul campo. Grande giocatore. Il secondo leggermente staccato è Carlo Radice dove colleziona tra il 1929 e il 1933, 84 presenze e 62 gol,
Carlo Radice
ritornerà al Palermo nel 1934 ma fu una stagione da dimenticare una sola presenza, così decide di lasciare il club per passare poi al Acciaierie Falck che ha sua volta è l'inizio della nascita di una squadra che poi sì chiamerà oggi: Pro Sesto. Il terzo miglior realizzatore della storia poi è Santiago Vernazza tra il 1957 e il
Santiago Vernazza
1960 colleziona 115 presenze e segna 51 gol record che lo condivide con un altro grande del calcio moderno che è Luca
Luca Toni
Toni tra il 2003 e il 2005 in 80 presenze segna gli stessi gol di Vernazza, curiosità: Luca Toni è stato l'ultimo goleador del Palermo in cadetteria con 30 gol in 45 partite record assoluto!

IL PALERMO MONDIALE: tra il 2004 e il 2006 il Palermo vanta di aver avuto in squadra cinque campioni del mondo, che sono Luca Toni che grazie alle sue reti nel ultimo anno di serie B è tornato in serie A che da lì gli rimane fino al 2013, e non solo sigla anche due gol contro l'Ucraina al mondiale tedesco, Cristian Zaccardo che a sua volta farà esperienze all'estero al
Andrea Barzagli


Cristian Zaccardo

Simone Barone
Wolfsburg e Andrea Barzagli che lo segue nell'avventura tedesca, per poi tornare in Italia è diventare pilastro della Juventus di Antonio Conte nonché pedina irremovibile della difesa della nazionale di Cesare Prandelli, ma non solo.. Ci sono anche Simone Barone che anche se non è stato protagonista al mondiale tedesco del 2006 è stato comunque un giocatore partecipe, e l'ultimo Fabio Grosso, quello che ci ha fatto piangere e gioire sia contro l'Australia di cui si è procurato un rigore, e sia nella semifinale contro la Germania quando ancora nella nostra mente una pulce ci dice: grosso! Gol di Grosso!!!
Fabio Grosso(con la coppa del mondo)

Luca Toni(in un altra immagine)
Manca un minuto e siamo in vantaggio, manca un minuto è siamo in vantaggio, ma sopratutto decisivo fu il gol nella finale con il calcio di rigore trasformato. Su questo Zamparini deve esserne fiero dei suoi ragazzi, il Palermo ammetto: ci portò davvero fortuna!

CURIOSITA':Se ti chiami Gennaro Gattuso, non avevi l’intelligenza calcistica di un Liverani nè la pacatezza o l’acume di un Montella (per restringere il campo agli ex colleghi di inizio secolo già al timone di prime squadre) e hai avuto il privilegio di saltare a piedi pari la gavetta, il passo verso il tritacarne è breve. A Ringhio è “bastato” perdere il 50% delle gare disputate, 3 su 6 con appena 7 punti raccolti, a bordo della monoposto destinata a dominare la scena, per ricevere il benservito. E poco importa se ai limiti, evidenti, di un tecnico
Il vulcanico(Maurizio Zamparini)
dalle potenzialità (?) ancora in fieri, si affianchino quelli di un padre-padrone dai ricordi-cadetti più che mai sbiaditi. In B, a meno che non si disponga dei
Grosso o Toni di turno (rosanero nell’ultima stagione in Purgatorio), si vince con i giocatori di categoria: il Palermo di oggi non ha nè i primi nè i secondi e lavorare sulla testa di una banda di presunte primedonne è un lavoro che richiede un supplemento di tempo.
Dimensione sconosciuta al signor Emmezeta, che già stamattina si è cautelato chiamando al soldo Beppe Iachini. A Gattuso non resta che consolarsi passando in rassegna i nomi dei colleghi che hanno conosciuto analogo destino. Da Zaccheroni a Prandelli, passando per Spalletti, Delio Rossi e Guidolin, sono talmente tanti gli allenatori ad aver fatto i conti con le ire funeste dell’imprenditore di Sevegliano da metterne in discussione lungimiranza gestionale e competenza calcistica. I ragionamenti “di pancia” di Zamparini iniziano in Veneto nella stagione 1988/89, con Aldo Cerantola prima ‘vittima’.
A Venezia è però quello con Zaccheroni l’amore più travagliato. Il serafico manager romagnolo viene silurato nel ’91/92 in favore di Marchesi e richiamato già prima della fine del campionato, per essere accantonato nuovamente, in favore di Maroso, nel corso del successivo.
Nel ’94/95 ecco calato il pokerissimo con
Ventura, Maifredi, Geretto, il secondo interregno Ventura, Rossi e il Geretto-bis ad alternarsi su una panchina che assume i connotati di quella di un parco.
Prima di lasciare la Laguna, saranno due i triplete messi a segno, con altrettanti futuri
top trainer a viverle sulla propria pelle. Nel 1999/2000 Spalletti viene scaricato in favore di Materazzi (ma il campionato lo concluderà Oddo), nel 2001/2002 Buso subentra ad un Prandelli già in rampa di lancio, con Magni che conduce in porto la nave che affonda.
Ansia da prestazione e problemi di durata caratterizzano anche l’avventura siciliana. Nel 2002/2003 Glerean perde il posto in un amen, con Guidolin che subentra a Baldini, strappa il biglietto per la A e viene ringraziato a suon di cacciate. L’allenatore-scalatore si alterna a più riprese con Colantuono, gestioni intervallate dai “segnali orari” Delneri, Papadopulo e Gobbo-Pergolizzi. Il crescendo di Zamparini è impetuoso ed approda all’era degli scarsicriniti: dopo Colantuono, arrivano Ballardini, che riesce nell’impresa di concludere la stagione (2008/2009), e Zenga, strappato contro tutto e tutti ai cugini del Catania e lasciato indifeso alle prime difficoltà, dopo meno di 10 giornate.
L’addio al vetriolo con l’ex portiere spalanca le porte all’ingresso di Delio Rossi, la cui longevità (oltre una stagione) viene bruscamente interrotta dalla batosta interna incassata per mano dell’Udinese, con Guidolin (il più longevo alle dipendenze del padrone, con 112 gettoni di presenza) che si prende la personale vendetta sbancando il Barbera con 7 reti. Zamparini torna a perdere le staffe e da allora polverizza record in serie, dapprima congedando Cosmi (richiamando Rossi) dopo appena 36 giorni e poi mettendo alla porta Pioli, reo di non aver superato i preliminari di Europa League, ancor prima che il campionato 2011/2012 abbia inizio. Al Barbera sbarca il “Wenger di Palermo”, quel Mangia arrivato in estate dalle giovanili del Varese e immediatamente promosso in prima squadra: l’Arsène dei Navigli non arriverà a mangiare il panettone, lasciando spazio a Mutti.
Il resto è storia contemporanea. 14 mesi fa Zamparini punta forte su Sannino e consente all’ex Siena di entrare nel libro dei record, ricevendo il benservito dopo 3 match. Meglio di lui avevano saputo far, negli anni, Pioli (0 incontri di campionato), Glerean e Buso (una partita prima della stretta di mano). Non andrà meglio a Gasperini, il cui rilancio dopo gli inciampi interisti dura meno di un girone. Mentre tutti auspicano il ritorno del tecnico campano, è Malesani a strappare un ingaggio che gli permette di pareggiare i conti con Sannino e tornare a casa dopo 3 pareggi. Prima della B ci sarà ancora spazio per entrambi gli allenatori del girone d’andata, apripista del tracollo Gattuso. Ultimo tra gli sprovveduti ad alimentare le manie di grandezza dell’uomo dal portafoglio sempre aperto, pervaso da smanie di protagonismo che precedono ed accompagnano l’incompetenza.


TIFOSERIA:Gruppi esistenti: Brigate Rosanero, Warriors Ultras, Borgo Vecchio Sisma, Ultras Curva Nord, Angeli della
Ultras Palermo
Nord, Supporters Filiciuzza Filippo Coppola, U.C.S. (Ultras Curva Sud, che però per ora si sono autosospesi), Nolp Ultras, Gruppo Arenella 1983 (storica sezione Warriors), Boys Palermo, Fusi Rosanero, Rosanero Girls, Trabia c’è, Cuori Emigrati.
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Settore: Curva Nord, tranne gli Ucs in Sud.
Amicizie: Padova: legame fortissimo dal 1982, al motto di “Nessuna secessione potrà fermare la nostra unione!”, rinnovato proprio quest’anno, alla prima giornata del campionato 13/14 in corso, con grandi mangiate e bevute. Le radici del rapporto risalgono a quando, nei primissimi anni ’80, cinque tifosi padovani, durante una vacanza in Sicilia, conoscono alcuni ultras rosanero del Commandos Aquile, con cui stringono amicizia. In un Padova-Palermo dell’83 nasce un rapporto di forte rispetto, proprio grazie a quei “contatti estivi”, anche se non si poteva ancora parlare di vero e proprio gemellaggio, col discorso che sarà ripreso quando, nel 91/92, i direttivi di ambedue le curve sono cambiati. Il rapporto in tutti questi anni si è consolidato e rinnovato, come nel 1996 a Padova con giri di campo coi bandieroni. Due ore prima dalla partita, grande accoglienza riservata alla stazione “Campo di Marte” dai padovani ai molti ultras del Palermo presenti, in segno di questa grande amicizia, senz’altro bella e inusuale se vogliamo, capace di superare le barriere tra Nord e Sud e impedimenti logistici come la distanza o la differenza di categoria. Tante le visite reciproche, ad esempio lo stendardo “Acp” Padova è presente in Chievo-Palermo 04/05, lo striscione “Ultras Pd” e un’altra pezza presenti a Vicenza nel 94/95. Lecce: gemellaggio ultraventennale, ormai storico, all’insegna dello slogan “Lecce e Palermo contro il calcio moderno”, che ha resistito,
Fotomontaggio delle due curve unite


Gemellaggio consolidato più che mai, sopratutto negli ultimi anni
consolidandosi, anche a un decisivo scontro diretto per la A, nel giugno 2003, davanti ad oltre 35mila spettatori ufficiali in un “Via del Mare” di Lecce esaurito, vinto 3-0 dai padroni di casa. Nonostante l’amarezza, i tifosi siciliani rinnovarono la solida amicizia, nata grazie alle manifestazioni di solidarietà dei leccesi, dopo che, nel 1986, il Palermo venne radiato. Tra l’altro, l’allora presidente del Lecce, Franco Jurlano, fu l’unico a votare contro la radiazione, a sostegno del Palermo Calcio. In Palermo-Lecce 2005/06, esposti dai padroni di casa gli striscioni “Niente e nessuno ci fermerà, gemellaggio per l’eternità”, “Il risultato non ha importanza…rispetto ed amicizia ad oltranza” e “Colori diversi ideali gli stessi, bentornati!”. Siracusa: gemellaggio ultraventennale, al motto di “Mio fratello è siracusano”, negli anni ’80-’90 definito “patto di sangue”, un po’ raffreddatosi per la differenza di categoria in
Siracusa
cui hanno militato le due compagini in tutti questi anni, in cui comunque ci sono state tante visite reciproche. Nell’87/88, in Siracusa-Palermo di Coppa Italia C2, i palermitani rinnovarono il gemellaggio coi siracusani presentandosi nella loro curva con bandiere e striscione, ed anche in campionato, nello stesso anno, erano mischiati, con gli ultras delle due squadre a stretto contatto. A Palermo, sempre nell’87/88, venne ricambiato il favore, con gli striscioni dei siracusani mischiati tra gli ultras rosanero. Il gruppo siracusano “Nun ci semu cà testa” è stato presente in Inter-Palermo 04/05 e Palermo-Sampdoria 08/09, una bandiera del Siracusa era nella Nord in Palermo-Catania 10/11, lo striscione “Blue Boys” Siracusa in Palermo-Verona 95/96. Cesena: bella amicizia Nord-Sud anche questa, un rapporto di profonda stima di vecchia data. Curioso e simpatico il siparietto verificatosi in Palermo-Cesena dell’aprile 2011, quando, ad un certo punto, sul 2-0 per il Cesena, gli ultras bianconeri hanno urlato “Palermo, Palermo”, in segno d’amicizia. Gli ultras del Palermo hanno contraccambiato scandendo un “Cesena, Cesena”, sia per l’amicizia tra le due tifoserie, che per esprimere la propria ostilità nei confronti della squadra che stava perdendo, in contrapposizione col resto dello stadio, che non ha gradito, esternandolo con fischi e col coro “buffoni, buffoni”, rivolto alla curva Nord. Solo un coro contro gli eterni rivali catanesi (e l’insperato pareggio finale) ha messo tutti d’accordo. Striscione “W.S.B.” Cesena esposto in Genoa-Palermo 08/09. Genoa: amicizia poco conosciuta dalle altre tifoserie italiane, iniziata oltre 30 anni fa dai gruppi storici rosanero e proseguita da tutti i gruppi attualmente attivi a Palermo, che hanno grande stima dei genoani. Mangiate e bevute hanno sempre caratterizzato ogni trasferta quando si affrontavano le due squadre, almeno fino all’introduzione della tessera. Negli anni ’80 e ’90 ci sono state molte visite reciproche. Anni fa, quando alcuni ultras palermitani finirono in carcere a Marassi dopo degli scontri con gli juventini, i genoani si prodigarono nella solidarietà ai palermitani rinchiusi, senza dimenticare i fumogeni che i genoani prestarono ai siciliani durante una delle loro trasferte a Genova. Napoli: amicizia ormai ventennale, all’insegna di mangiate, bevute, scambi di sciarpe e goliardia. Numerose le
Curva B del Napoli
visite, i favori reciproci: nel ’93, in occasione di Italia-Malta, in curva Nord a Palermo c’erano tanti ultrà napoletani; nel 1996 a Napoli, per un Napoli-Verona sono presenti le Brigate con tanto di striscione; nel 2000 al “Barbera”, scelto come campo neutro di Napoli-Fiorentina, 15mila palermitani andarono a sostenere gli amici napoletani, presenti in circa 5mila, fraternizzando tra di loro; per Napoli-Reggina, Napoli-Brescia e Napoli-Verona in quegli anni c’erano tanti ultras palermitani, di U.C.S. e Brigate, con tanto di striscione al “San Paolo”; Il B.V.S. è stato ospite tante volte dei napoletani in curva B, per partite del Napoli negli anni recenti; nel 2006/07, per Palermo-Napoli, i napoletani della curva B erano ospiti nella Nord e sono partiti cori anti-Lazio, anti-Catania e pro-Napoli; nel novembre 2007, per Palermo-Napoli, i napoletani della curva B furono ospiti in Nord nel settore dei B.V.S.; nel marzo 2008, in occasione di Napoli-Palermo, quelli del B.V.S. erano in curva B insieme ad altri palermitani, e venne fatta una sciarpata metà azzurra e metà rosanero. I gruppi più legati alle curve napoletane sono il Borgo Vecchio Sisma e le Brigate Rosanero. “Rispetto per chi ci rispetta. Salutiamo il fratello palermitano” recitava uno striscione degli Ultras Napoli ’72 alcuni anni fa. Roma: gli Ultras Curva Nord hanno tenuto viva l’amicizia coi romanisti, iniziata dai Commandos Aquile e dai Warriors negli anni ‘80, che, negli
Ultra Curva Sud della Roma
anni, si è basata soprattutto sulla politica e sull’asse della comune presidenza di Franco Sensi. Alcuni anni fa i romanisti esposero all’Olimpico la scritta “La Sud di Roma saluta gli amici palermitani”. Il gruppo romanista “Tradizione Distinzione” presenziò nella Nord in Palermo-Catania dell’ottobre 2000, mentre lo striscione “W.U.P.” è apparso nella Sud di Roma sempre in quel periodo. Inoltre, in Palermo-Roma di Coppa Italia 01/02, erano presenti in curva Nord gli striscioni romanisti “Asr Ultras”, “Brigata Boccea” e “Piazza Bologna”. Foggia: buoni rapporti, stima reciproca. L’amicizia nasce all’ultima e decisiva partita del campionato di C1 88/89, quando venne stretta un’amicizia col “Regime Rossonero” Foggia. Prova ne sia il fatto che, anche se il Palermo non riuscì a vincere, non ci fu il minimo screzio. Anzi, alla fine i due gruppi si riunirono per un caloroso applauso alle due compagini, che avevano offerto un grande spettacolo. L’amicizia, per un po’ di tempo portata avanti dagli Eagles Korps, si è un po’ persa negli anni, a causa delle categorie diverse in cui hanno militato le due società. Lucchese: l’amicizia con i lucchesi risale agli anni ’80 ed stata spesso rinnovata con reciproche accoglienze calorose. Andria: stima e rispetto reciproci, di vecchia data. Marsala: le Brigate Rosanero instaurarono negli anni ’90 un amicizia coi marsalesi, affievolitasi nel tempo. Cosenza: gli Eagles Korps hanno instaurato un amicizia coi calabresi sul finire degli anni ’80, poi è rimasta la stima e il rispetto. Akragas Agrigento: la “Fossa dei Giganti” Agrigento è stata direttamente gemellata con gli “Indians Palermo” per diversi anni, a partire dal 1984. Mazara: vecchia amicizia.

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Ex-gemellaggi: Reggina: vedi sezione “Rivalità”. Salernitana: vecchio legame, fine anni ‘80-inizio anni ’90, tra le due tifoserie, grazie soprattutto al vecchio legame coi reggini, fortemente gemellati coi salernitani, che in quegli anni a Salerno hanno sempre riservato ai tifosi del Palermo grandi accoglienze. Nel 92/93 alcuni palermitani visitarono la sede degli Ultras Plaitano di Salerno e, tra le varie gentilezze, ci fu quella di pagare loro il biglietto d’ingresso allo stadio.
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Rivalità: Catania: rivalità fortissima, antica, acerrima, che va oltre il calcio: è nel calcio che trova terreno per esplodere. Tale rancore si può far risalire ad antiche origini, quando Catania cercò di diventare il capoluogo della Sicilia, ma non ebbe questa soddisfazione, e questo ha generato negli etnei una voglia di confrontarsi, una sorta di invidia verso Palermo, che sta alla base della rivalità tra le due città ed ogni pretesto è buono per scontrarsi. Il derby coi “cugini” etnei è sempre sentitissimo, una partita dal fascino folkloristico, tra l’Aquila rosanero e “U’ liotru” rossazzurro, l’elefante simbolo della città di Catania. Ogni volta che le due squadre s’incontrano, si crea un attesa che come detto va oltre l’evento calcistico. Data la forte rivalità ci sono stati in passato molti episodi di violenza e scontri. Ad esempio, nella stagione 1981/82, il giocatore del Catania Renato Miele venne colpito alla testa da un oggetto tirato da un tifoso rosanero, e non disputò la gara, col Palermo che perse a tavolino una partita vinta sul campo, episodio che causò molte polemiche, dato che i rosanero sostenevano che Miele avesse ingigantito il tutto, proprio al fine di ribaltare il risultato. Gravissimi i fatti accaduti il 2 febbraio 2007, quando, durante
Ispettore capo Filippo Raciti


alcune fasi degli scontri allo stadio Barbera

Notizia da fonte SKY sulla morte di Raciti

Cerchio che raffigura il momento fatale....

Accerchiamento da parte della polizia su un tifoso Catanese
alcuni violenti scontri verificatisi a margine del derby Catania-Palermo, rimase colpito da un oggetto contundente, che gli spappolò il fegato, l’Ispettore di polizia Filippo Raciti, di 38 anni. A seguito di questo brutto episodio, il commissario della Figc, Luca Pancalli, prese misure eccezionali quali la sospensione per un turno di tutti i campionati di calcio italiani, la domenica successiva, appoggiato dal governo che varò l’inasprimento delle norme di sicurezza negli stadi. Nelle tre stagioni successive è stato vietato alle due tifoserie di seguire la squadra in trasferta per il derby, divieto superato dalla stagione 2010-11, grazie all’introduzione della famosa tessera del tifoso, che però, su scala nazionale, ha portato ben pochi benefici. Il primo derby riaperto agli ospiti, dopo la tragedia di Raciti, è stato il primo senza tafferugli dopo decenni di scontri. Nel ’95 il questore di Catania diffidò 44 palermitani (in totale oltre 60), che prima del derby con l’Acireale in agosto, aggredirono nella città etnea alcuni tifosi rossazzurri appartenenti al gruppo “Primo Amore-Irriducibili”. Oltre tremila rosanero si presentarono a Catania alla fine degli anni ’80, forse la trasferta più massiccia nella città etnea. Intorno alla metà degli anni ’90, nella notte antecedente a una trasferta a Battipaglia, i tifosi rosanero strapparono ai “cugini” catanesi, sul traghetto che dall’isola li portava in continente, lo striscione “Pessimi Elementi”, esposto poi a Battipaglia alla rovescia. Altri striscioni catanesi sono in mano ai palermitani. Nel 1989/90, in C1, in Palermo-Catania giocata a Trapani, i palermitani attaccarono il settore catanese e scoppiò una rissa furibonda. Però, nonostante il forte astio che intercorre tra le due tifoserie, c’è da sottolineare lo striscione che il W.U.P. espose a Catania nel 2000/01, veramente bello: “L’odio non cancella il rispetto per la vita…Fabrizio presente!”, dedicato a Fabrizio Lo Presti, ultrà del Catania del gruppo “Decisi”, scomparso alla tenera età di 22 anni in un incidente stradale, mentre era in trasferta per seguire a L’Aquila il suo Catania. Nella stessa gara, i catanesi espongono gli striscioni “Nel 253 a.C. ‘Civitas Romana’…nel 2000 colonia romanista” (alludendo al rapporto d’amicizia con la Curva Sud romana), “W.U.P. sezione squadramobile” e “Benvenuti ad Alcatraz”. Altro nobile gesto è stato la partecipazione degli ultras palermitani al funerale del cavaliere Massimino, presidente del Catania Calcio. Messina: rivalità più recente di quella col Catania, ma comunque sentitissima, con grossi incidenti in passato, in cui è stato “grattato” ai messinesi lo striscione dei “N.o.c.s.”. L’inimicizia
L'ultimo Palermo - Messina in serie A

Secondo scatto sempre di quella partita
si acuì durante la stagione 2000/01, durante la quale Palermo e Messina lottarono testa a testa per il primo posto nel campionato di C1 girone B, con volata finale all’ultima giornata, in una domenica tiratissima, dove le emozioni si susseguirono una dietro l’altra, ma alla fine la gioia invase letteralmente i 30mila della “Favorita”, accorsi per spingere il Palermo alla vittoria con l’Ascoli, e allo stesso tempo a “gufare” contro il Messina, che perse ad Avellino. Verona: rivalità Nord-Sud sentitissima e antica, vista l’impronta razzista dei veronesi; vecchi rancori risalenti all’età primordiale del movimento ultras, coi veronesi che hanno rivolto sempre brutte accoglienze ai palermitani. In occasione di Palermo-Verona di Coppa Italia, terzo turno, del 17 agosto ’13, il pullman che trasportava i tifosi veronesi (una trentina circa), giunto nei pressi del “Barbera”, è stato attaccato da un gruppo piuttosto nutrito di ultras palermitani che ha cominciato a lanciare contro il mezzo torce, bombe carta, bastoni e oggetti di ogni tipo.. I veronesi non ci hanno pensato due volte e sono scesi rispondendo all’attacco. La guerriglia è andata avanti per qualche lunghissimo minuto, fino all’arrivo delle forze dell’ordine, che hanno ristabilito la calma. Per alcuni tifosi del Palermo è poi scattato il provvedimento di Daspo. Rubato diversi anni fa ai veneti lo storico striscione “Gioventù Scaligera”, noto gruppo ultrà veronese. Inoltre, durante un Palermo-Verona del ’95, i tifosi di casa, dopo aver caricato gli scaligeri con una sassaiola, gli fregarono una bandiera. Reggina: negli anni ’80-’90 c’era un vero e proprio gemellaggio, anzi, una fratellanza “di sangue”, poi, non si sa bene il motivo (le solite incomprensioni…), qualcosa si è rotto, della serie “c’eravamo tanto amati”, e si è passati a una rivalità piuttosto aspra e sentita, anche se recente. In Reggina-Palermo 04/05 esposti gli striscioni “Reggino traditore” e “Buttana rà…Reggina”, coi calabresi che rispondono con “Ti spacci x catanese alla staz. di Milano…vergognati palermitano!” e altri striscioni ironici. Nell’84/85, a Reggio Calabria giri di campo coi bandieroni a rinnovare l’amicizia che fu. Fiorentina: vecchi rancori, risalenti più che altro a una frase infelice del presidente della Fiorentina Cecchi Gori.. Nel ’95, durante un Palermo-Fiorentina di Coppa Italia, alcuni ultras palermitani sottrassero uno striscione ai viola, ma un fiorentino, con grande coraggio, si lanciò contro gli avversari e, seppur picchiato a sangue, riuscì a riavere lo striscione. I fiorentini hanno poi subìto, sempre in quegli anni, il furto di uno striscione di un Viola Club. Qualche scaramuccia anche nell’agosto 2009 a Firenze, ad opera di ultras rosanero. Lazio: inimicizia storica, risalente all’83, quando i sostenitori biancazzurri tesero un agguato ai palermitani con lame e coltelli, derubandoli di tutto. L’amicizia che intercorre tra palermitani e romanisti ha poi fatto il resto. Crotone: i crotonesi subirono il furto dello striscione “Mods” a Palermo nel 99/00, nonostante fossero sistemati nell’anello superiore della Tribuna, in una zona “protetta”, dove non ci sono ultras rosanero (all’epoca pressoché tutte le tifoserie ospiti venivano sistemate lì). Lo striscione fu sottratto da sette ragazzi che scavalcarono dalla curva Nord, quando i crotonesi erano già in buon numero. In Palermo-Crotone 2001/02, con ben in vista lo striscione, in Nord si leggeva l’ironica scritta “Modestamente superiori”. Atalanta: rivalità storica, vecchi rancori. In Palermo-Atalanta 2007/08 esposto lo stendardo atalantino “B.g. 1907”. Acireale: Durante il match Palermo-Acireale 1997/98, alcuni ultras rosanero, approfittando dello scarso numero di tifosi acesi, sottraggono loro parte dello striscione “Nuova Guardia” (“Nuov”), poi mostrato agli avversari. Palermo e Acireale, un tempo in buoni rapporti, sono diventate rivali quasi per caso: durante una partita tra le due squadre, i tifosi palermitani presero ad inveire contro il giocatore rosanero Sorbello, acese di nascita e reo, a detta dei rosanero, di essere stato fra i fautori della messa in mora che costò la radiazione al Palermo. I tifosi acesi, sentitosi offesi, si rifecero prendendo di mira l’attaccante rosanero Buoncammino. Da lì è partita l’inimicizia. Battipagliese: diversi anni fa, ai tempi della C1, un centinaio di supporters campani giungono in Sicilia con al fianco sei amici catanesi, che con la loro presenza, accesero non poco gli animi dei palermitani che, nel tentativo di sottrarre un loro striscione (presente quello degli “Irriducibili”), hanno poi preso ai campani lo striscione “Dinamik Force”. Juventus: negli anni ‘80 intercorrevano buoni rapporti, adesso vi è una fiera rivalità, alimentatisi nell’era della presidenza Zamparini. Livorno: rivalità prevalentemente politica, molte le punzecchiature tra le due parti, con striscioni ironici. Bari: rivalità antica, e poi sono
Ultras Bari
gemellati coi reggini… Cagliari, Inter, Brescia: rivalità storiche, meno importanti ma molto sentite.
In passato “noie” anche con: Monza: sottratto ai brianzoli lo striscione “Kids” parecchi anni fa. Chievo: sottratto ai clivensi negli anni ’90 lo striscione “Iz iz alè Ceo”. Casertana, Pescara.

Vi aspetto tra 8 giorni con un nuovo numero de ''La Baronata''





BARONE FERDINANDO.



venerdì 28 marzo 2014

Scorpiamo il Cittadella

           ''LA BARONATA''


                             A CURA DI: BARONE FERDINANDO

IL NOSTRO AVVERSARIO:CITTADELLA



Beh su questa squadra apparte la bella parentesi avuta a cavallo tra il 2008 e il 2010 e con un ''ferguson'' italiano, come sir Claudio Foscarini, è una squadra che quest'anno sta navigando seriamente nei bassi fondi della classifica. La squadra veneta dal fronte vittorie esterne ha il rendimento peggiore, l'unica dietro lei solo la Juve Stabia, squadra dove paga molto gli errori difensivi, poca qualità di gioco, e i pochi che cercano di dare continuità non hanno sufficiente assistenza da parte dei compagni, Foscarini dal suo canto non è mai stesso messo in discussione dal momento che sono con questo nove anni che è seduto sulla panchina del Cittadella, anche se pure lui paga a caro prezzo le tante occasioni che il suo Cittadella ha sciupato nel corso della stagione, andiamo avanti con i dettagli: nel girone di ritorno su dieci giornate di campionato ha racimolato 8 punti(il record peggiore) da quando è ritornato in serie B nel 2008, il bilancio delle sconfitte nel 2014 sono di 6 sconfitte di cui 3 in casa e 3 fuori casa, 2 pareggi di cui il primo punto del 2014 l'ha rimediato a Castellamare contro la Juve Stabia, e il secondo in casa contro il Novara pareggiando 2-2, per quanto riguarda le vittorie due di cui una che mancava dal dicembre del 2013 uno 0-1 sul campo del Empoli, è avvenuta alla ottava giornata con un calcio di rigore di Surraco che ha dato la vittoria ai veneti per 1-0, e la seconda la giornata dopo a Padova nel derby il Cittadella ha espugnato l'euganeo per 4-0. In conclusione su 31 partite giocate il Cittadella ha 6 vittorie, 11 pareggi, e 14 sconfitte, con 29 reti( peggio del Cittadella ha fatto la Juve Stabia e il Padova che sono fermi a 26 reti) e 40 gol subiti( Peggio sono state solo Juve Stabia e Reggina con 51 reti subite), attualmente il miglior realizzatore del Cittadella è Leonardo Perez con quattro reti.

I PRECEDENTI:Per la Terza volta sì affronterrano in terra Irpina: Avellino e Cittadella, nel 2004 ci fu la prima partita

Due immagini della partita che sì gioco nel 2004, con Ghirardello nelle immagini
storica dei Veneti contro i Lupi, fu in Serie C1 i biancoverdi sì imposero per 2-0 con reti di Ghirardello e Puleo, è nel 2008 con un Avellino ripescato e fu la terza giornata di campionato finì
Riccardo Meggiorini, fu autore di una quaterna.
0-0, Poi ci fù una brutta battuta di arresto in un occasione, il Cittadella ha vinto per 4-0 con il poker di Riccardo Meggiorini, partita sbagliata su ogni punto di vista e gara da dimenticare. per quanto riguarda il quadro complessivo i numeri sono questi: 2 vittorie per i lupi, 1 pareggio, e 1 sconfitta.
L'ultimo confronto è finito 2-1 in favore del Avellino sotto un nubifragio e tempo da lupi, segnò Galabinov artefice di una



doppietta e Coralli accorciò le distanze per i Veneti sullo scadere di partita.

I CONVOCATI:Foscarini può contare su tutta la rosa, fino a qualche giorno fa era in dubbio Coralli per la trasferta per un leggero risentimento muscolare, ma è in forma è partira titolare nel match del Partenio.

FORMAZIONE: Mister Foscarini potrà contare, finalmente, sull'apporto di Coralli, che ha terminato di scontare le tre giornate di squalifica. Sarà disponibile anche Busellato, che ha recuperato da un piccolo infortunio. Surraco dovrebbe essere impiegato come trequartista alle spalle della coppia Djuric e Coralli. La formazione probabile è la seguente:
Di Gennaro; Pecorini, Scaglia, Pellizzer, Alborno; Rigoni, Paolucci, Jidayi; Surraco; Djuric, Coralli.

GIOCATORI CHIAVE:Il Cittadella dal suo canto vanta in rosa di alcuni elementi, che grazie ad esperienza e molta continuità che da anche il buon Foscarini, ne ho selezionati alcuni che
Claudio Coralli
secondo me, mostrano qualità e possono dare parecchio fastidio, il primo sicuramente è Claudio Coralli, classe 1983, giocatore molto forte prorompente, crea molte occasioni, e sì fa trovare pronto al momento del gol, per Coralli quest'anno è stato un ritorno a Cittadella, dove già giocò nell'annata 2007-2008 dove segnò 19 reti in 29 incontri, non male la sua media realizzativa, altro giocatore che in futuro potrebbe far gola a molti club è Leonardo Perez, 25 anni pugliese di
Leonardo Perez
Mesagne provincia di Brindisi ma anche con passaporto argentino, l'attaccante italo-argentino se trovato da subito nel gioco di Foscarini, prelevato questa estate dal Pisa dove è in comproprietà fino al 2015 in questo momento ha realizzato 4 gol in 25 partite, è abile di testa, giocatore che gioca di forza, e ha un buonissimo sprint. Altro giocatore chiave che è stato preso nel mercato di Gennaio dal Modena è Juan Ignacio Surraco, classe Uruguaiano classe 1987, buon ala destra e può giocare sia a centrocampo che come trequartista, giocatore abile col dribling, ottimo
Juan Igancio Surraco
tiratore della distanza, fino ad oggi 7 presenze e due reti, di cui una fu segnata alla prima giornata, in un Modena – Palermo finito 1-1.








DOLCI RICORDI:Claudio Foscarini, da nove stagioni conduce il Cittadella in serie B per la gioia dei suoi tifosi pur avendo soltanto sfiorato una volta la promozione nella massima serie. Una storia esemplare la sua, anche se unica. In questo calcio sempre più mediatico, con bandiere presenti solo sugli spalti e non in mezzo al campo, condito da partite che si giocano quasi tutti i giorni con giocatori che vivono di tweet e che per non farsi intervistare indossano le cuffione appena scesi dai pullman, si fa largo un personaggio che non parla mai (se non interpellato) e produce tanti fatti: Claudio Foscarini, solitaria bandiera non mediatica dei nostri campi.
Claudio Foscarini(il Ferguson italiano)
Per chi non lo sapesse, Foscarini allena il Cittadella, squadra della provincia padovana che milita in serie B ed è alla sua nona panchina consecutiva allo stadio Tombolato. Un record di questi tempi. Trevigiano, classe 1958, un passato da discreto centrocampista protagonista al massimo in serie B, Foscarini è un uomo tutto d’un pezzo, serio e di poche parole, figlio del Nord-Est.
Ha un grosso pregio (calcistico): lavora e non parla. Allena e oltre a essere il mister è anche lo psicologo dei suoi. Ogni stagione, anche se con mezzi ridotti, la squadra si salva e mostra bel calcio.


GIOCATORI SIMBOLO:I giocatori del Cittadella che hannp avuto le fortune in veneto ne sono stati davvero pochi, e quindi se vogliamo parlare di giocatori celebri bisogna guardare dagli anni 2000 in poi, sicuramente il più conosciuto e che resterà nei cuori della società veneta è sicuramente: Andrea Pierobon è il
Andrea Pierobon(Bandiera e idolo locale)
giocatore con il record di presenze ed anche il calciatore più anziano della serie B e di tutti i campionati professionistici, ormai una bandiera: Pierobon ha saputo conquistare i cuori della tifoseria del Cittadella, diventando un eroe locale e oltretutto ha superato anche in età Marco Ballotta altro grande portiere del calcio italiano, Pierobon 45 anni un classe 1969 ha battuto il record di un anno, Ballotta sì ritirò quando ne aveva 44. Dotato di ottima tecnica, istintivo, molto abile ancora nel difendere la porta, e più volte ha dichiarato: l'amore per il calcio è un amore che non ha avrà mai una fine, fino a quando ci sono voglio giocare e onorare la maglia del Cittadella. Complimenti davvero. Altro giocatore che ha lasciato il segno a Cittadella è quindi una bandiera dietro ''l'anziano'' del calcio italiano è: Giancarlo Pasinato in assoluto il secondo miglior recordman di presenze nel club veneto, 112
Giancarlo Pasinato(Col Cittadella dal 1986 al 1991)


Giancarlo Pasinato(con la maglia del Inter)
presenze tra il 1986 e il 1991, Pasimato ce lo ricordiamo anche per i suo trascorsi nel Inter con 131 presenze e con il Treviso tra il 1974 fino al 1977 82 presenze e 10 gol, poi ha pure avuto una brevissima parentesi anche con il Milan nel 82-83 ci furono 30 presenze e 7 reti. C'è d'aggiungere in oltre che sia Pierobon che Pasinato sono entrambi ''Cittadellesi'' doc.
Poi altri giocatori che hanno lasciato un segno comunque positivo ed indelebile, sono: Matteo Ardemagni e Riccardo Meggiorini, due giocatori che hanno dato parecchio e hanno fatto vivere una bella favola ai tifosi del Cittadella, specie nel campionato 2009-2010 in cui Ardemagni è stato protagonista e
Matteo Ardemagni(2009-2010)
capocannoniere di quella serie B. Andiamo con ordine e diciamo che: Meggiorini con la casacca amaranto ha collezionato tra il 2006 e il 2009 110 presenze e 41 reti, da ricordare una piccola curiosità: Meggiorini ha siglato una quaterna contro l'Avellino fu il 10 febbraio del 2009, ''
Meggiogol'' come lo chiamavano a Cittadella segnò quattro reti, d'allora nessun altro ha fatto meglio di lui all'interno della squadra, lasciò il club dopo 18 reti nell'estate del 2009.
Riccardo Meggiorini(2006-2009)
Altro giocatore non dimenticato dagli amaranto è Matteo Ardemagni, giocatore che con i veneti ha segnato nella stagione 2009-2010 22 gol in 38 presenze, grazie ai suoi gol portò la squadra di Foscarini ad una storica qualificazione ai playoff per salire in serie A, fatale fu la sconfitta poi col Brescia nelle due occasioni, comunque merito ad un altro simbolo del calcio cittadellese. Altro giocatore sempre della compagine veneta che ha lasciato il segno per qualità, per gioco, per essere davvero bomber di razza e che non conosce categorie è: Federico Piovaccari, il bomber di Gallarate con la maglia amaranto ha
Federico Piovaccari(2010-2011)
collezionato nella stagione 2010-2011
con 23 reti in 39 presenze, superando i precedenti primati di Riccardo Meggiorini e Matteo Ardemagni, che si erano fermati rispettivamente a 18 e 22 reti, vincendo la classifica dei capocannonieri del campionato cadetto.


STORIA DEL CLUB:L'A.S. Cittadella nacque nel 1973 dalla fusione di due squadre cittadine, la Cittadellese e l'Olympia Cittadella, fondate rispettivamente nel 1920 e nel 1948. L'Olympia fu l'unica delle due che inizialmente riuscì ad avere una rilevanza a livello dilettantistico, arrivando fino alla IV Serie durante gli anni cinquanta.

La fusione tra Cittadellese e Olympia
Nel 1973 Angelo Gabrielli fuse le due società con l'intento di portare Cittadella nel calcio che conta, ma i primi anni di vita dell'A.S. Cittadella si rivelarono difficili a causa dei cattivi rapporti tra i rappresentanti delle due società originarie. Nel 1980 ottenne il primo successo di rilievo, la Coppa Italia Dilettanti; da questo momento in poi la storia della società fu un crescendo fino alla promozione in Serie C2 arrivata nel 1988-89 a discapito del Caerano.
Tra il 1989 e il 1998 la squadra ha militato sempre in Serie C2, salvo una parentesi di due campionati, (1991-93), nella quale ha disputato il campionato Interregionale. Nella stagione 1997-98 arrivò sulla panchina granata l'allenatore Ezio Glerean che dopo l'ottima esperienza al Sandonà portò il suo modello di calcio a Cittadella riuscendo subito ad ottenere la promozione
Ezio Glrean(All'epoca allenatore del Cittadella)
alla Serie C1 attraverso i play-off che videro il Cittadella prevalere in finale sulla Triestina grazie al miglior piazzamento in campionato.
Lo spregiudicato modulo 3-3-4 di Ezio Glerean stupì l'Italia intera, quel Cittadella incantò i campi della Serie C1 a tal punto che nel 1999-2000 la squadra chiuse il campionato al terzo posto entrando nei play-off.
In semifinale eliminò il Varese e in finale impattò per 1-1 con il Brescello, riuscendo grazie al migliore posto in classifica a raggiungere la storica promozione in Serie B.
Durante le due stagioni in cadetteria la squadra granata mutò il proprio nome in Cittadella Padova e si trasferì allo stadio "Euganeo" di Padova, approfittando del periodo di crisi del Calcio Padova scivolato in Serie C2 e della voglia di calcio del capoluogo patavino.
Operazione non esattamente riuscita: infatti il Cittadella riuscì a rimanere in Serie B la prima stagione ma non evitò la retrocessione nella seconda stagione ritornando in Serie C1. Seguono 5 stagioni in Serie C1, con i play off sfiorati per un soffio sia nel 2005-06 che nel 2006-07.
La formazione veneta, ritornata ad avere la denominazione originaria e a giocare a Cittadella, al termine della stagione 2007-08 riesce finalmente a raggiungere i play-off piazzandosi 3a in classifica, con Claudio Foscarini alla guida della squadra.
Prima avversaria è il Foligno, guidata da Bisoli, rivelazione del torneo: nella partita di andata, in trasferta, il Cittadella esce sconfitto per 1 a 0, ma riesce a ribaltare il risultato nel ritorno imponendosi in casa per 2 a 0, con le reti di De Gasperi e Manucci, raggiungendo la finale dei play-off contro la Cremonese.
La gara 3 si apre con una nuova sconfitta in casa (0-1, Temellin), ma il Cittadella (squadra formato trasferta) riesce a conquistare la seconda promozione in serie B della sua storia, andando a vincere per 3 a 1 (reti di Meggiorini, Coralli e De Gasperi) allo "Zini" di Cremona nella gara di ritorno dell'8 giugno 2008. Nel 2008 il Cittadella ritorna tra i cadetti dopo 6 anni di purgatorio. È la seconda promozione in B e il pubblico in delirio celebra nella piazza cittadina la squadra e la società di ritorno da Cremona.

Il desiderio dei tifosi (riassunto nel motto "Chi non salta Padovano é...") di giocare allo stadio Tombolato di Cittadella nella stagione 2008-09, questa volta unito a quello di società e istituzioni locali, non è rimasto sulla carta.
Il Cittadella, infatti, dopo aver giocato inizialmente allo Stadio Omobono Tenni di Treviso, in attesa del completamento dei lavori di ampliamento del proprio stadio per portarne la capienza a 7.623 posti, a stagione in corso è rientrato a giocare al Tombolato.
Il 15 novembre 2008 il Cittadella ha giocato la sua ultima partita a Treviso contro AlbinoLeffe pareggiando 0-0. La prima gara del Cittadella in serie B allo stadio Tombolato è stata disputata il 29 novembre 2008 contro l'Ancona (gara
Stadio Tombolato di Cittadella
pareggiata 0-0), avverando finalmente il sogno tanto agognato dai tifosi granata. Coincidenza vuole che entrambe le squadre siano approdate in serie B lo stesso giorno e per ben due volte. Nella stagione di cadetteria 2008-09, il Cittadella conquista la salvezza sul campo pur avendo concluso il campionato a pari punti con il Rimini (grazie alla differenza reti). Decisiva proprio la sfida del 30 maggio 2009 contro i romagnoli che vengono superati per 2-0 (goal di Carparelli e Meggiorini).
Durante la stagione 2010-2011 raggiunge il 14º posto in Serie B, risultato che gli permette di salvarsi e di giocare così il suo sesto campionato di Serie B il terzo consecutivo. Inoltre l'attaccante Federico Piovaccari si laurea capocannoniere con 23 reti.
Durante la stagione 2011-2012 raggiunge il 16º posto in Serie B, risultato che gli permette di salvarsi e di giocare così il suo settimo campionato di Serie B il quarto consecutivo. Inoltre si aggiudica la seconda Coppa Disciplina.
Durante la stagione 2012-2013 raggiunge il 15º posto in classifica, ottenendo ancora una volta la salvezza. Inoltre si aggiudica la terza Coppa Disciplina, la seconda consecutiva.

CURIOSITA': IL Cittadella è la squadra con più sportività della serie B, infatti il trofeo disciplina è stato assegnato per ben quattro volte da quando il Cittadella ha onorato le 8 stagioni di B fino ad ora disputate. Onore a chi crede ancora nello sport e nei sani principi.

TIFOSERIA:l’unico gruppo ultrà vero e proprio sono quelli della ''vecchia guardia 1994'', sono circa 40-50 ragazzi guidati dal capo storico Rydy Tronco, alcuni dei quali facenti una volta
Ultras Cittadella
capo al “Gruppo 1220”.
Galliera Veneta Granata: nato nel novembre 2007 a Galliera Veneta, appunto, paese sito vicino Cittadella, presso la pizzeria Dario. Gossip Group: nato nel gennaio 2008 presso l’omonimo locale in Borgo Bassano, dentro la cinta di mura di Cittadella. Fontaniva Presente!, Este: piccoli gruppi paesani. Di politica sono apolitici e non hanno mai avuto nessun problema, di natura politico.
Il loro settore non è una curva ma bensì una gradinata est a lato nord, lo stadio sì chiama il ''Pierfrancesco Tombolato''.
Amicizie: Alzano Cene: gemellaggio vero e proprio, coi bergamaschi, che militano quest’anno in Serie D. Il rapporto è
I goliardici tifosi del AlzanoCene(attualmente sono in serie D)
in particolare coi Lost Boys; i primi contatti nel 98/99, poi l’amicizia vera e propria sboccia nel 2001. Da allora numerose le visite reciproche.



Buoni rapporti: Pavia: amicizia coi “Crew” e con gli “Indians” di Pavia, dal 2003/04. Montevarchi: vecchio rapporto con le disciolte
Ultras Pavia
“Brigate Rossoblù” montevarchine.
Como: l’Area Granata aveva un’amicizia coi comaschi. Modena.


Rivalità: Padova: recente rivalità prettamente campanilistica, sentita solo dai cittadellesi: il derby provinciale è ovviamente
Ultras Padova
snobbato dai patavini.
Lecco: (vedi sezione “Nozioni storiche”). San Donà: vecchia rivalità regionale e campanilistica. Spal:
Ultras San donà


Ultras Lecco

Maestosi ''ultras'' Sambenedettese
incidenti in passato. Sambenedettese: nel 2005/06 alcuni tafferugli per il tentativo dei marchigiani di sottrarre uno striscione ai cittadellesi. Varese, Lumezzane sono altre due rivalità ma di rilievo molto minore.




PALMARES:La società veneta può vantare di un campionato di serie D, e di una coppa italia di serie D che a suo tempo sì chiamava ''Interregionale'', per il resto nessun tipo di trofeo vinto se non le due promozioni in serie B 1999-2000 arrivando terza in serie C1 per poi vincere la finale playoff contro il Brescello, per poi risalire nuovamente nella stagione 2007-2009 arrivando nuovamente terza, e quindo in finale playoff battendo la Cremonese. Da quell'anno il Cittadella è rimasto in cadetteria e la sua miglior stagione è stata quella del 2009-2010 arrivando sesta in serie B è disputando il playoff per la serie A col Brescia, però ci fu una magra consolazione vinse il trofeo disciplina come migliore squadra che ha rispettato il fairplay.


Vi aspetto tra 5 giorni con un nuovo numero de ''La Baronata''





BARONE FERDINANDO.