''LA
BARONATA''
A
CURA DI: BARONE FERDINANDO
IL
NOSTRO AVVERSARIO: VICENZA
Stavolta però al Partenio si presenterà la squadra col maggior numero di segni X in questo avvio di cadetteria, il Vicenza, che con Cagliari e Trapani detiene anche il primato di imbattibilità (il più recente KO in Serie B risale a Pescara-Vicenza 1-0 dei play-off 2014/2015).
Da segnalare che i 4 punti in classifica dell’Avellino sono arrivati tutti fra le mura amiche (1 successo ed 1 pari) con la scarsità di 2 gol fatti e zero incassati.
Di sicuro la partita di domani, darà due risposte: la prima se il Vicenza seriamente metterà fine alla pareggite e quindi da una chiara risposta a questo campionato che qìil Vicenza dello scorso anno non se trovata ai playoff per sbaglio e la seconda che l'Avellino conferma la sua legge del partenio e porta altri punti a casa, che ribadisco, i quattro punti sono frutto delle partite maturate in casa un pareggio(Col Novara) e una vittoria(col Modena).
STORIA:
Il
Vicenza Calcio
è una delle più antiche società di calcio italiane perché fondata
nel 1902. Il debutto del Vicenza in un incontro amichevole avvenne il
18 maggio 1903 nel campionato Provinciale per Scuole.
È fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A, 30 di cui 20 consecutivi fra il 1955 e il 1975; la squadra occupa il 16° posto su 60 nella classifica perpetua della Serie A ed è inserita tra le 15 squadre italiane della lista dei più importanti club europei del XX secolo, stilata dalla International Federation of Football History & Statistics (organismo riconosciuto dalla FIFA).
È fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A, 30 di cui 20 consecutivi fra il 1955 e il 1975; la squadra occupa il 16° posto su 60 nella classifica perpetua della Serie A ed è inserita tra le 15 squadre italiane della lista dei più importanti club europei del XX secolo, stilata dalla International Federation of Football History & Statistics (organismo riconosciuto dalla FIFA).
Fra i migliori piazzamenti della squadra ci sono la finalissima per lo scudetto del 1911 e il titolo di vice-campione d'Italia del 1978, la Coppa Italia di serie C del 1982, la Coppa Italia del 1997, il raggiungimento della semifinale della Coppa delle Coppe del 1998.
Il Vicenza ha inoltre avviato alla Serie A il campione del mondo Luca Toni e lanciato nel mondo del calcio due campioni che hanno vinto il Pallone d'Oro: Paolo Rossi e Roberto Baggio.
Il Vicenza Calcio, già Associazione del Calcio in Vicenza (spesso siglato ACIVI) nel 1902 e Lanerossi Vicenza nel 1953, è fondata ufficialmente il Domenica 9 marzo 1902 da un gruppo di vicentini guidati dall'allora preside del Liceo Lioy, Tito Buy (bisnonno dell'attrice Margherita Buy) e dal professore di educazione fisica dello stesso liceo, Antonio Libero Scarpa. Composta da giocatori tutti rigorosamente locali e capitanata dalla sua prima bandiera il mitico Gino Vallesella conclude il suo primo decennio di vita sfiorando lo scudetto contro la Pro Vercelli.
L'esordio ufficiale risale al campionato 1910-11: l'Acivi (come venne chiamato il Vicenza per i primi cinquant'anni, dall'acronimo della denominazione ufficiale) inaugurò il 12 febbraio 1911 il nuovo campo di Borgo Casale con una larga vittoria sul Bologna e a marzo terminò a punteggio pieno il girone Veneto-Emiliano, qualificandosi per la finalissima per il titolo. Tuttavia dovette soccombere, sia in trasferta che in casa, alla Pro Vercelli nei suoi anni d'oro.
Negli anni precedenti alla prima guerra mondiale prese parte in più occasioni alle finali nazionali dell'Italia settentrionale, che si disputavano in un girone fra le vincenti dei gruppi regionali. Il Vicenza incontrò così varie volte il Bologna, la Juventus, il Milan, l'Inter, affermandosi fra le migliori squadre italiane.
Gli anni trenta furono gli anni della riscossa biancorossa, dopo un decennio da dimenticare. Nel 1932-33 venne promossa in Serie B, dove la squadra rimase per due stagioni (venendo ripescata la prima), per poi provare più e più volte la nuova promozione fra i cadetti.
L'8 settembre 1935 era frattanto stato inaugurato il nuovo stadio lungo il Bacchiglione, abbandonando definitivamente il campo di Borgo Casale. Nella partita inaugurale contro gli ungheresi del Saroksar esordì l'appena sedicenne Romeo Menti, il giocatore a cui, per un curioso gioco del destino, lo stesso stadio sarebbe stato intitolato nel 1949 dopo la scomparsa nella tragedia di Superga.
All'inizio degli anni quaranta il Vicenza conquistò la massima divisione nazionale, grazie anche ad una linea mediana passata alla storia come una delle migliori dell'epoca e formata da Osvaldo Fattori (poi all'Inter), Alfonso Santagiuliana (che giocò anche nel Grande Torino) e Luigi Abeni.
Nell'estate 1953 accadde un evento che cambierà la storia della società vicentina per molti decenni: la vecchia Acivi fu acquistata dal colosso laniero di Schio, la Lanerossi, fondata nel XIX secolo da Alessandro Rossi.
Non si tratta del primo caso di sponsorizzazione in Italia (anche se siamo molto vicini a ciò), ma di una vera e propria acquisizione, per cui la società calcistica divenne una costola dell'azienda tessile, portandone anche il nome e il simbolo (la mitica R) sulle maglie.
L'iniezione di fiducia e soprattutto di denaro liquido permise di allestire una squadra che ben presto, dopo una stagione di assestamento, tornò in Serie A. Ai fasti della prima squadra si aggiunsero quelli della formazione primavera, che proprio nel 1954-55 conquistò il prestigioso torneo di Viareggio, facendo bis l'anno dopo, quando la prima squadra conquistò una sorprendente salvezza con un nono posto.
Dalla squadra del Viareggio uscirono giocatori del calibro di Azeglio Vicini, Sergio Campana, Renzo Cappellaro, Mario David, Mirko Pavinato, Luigi Menti e molti altri che in seguito vestirono la maglia biancorossa in Serie A.
Nel 1962 arrivò il centravanti brasiliano trentenne Luis Vinicio, ex Napoli e Bologna, che diede ulteriore lustro alla squadra, conquistando il sesto posto nel 1963-64.
Nel suo anno di grazia, il 1965-66, nel quale conquistò la classifica cannoniere con 25 reti (si dovranno aspettare 26 anni perché un giocatore di Serie A segni tanto: sarà Marco van Basten nel 1991-92), il Lanerossi giunse quinto.
1977-78: IL REAL VICENZA
Dopo un'opaca stagione 1975-76, il Lanerossi si presentò nel 1976-77 con un’intuizione del nuovo tecnico Giovan Battista Fabbri: trasformare il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti.
Dopo aver vinto il campionato cadetto con il titolo di capocannoniere per il giovane pratese, il Lanerossi si ripresentò al cospetto della massima divisione nella stagione 1977-78. Dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente, grazie ai gol di Rossi, la sicurezza del libero Giorgio Carrera, le giocate di Franco Cerilli e Giancarlo Salvi, la diga di Mario Guidetti a centrocampo, l'inarrestabile Roberto Filippi.
Solo la Juventus poté fare meglio: tuttavia, se si escludono le prime cinque giornate, i biancorossi conquistarono più punti di tutti, nonché la simpatia di tutta Italia.
Caddero sotto i colpi del micidiale attacco biancorosso, il migliore della stagione con 50 reti, squadre del calibro di Napoli (4 a 1 al S. Paolo), Lazio, Fiorentina, Roma, Bologna. La squadra chiuse il campionato al 2º posto, preceduta solo dalla Juventus ed approdando di diritto alla Coppa UEFA.
Paolo Rossi divenne
il nuovo fenomeno del calcio italiano, a dicembre 1977 fu convocato
in nazionale. A fine stagione vinse il titolo di capocannoniere
surclassando tutti gli altri attaccanti italiani con le sue 24 reti,
un bottino considerevole per i campionati a 16 squadre. A fine
stagione venne convocato per i mondiali argentini, segnando anche 3
reti e mettendosi in ulteriore luce.
L'estate 1978 fu il momento delle celebri buste, con cui il presidente del Lanerossi Giussy Farina tentò di strapparlo alla Juventus comproprietaria del giocatore. Le cifre messe in gioco furono le più grandi dell'epoca: il presidente vicentino mise sul piatto della bilancia 2 miliardi, 612 milioni e 510 000 lire contro gli appena 875 milioni dai bianconeri.
Nei primi anni ‘80 Farina
lasciò la società a Dario
Maraschin, che diede l'avvio alla
nuova riscossa grazie all'operato di Bruno
Giorgi e ai gol di Toto
Rondon e della giovane stella
Roberto Baggio (nella
foto qui a fianco è in piedi vicino al portiere).
Nel 1984-85 il Vicenza tornò in Serie
B grazie allo spareggio con il Piacenza e l'anno dopo arrivò terzo.
Nell'estate 1990 la società cambiò nome dando l'addio al Lanerossi e alla sua R: la società rilevata l'anno prima da Pieraldo Dalle Carbonare, divenne Vicenza Calcio. L'inizio non fu dei migliori, ma presto Renzo Ulivieri, insieme a Pippo Savoldi, dopo un'ulteriore stagione di assestamento, portò il Vicenza dalla C1 alla Serie B.
Nel 1993-94 l'allenatore toscano, pur senza grandi attaccanti, riuscì a salvare il Vicenza con un gioco corale che sarà la caratteristica di tutto quel periodo della società berica. Anche il suo successore, Francesco Guidolin, adottò una strategia volta a mettere in risalto le doti del gruppo e l'azione di tutta la squadra più che quella dei singoli giocatori.
Con il nucleo forte della squadra proveniente dalla C, cioè il portiere Sterchele, il capitano Lopez, il terzino D'Ignazio, il mediano Domenico Di Carlo, il centrocampista Viviani e il piccolo ma veloce Gasparini, nel 1994-95 la squadra di Guidolin sorprese tutti con la promozione in Serie A grazie anche all'apporto deciso nel girone di ritorno di Roberto Murgita. Il centravanti genovese esplose letteralmente con l'anno nuovo e realizzò 17 reti in 19 partite, rendendo inarrestabile la marcia del Vicenza verso la massima serie.
GLI ANNI D'ORO: LA COPPA ITALIA 1997
Rafforzata dall'arrivo di alcuni giovani e di tre stranieri come Joachim Björklund e gli uruguaiani Marcelo Otero e Gustavo Mendez, la matricola Vicenza sorprese tutti per il suo gioco, capace di mettere in crisi anche grandi squadre.
La salvezza fu conquistata facilmente con un nono posto a fine stagione. Addirittura meglio l'anno successivo, quello della consacrazione: dopo aver conquistato per qualche giorno il primo posto nel novembre 1996, il Vicenza superò una dopo l'altra le sue avversarie in Coppa Italia.
Nei quarti fu il Milan di Baggio a dover lasciare il passo a Lopez e compagni, in semifinale il Bologna e infine si arrivò alla finale col Napoli.
All'andata al San Paolo i biancorossi cedettero per 1-0, ma al ritorno, il 29 maggio 1997 Maini pareggiò subito i conti. Si arrivò ai supplementari e fu Maurizio Rossi ad entrare nella storia del Vicenza segnando un gol a due minuti dalla fine, seguito due minuti più tardi dal 3 a 0 di Iannuzzi, e ad assegnare al Vicenza il più importante trofeo della sua storia.
COPPA DELLE COPPE 1998
Nel 1997 la società inglese dell'ENIC (finanziaria nel campo del petrolio) rileva la maggior parte delle quote societarie del club biancorosso. Il Vicenza diventa la prima squadra italiana ad avere una proprietà straniera.
Nel 1997-98, dopo l'ottavo posto dell'anno prima, il Vicenza si salvò senza patemi, mentre in Coppa delle Coppe arrivò in semifinale col Chelsea dopo numerosi successi grazie ai gol del suo bomber Pasquale Luiso, alla fine capocannoniere della manifestazione.
Dopo la vittoria all'andata con i blues, (1-0 marcatura di Lamberto Zauli) al ritorno a Londra i biancorossi si portarono prima sullo 0-1 con Pasquale Luiso, poi sullo 0-2 ancora con Luiso, ma si videro annullare il gol per fuorigioco inesistente: finirà 3-1 per il Chelsea.
L'anno successivo corrisponde ad una retrocessione con una seguente promozione e vittoria del campionato di Serie B, con il tecnico Edoardo Reja in panchina, grazie ad un ottimo attacco in cui si distinguono Gianni Comandini, poi ceduto al Milan, il solito Pasquale Luiso e il giovane Christian Bucchi.
Dura solo un anno la permanenza in Serie A, poi il Vicenza torna a disputare campionati di Serie B senza più riuscire ad avvicinarsi alla promozione.
La stagione 2006-2007 porta come prima novità un ritorno all'antico: sulla maglia torna la "R" simbolo della Lanerossi. Alla quinta giornata viene esonerato l'allenatore Giancarlo Camolese, per aver collezionato nelle prime cinque giornate quattro sconfitte e un pareggio, e al suo posto viene nominato un allenatore emergente Angelo Gregucci: dopo una partenza in salita, la squadra ritrova la vittoria e inanella un successo dopo l'altro, scongiurando a metà campionato lo spettro della retrocessione. Un brutto finale di campionato porta la squadra a lottare per evitare i play out retrocessione, trovando la salvezza all'ultima giornata, ottenuta grazie alla vittoria sul Crotone con un gol di Gabriele Paonessa a pochi minuti dal termine.
La
retrocessione in lega pro e il ripescaggio:
Da
questo momento la storia del Vicenza vede un decennio in Serie B
fatto di salvezze all'ultima giorn (che sceglie come vice, il suo ex
compagno Antonino
Praticò) e con la penalizzazione di 4 punti in classifica. Il
lavoro del duo Lopez-Praticò porta a concludere il campionato al 5º
posto (3º senza penalizzazione), permettendo di disputare i quarti
di finale dei play-off, persi in casa
ai rigori
contro il Savona.Nonostante
ciò il 29 agosto 2014
il Vicenza viene ripescato in Serie
B in sostituzione del fallito Siena
A ottobre viene esonerato l'allenatore Lopez[
sostituito il giorno seguente da Pasquale
Marinoche porta incredibilmente
la squadra dal terzultimo al
terzo posto, accedendo ai play-off per la Serie A, persi in
semifinale contro il Pescara.
La formazione biancorossa in: Bologna - Vicenza 0-2 del 27 febbraio 2015 |
I
PRECEDENTI:
Fra Serie A e cadetteria, sabato
pomeriggio sarà il nono scontro diretto Avellino-Vicenza di
campionato.Prima di oggi contiamo infatti 1 precedente in Serie A: stagione 1978/1979, 2-1 il risultato finale alla 26a giornata, autorete di Carrera e Piga per i locali, Rossi per gli ospiti.
Cui dobbiamo aggiungere altri 7 precedenti in Serie B: il primo nel torneo 1975/1976 in occasione del primo turno (2-1, Franzoni e Gritti per i biancoverdi, D’Aversa per i biancorossi), l’ultimo la scorsa stagione alla 14a giornata (0-1, Cocco).E proprio il 2-1 e lo 0-1 sono i risultati più ricorrenti in caso di successo dell’Avellino (comparso in 3 occasioni) oppure del Vicenza(2presenze).
A colpire è, soprattutto, l’assenza di pareggi in ben 8 incontri disputati.
I
CONVOCATI:
Ecco la lista dei 21 convocati, al netto di Manfredini, Brighenti, Pozzi, Urso, Mantovani e Gentili, indisponibili, oltre a Laverone, fermato dal giudice sportivo e a Pazienza, Sbrissa, Gagliardini, Ranaudo e Vita non la pieno della condizione. Due Primavera Bianchi e Gora nell’elenco dei 21 convocati.
Portieri: Kerezovic, Marcone, Vigorito.Difensori: Bianchi, D’Elia, El Hasni, Pinato, Rinaudo, Sampirisi.Centrocampisti: Cinelli, Gagliardini, Gora, Modic, Pazienza, Sbrissa.Attaccanti: Galano, Gatto, Giacomelli, Pettinari, Raicevic, Vita.
FORMAZIONE:
Questa è
la probabile formazione che schiera Marino contro l'Avellino, Modulo,
4-3-3 con: Vigorito, Sampirisi, El Hasni, D’Elia, Pinato; Galano,
Modic, Cinelli; Gatto, Raicevic, Giacomelli.
TIFOSERIA:
la curva sud Vicentina dei ''Vigilantes'' |
Amicizie:
Pescara:
è il più antico gemellaggio ancora in piedi tra due tifoserie,
essendo nato il 9 gennaio 1977, quando oltre 3mila pescaresi invasero
Vicenza. L’amicizia nasce in quell’occasione, con il Pescara che
espugna il Menti e coi sostenitori vicentini che, nonostante la
delusione, applaudono l’uscita dallo stadio dei pescaresi. Così,
anche nella gara di ritorno, i sostenitori biancorossi vengono
accolti calorosamente dai pescaresi, che ricambiano l’ospitalità
ricevuta in Veneto. Al termine del campionato le due tifoserie
festeggiano insieme le rispettive promozioni in A. L’anno
successivo, il primo del Pescara in A, grazie agli accordi presi tra
i capi-ultrà, viene sancito il gemellaggio ufficiale, in occasione
di Vicenza-Pescara (1977/78), quando, nel prepartita, i leader Ciro e
Moreno, rispettivamente dei Pescara Rangers e degli Ultras Vicenza,
si scambiano le sciarpe a centrocampo. Patto d’acciaio al grido
“Pescara, Vicenza nessuna differenza”, “Vicenza, Pescara
nessuno ci separa”. Sbandierata in campo in Pescara-Vi 85/86 e, da
rimarcare, in Pescara-Vicenza, andata Coppa Italia 97/98, una
bellissima coreografia della Nord pescarese con strisce
bianche-azzurre-rosse a coprire tutto il settore, uniti agli
striscioni vicentini “Caneva Berica” e “Fabio Group”, con in
campo sbandierata e striscione dei Vigilantes “Salutiamo i fratelli
pescaresi”. Al ritorno solito cerimoniale di bandiere in campo, con
la Sud che restituisce il favore agli abruzzesi, con una fumogenata
bianca-rossa-azzurra. Sbandierata in campo,
sempre a Vicenza, anche
nel 2004/05 e nel 06/07. In quest’ultima occasione con lo
striscione “30 anni di amicizia” dai colori dei due sodalizi,
tenuto in mano, che fa il giro del campo, mentre in Sud campeggia il
bellissimo messaggio “In onore dei nostri colori, in memoria dei
vecchi amori”. Diversi striscioni vicentini presenti nel recente
Pescara-Verona (gennaio 2012). In Vi-Parma 08/09, esposti gli
striscioni “Ciao Bubù” e “Bubù vive”, nell’anniversario
della scomparsa dell’ex capo dei Pescara Rangers, Marco Mazza. In
Vicenza-Pescara 05/06, poco dopo la sua morte, esposto “Ciao Bubù
guerriero della Nord”. Bellissima sbandierata in campo a Pescara
nel 2002/03, con lo striscione tenuto a mano “1977-2003,
un’amicizia storica, Vecchi Ultrà Lanerossi Vicenza”.
Numerosissime nel tempo le visite reciproche, tra cui ricordiamo:
“Pescara Ovest” e “Orgia Totale” in Juve-Vi 97/98 , nel 96/97
a Verona “Orgia Totale” e “Cherokee” e visita in Bologna-Vi
Coppa Italia 96/97; striscione dei “Rangers” in curva Sud, in
Vicenza-Pescara 85/86; in Vicenza-Empoli 91/92 presente una forte
rappresentanza pescarese, tra cui “Bad Boys”, “Park Kaos” e
“Cherokee”; “Pescara Rangers” a Messina 01/02 e in
Vicenza-Juve 2000/01. In massa anche ai Playout con la Triestina
04/05. Striscione “Bad Boys” Pescara in Fermana-Vi 99/00.
Rappresentanza vicentina nel recente Pescara-Roma 12/13. Udinese:
forte gemellaggio di vecchia data, fortificato negli anni.
Sbandierata in campo in Vicenza-Udinese 96/97 e in Vi-Udinese 00/01.
In Vi-Crotone 06/07 esposto lo striscione “Roby Fex is my friend”,
dedicato a un leader scomparso della curva friulana. In
Vicenza-Bologna 05/06 esposto dal gruppo “Ultras Vicenza” lo
striscione “Il rispetto e il calcio ci hanno uniti…ora e per
sempre amici!!! Onore ai Nord Kaos” (gruppo di Udine scioltosi in
quel periodo). Numerosissime le visite di favore e gli scambi di
cortesia, tra i quali ricordiamo: gli striscioni “H.t.b.” e
“Vecchia Guardia H.t.b.”, presenti rispettivamente in
Vi-Triestina 85/86 e Reggiana-Vi 87/88; lo striscione “Ultras”
Udine presente in Vi-Frosinone 06/07, Vi-Cesena 09/10, Triestina-Vi
09/10; il “Collettivo IncUdine” presente svariate volte a
Vicenza; la presenza massiccia dei gruppi udinesi nei Playout con la
Triestina del 2004/05, sia in casa che fuori, e nei Playout con
l’Empoli nell’11/12. Como: gemellaggio tra i più vecchi e forti
della Sud. Un rapporto sincero e particolare, che non si esaurisce
solo nell’ambito calcistico, un po’ come quello coi pescaresi. In
Como-Vicenza 90/91, giro con bandieroni e scambi di sciarpe. I
vicentini presenziarono poi al fianco dei comaschi in Venezia-Como
(2-1), nello spareggio di Cesena, con striscioni “Vigilantes” e
“Berici” da trasferta. Sbandierate in campo con striscioni anche
nel 91/92 e 92/93, sempre a Vicenza, e nel 94/95 a Como. Anche lo
striscione “Fossa” Como è presente in Monza-Vi 91/92, mentre nel
93/94, sempre a Monza, è esposto “Maestri Comacini”. In
Vi-Cesena 94/95 e Vi-Venezia 93/94 è presente lo striscione “R.A.M.
Como”. Lo striscione “Como 1907” è a Vicenza in alcune partite
della stagione 08/09. In Como-Vicenza 01/02 esposto lo striscione
“Panthers 1975”; bandiera del Como presente in Vi-Piacenza 06/07,
e tante altre volte. Messina: una bella amicizia, nata grazie
soprattutto al fatto che i messinesi sono gemellati coi pescaresi,
legati ai vicentini, come già visto, da un fortissimo patto. In
Vicenza-Cesena 09/10 la Sud espone la scritta “Vicini al dolore di
Messina”, riferita all’alluvione che colpì le zone del messinese
nel 2009. Bandiera del Messina in Napoli-Vi 00/01, stendardo della
“Gioventù” Messina presente in Catania-Vi 02/03. In Vi-Sassuolo
09/10 esposto lo striscione “Ultras Messina non mollate”.
Messinesi presenti a Vicenza anche alla vigilia di ferragosto, in
Coppa Italia, nel derby col Verona del 2011, e in
Vicenza-Empoli,
Playout 11/12. Cremonese: Forte gemellaggio risalente ai primi anni
‘80. In Vi-Carrarese 84/85 esposto lo striscione “Red Grey
Supporters” Cremona. Nello spareggio di Firenze 84/85 col Piacenza,
i cremonesi affiancarono i veneti, esponendo la scritta “Vicenza:
Cremona è con te” e lo striscione dell’allora gruppo principale
“Red Grey Supporters”. Striscione “Red White Panthers”
esposto in Cremonese-Vi 85/86 in curva dei cremonesi, con sbandierata
e scambi di sciarpe in campo. Invasione di campo di entrambe le
tifoserie, che si macchiano di atti vandalici, quali porte divelte
ecc., in Vi-Cremonese 86/87, come “sfogo” per la retrocessione
del Vicenza. Inoltre, i “Sanitarium” Cremona presenti in
Vi-Ancona 94/95, gli “Ultras Cremona” presenti in Vicenza-Brescia
99/00, Modena-Vi 06/07 e Verona-Vi 04/05. Presenza vicentina in
Cittadella-Cremonese 99/00. Reggiana: forte gemellaggio, datato 1982.
In Vicenza-Fiorentina 98/99 presente lo striscione “Reggio Emilia”.
In Vi-Albinoleffe 09/10, nella zona dei “Lanerossi Crew 1902”,
minicoreografia con cartoncini con su scritto “Onore alle Teste
Quadre”. Lo striscione “Teste Quadre” ha fatto bella mostra di
sé, sia a Vicenza che in trasferta, diverse volte, ad esempio col
Parma e con la Salernitana, nella stagione 08/09; a La Spezia e a
Modena nel 2006/07; col Torino, a Lecce e a Padova nel 09/10. A
Vicenza anche nei recenti Vicenza-Sampdoria, aprile ’12, e
Vicenza-Empoli, andata Playout, giugno ‘12 . Altre volte ci sono
stati giri di campo con bandieroni, come in Reggiana-Vicenza 96/97.
Ravenna: bella amicizia, risalente a una ventina d’anni fa. In
Ravenna-Vicenza del 92/93, striscione “Forever” vicentino in
curva ravennate. In Vicenza-Ravenna 93/94, sbandierata in campo,
accompagnata dallo striscione “Ra e Vi for ever”. Lo striscione
“Ultras Ravenna” è stato presente diverse volte alle partite del
Vicenza, tra cui Vi-Atalanta 93/94, Vi-Venezia 94/95, Rimini-Vi
06/07, Vi-Cesena stesso anno ed a Padova 09/10. Metz: amicizia
internazionale, che risale all’incirca a metà anni ’90. A
Empoli, nel ritorno dei Playout 11/12, presenti le pezze “Metz
1932” e “F.C.Metz”. Ma i francesi sono stati presenti tante
altre volte al fianco dei berici, tra le quali si ricordano diverse
partite di fine anni ’90-inizio anni ’00, in Serie A, oltrechè
Padova-Vi 09/10, Vi-Piacenza 06/07 e i Playout con la Triestina
04/05. Mentre in Metz-Marsiglia (3-2) del 97/98 sventolano alte le
bandiere del Vicenza, con la scritta, esposta dai supporters del
Metz, “Benvenuti ai nostri fratelli vicentini”. Bari: reciproco
rispetto che da tanti anni accomuna le due tifoserie. Quando loro
vengono a Vicenza, i vicentini vanno a salutarli sotto la curva
ospite e stessa cosa, a parti invertite, avviene a Bari. In
Bari-Vicenza dell’anno scorso, i vicentini arrivano con un certo
anticipo rispetto alla partita, fermandosi nel capoluogo pugliese
anche il giorno successivo per rinsaldare l’amicizia.
La curva nord del Pescara |
La maestosa curva sud del Messina, gemellaggio che sì è istaurato grazie al forte gemellaggio che sì ha con i pescaresi |
.
Ex-gemellaggi/amicizie:
Genoa:
gemellaggio risalente agli anni ’70, finito per alcuni screzi nel
2006. Uno dei primi contatti diretti vi fu in Genoa-Vicenza 79/80,
coi vicentini muniti di sciarpe biancorosse nella Nord genoana.
Sbandierata in campo in Vicenza-Genoa 85/86. Varie visite reciproche
in passato, ad esempio gli striscioni genoani “Grifoni Ovunque” e
F.G.”, della Fossa dei Grifoni, erano presenti a Modena nell’89/90,
e, sempre “Grifoni Ovunque”, più “Belin”, eran presenti in
Vi-Chelsea, semifinale Coppa delle Coppe 97/98. In Vicenza-Chievo
90/91 presente lo striscione genoano “Sgreuzzi de Votri”, ed in
Sud, per Vi-Lazio 97/98, era presente lo striscione “Grifoni
Ovunque” genoano. Pisa: era un forte gemellaggio, nato sul finire
degli anni ’70, miseramente naufragato nel tempo. Treviso: più che
altro c’era un amicizia con alcuni esponenti della tifoseria
trevigiana. Quando, nel ’98, morì il trevigiano cardiopatico Fabio
Di Maio, a seguito di una carica della celere, alcuni esponenti della
Sud andarono al suo funerale. Ora l’amicizia si è trasformata in
rivalità (vedi sotto). Milan: amicizia di vecchia data, finita per
futili motivi, durante un Vicenza-MIlan di fine anni ’90: dal
settore dei milanisti sbarcati a Vicenza si levò il coro irridente
“Serie B, Serie B” e la Sud vicentina ovviamente non gradì. Di
lì allo scambio di insulti il passo fu breve. Non era però un
gemellaggio ufficiale. Presenza rossonera in Juve-Vi 97/98 e
Vi-Verona 91/92, con la sezione vicentina delle Brigate Rossonere. In
Vi-Verona 93/94, presente lo striscione “Armata” dei milanisti,
più altre pezze.
Rivalità:
Verona:
rivalità sentitissima, odio acerrimo. Vicenza-Verona, sin dagli anni
’70, è sinonimo di derby caldo. Una sfida anche politica che
metteva di fronte “compagni”, autonomi e camerati. Fin dai
primordi del calcio le sfide con Verona sono sempre state un macello.
I veronesi si sono visti per la prima volta nel 76-77, penultima di
campionato, per un Vicenza-Atalanta. Arrivarono alle spalle dei
vicentini, che si trovavano
.
Storia
del tifo vicentino:
Il
movimento ultras a Vicenza ha inizio nella prima metà degli anni
’70, agli albori del tifo organizzato, e gli stessi ultras erano un
numero molto limitato, si parla di un centinaio di persone al centro
della curva, circondate da gente comune che andava allo stadio senza
incitare particolarmente la squadra. Gli ultras avevano come
abbigliamento mimetiche, baschi e sciarpe di lana biancorosse. Il
primo gruppo organizzato a nascere è quello degli “Ultras” nel
’75, anche se il primo striscione della curva non fu Ultras ma
“Sanguinari Curva Sud” (S.C.S.), un lenzuolone rubato in casa di
qualcuno con un teschio rosso di profilo. Ci si cominciava a trovare
dal giovedì sera, per vedere cosa fare, con Moreno che andava al
Centro di coordinamento per allestire i pullman per le trasferte e,
nella mente, gli ultrà del Toro, che nel ’76 vinsero lo scudetto e
che in quel periodo erano presi da molti come modello di tifo. In
quegli anni diverse compagnie si alternano in curva finché non si
decide di unire la tifoseria dietro un’unica sigla. Come nome viene
scelto “Vigilantes”, al tempo utilizzato solo da un sottogruppo
della curva laziale, dal quale viene copiato il nome, cercando di non
andare sui soliti Brigate, Commandos, Fossa, Ultras…; il primo
striscione, interamente disegnato a mano su stoffa, fa il suo esordio
il 3 settembre 1978, in un Vicenza-Bologna di Coppa Italia. Il
Vicenza, in quegli anni, va alla grande (secondo posto dietro la Juve
proprio nel ‘77/78) e questo favorisce molto l’ascesa del gruppo
e della tifoseria in generale. Lo striscione dei Vigilantes, dal ’78
all’82, viene affiancato da “Red White Panthers”, ma dal 1983 i
Vigilantes prendono definitivamente le redini della curva.
Inizialmente gli ultras si muovono col Centro di Coordinamento, più
tardi, in seguito ad incomprensioni e per la troppa differenza di
mentalità, decidono di staccarsi, potendo contare su “numeri” di
tutto rispetto per l’epoca. Sono anni in cui è molto forte la
rivalità coi veronesi: il vero derby è sempre stato con loro, anche
se, nei primi anni ’80, a Verona non si presentano, o vanno
nell’anonimato assoluto, evitando pure di esporre gli striscioni
biancorossi. In quel periodo nascono numerose amicizie, molte delle
quali durano ancora: Pescara su tutte, ma anche Genoa, Pisa,
Reggiana, Cremonese, Udinese…Negli anni ’80 il Vicenza finisce in
C, ma la tifoseria continua a seguire appassionatamente il “Lane”.
Nell’84/85 più di 10mila tifosi vicentini invadono Firenze per lo
spareggio col Piacenza, che riporta i berici in Serie B. Ma dopo due
anni però, arriva una nuova retrocessione in Terza Serie, che
stavolta non è un semplice passaggio: la curva si svuota, come il
resto dello stadio, e i Vigilantes rasentano lo scioglimento,
scongiurato solo dall’attaccamento dei capi storici (Moreno e
Pancho su tutti). Viene sfiorata anche la C2, sia nell’88/89,
evitata da un rigore di Pizzi col Trento all’80°, con la gente a
bordo campo, che nell’anno dopo, scongiurata dal vincente spareggio
di Ferrara col Prato, con 8mila vicentini al seguito. Il 29 novembre
‘92, a Empoli, si verifica un grave fatto: la polizia, nel
tentativo di disperdere una carica dei vicentini, presenti in circa
2.500 unità quel giorno al “Castellani”, spara dei colpi di
pistola ad altezza d’uomo che feriscono due ragazzi. L’inchiesta
si trascina per anni, per concludersi, come spesso accade in questi
casi, con un nulla di fatto. Ad ogni anniversario i ragazzi hanno
esposto uno striscione per ricordare l’avvenimento, che, nel tempo,
ha condizionato non poco il modo di porsi dei veneti nella maniera di
vivere la curva. L’anno degli spari di Empoli si chiude con la
promozione in B e un nuovo ciclo di vittorie ha inizio. I Vigilantes
tornano a crescere di numero, ma si verificano altri fattori interni
alla curva che ne cambiano l’impostazione, su tutti il progressivo
abbandono del “nucleo storico”, flagellato dall’eroina (la
droga miete molte vittime anche a Vicenza) e il proliferarsi di nuovi
gruppi, spesso non in sintonia col gruppo storico. Comunque con la
promozione in A il gruppo torna su ottimi livelli, raggiungendo
l’obiettivo di tenere compatta la curva. I Vigilantes, però, erano
sempre più “tifosi di club” e meno “ultras”, interessati più
all’incitamento che al contatto “fisico” con gli avversari.
Facevano un tifo eccellente e portavano in trasferta migliaia di
tifosi, veri e propri esodi come gli 8mila di Milano e i 10mila di
Verona, certo non tutti ultras, ma quasi mai finivano sulla “cronaca
nera” dei giornali. Col tempo, questo modo di fare, sempre meno
“ultras”, allontana dal gruppo sempre più ragazzi, con un’indole
più sanguigna, che vanno a formare altri gruppi. I più radicali
sono sicuramente il “Fabio Group” (’90), formato da molti
“vecchi Vigilantes” e con la tendenza a raccogliere i ragazzi più
sbandati della tifoseria berica, e gli “Ultras” ’93, formati in
larga parte da skinheads. Il Fabio Group nasce in contrapposizione ai
Vigilantes, con l’idea di unire le varie compagnie di quartiere
sotto un unico gruppo a numero chiuso e sempre lo stesso. Il gruppo
cresce esponenzialmente e non si è rivela un fuoco di paglia,
tutt’altro. L’avvio, però, non è stato dei più facili, erano
etichettati come gruppo da non frequentare e la loro presenza dava
fastidio a più persone. I rapporti con gli altri gruppi si fanno
tesi di domenica in domenica, fino a sfociare in continue discussioni
che trovano sfogo nella trasferta di Como nel 91/92. Ci sono stati
momenti tesi, come i tafferugli coi Vigilantes, e, poiché in curva
regnava il caos, per evitare il protrarsi della situazione, viene
deciso di fondare il D.U.C.S. (Direttivo Ultrà Curva Sud), con
Moreno al comando, che aveva il compito di mediare tra tutti i
gruppi, per mettersi d’accordo su coreografie, trasferte,
comportamenti, in modo da evitare litigi. Successivamente viene
sciolto perché ci si rende conto che non serve più. Si può dire
che Vicenza è stata forse la prima città italiana a vedere la
nascita del movimento Skinheads, e che molte teste rasate
frequentavano la Sud già dagli anni ’80, posizionandosi nel
parterre della vecchia curva Sud, ancora a due piani. Non erano un
gruppo vero e proprio, bensì più una banda, non troppo ben vista,
ovviamente, dai Vigilantes. In seguito vengono presi di mira dalla
polizia e spariscono, coi reduci che aderiscono poi agli “Ultras
1993”. Nel 1997 il Vicenza di Guidolin conquista la Coppa Italia,
battendo il Napoli in finale e l’anno successivo è protagonista di
una splendida cavalcata in Coppa delle Coppe, fermato solo dal
Chelsea in semifinale. E’ quella la fine del Vicenza di Delle
Carbonare: l’anno successivo si conclude con la retrocessione in B,
da cui riemergono subito, ma solo per un anno, e, da allora, è
sempre stata Serie B. Finita l’epopea biancorossa, anche gli screzi
all’interno della tifoseria si dilatano sempre più: verso la fine
degli anni ’90, Fabio Group e Kapovolti si spostano in Curva Nord,
finchè l’intera curva viene assegnata agli ospiti. Tanto per dire,
crollano due storiche amicizie, quelle con pisani e genoani. Nel
nuovo millennio la curva vicentina non è più la stessa. La curva,
negli anni 80 e 90, era ben altra cosa, non quella di oggi, ma quella
che prendeva a calci nel culo i padovani e portava migliaia di
persone in trasferta. Nel 2006 la curva rimane in mano al duo
Vigilantes-Caneva, la curva si esprime sempre su buoni livelli, anche
se non è più quella di una volta. All’orizzonte si vede la
nascita di nuovi organismi, come il “Lanerossi Crew 1902”, nel
2009, che, insieme ad altri gruppetti, si mettono in contrapposizione
coi Vigilantes-Caneva, e ne minano la centralità. Le nuove normative
sugli strumenti di tifo e la famosa Tessera del Tifoso, vedono i
nuovi gruppi su posizioni nettamente contrarie, e si fanno paladini
della lotta contro suddette “misure di sicurezza” prese dal
governo italiano. I Vigilantes sono ormai al crepuscolo, i nuovi
gruppi prendono il sopravvento, portando nuova linfa e freschezza
alla curva. Si arriva così ai giorni nostri, con lo scioglimento dei
Vigilantes e, di fatto, della Caneva Berica.
.
Personaggi
storici del tifo vicentino prematuramente scomparsi:
Moreno
Toniolo, primo capo ultrà della Sud, fondatore del primo gruppo
organizzato, gli “Ultras”, morto improvvisamente nel ’92.
Moreno era un elemento carismatico della curva, per la sua dedizione
e temerarietà conosciuto anche nelle grandi piazze del Nord, un po’
come il Pompa a Firenze o il Bimbo a Bologna. Era il “factotum”,
la curva e gli ultras la sua casa. Punto di riferimento
insostituibile, non smise mai di seguire il Vicenza. A lui è
dedicato lo striscione “Moreno presente”, sempre esposto in
curva. Al suo funerale presenti comaschi, milanisti e genoani. Fabio
Cucco, morto il 2 settembre ’90 a 33 anni. A lui è dedicato il
gruppo ultrà “Fabio Group”. Simone “Ippo” Zaniolo, morto il
17 settembre 2011 a 38 anni, tornando dalla trasferta di Cittadella.
Gruppo di appartenenza: Fabio Group. Sulla sua epigrafe è scritto:
“uomo
Due immagini che ritraggono una bandiera del tifo Vicentino, Moreno Toniolo da sempre un punto di riferimento della tifoseria veneta. |
.
PALMARES:
il
Vicenza tra titoli nazionali e non, vanta sei trofei, il più celebre
la coppa Italia del 1997 vinta in finale contro il Napoli.
Peccato perchè poteva arricchirsi magari con la coppa delle coppe, purtroppo persa ai danni del Chelsea allora di Vialli-Zola e Di Matteo.
La storica ''Coppa Italia'' del 1997. |
Peccato perchè poteva arricchirsi magari con la coppa delle coppe, purtroppo persa ai danni del Chelsea allora di Vialli-Zola e Di Matteo.
Titoli nazionali |
3 Campionati di
Serie B 1 Campionato di Serie C |
---|---|
Trofei nazionali |
1 Coppe
Italia 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro |
Alla
prossima ''Baronata''.
BARONE
FERDINANDO
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